domenica 28 febbraio 2016

Verso una vera psicoanalisi di un mondo triste e di una società tristissima...

Non siamo esattamente passati attraverso un secolo denso di nuovi pensatori, filosofi, anzi il novecento ha avuto secondo me caratteristiche interessanti in altri campi che di solito coinvolgono il lavoro di squadra come per esempio il cinema e la musica... più di un secolo fa nasceva e si sviluppava il movimento psicoanalitico, che con Freud e poi con altri pensatori poneva e basi di vari sistemi psicologici che sono la premessa indispensabile per iniziare a capire veramente qualcosa di come funzioniamo a livello individuale e anche sociale... Freud con la sua teoria della tripartizione della personalità in io/es/super-io delineava con esattezza come è la nostra persona (maschera) finché ci limitiamo a “vivere a tre puntini”... ma con questa espressione intendo alcune caratteristiche soprattutto individuali, siccome se a livello individuale ci tocca vivere “tristemente” (tre puntini appunto), a livello sociale siamo messi ancora peggio, anzi potremmo dire che la società al suo livello di sviluppo attuale nemmeno riesce ad essere triste, ma di più, tristissima... Dopo i primi decenni di entusiastico sviluppo il movimento psicoanalitico non si è più espanso in quel modo, poiché in effetti il suo ruolo era solo parzialmente quello di mettere in discussione la società, magari quello di aiutarci a raggiungere una “tristezza sensata”, volendo cogliere l’aspetto positivo... Tuttavia volendo tentare di essere anche dei “tristologi” dobbiamo dire che la tristezza individuale è in una certa misura già presente (anche se a livelo sociale non ancora), e che una falsa allegria, il riso del derisore, la maschera del finto sorriso dello sfruttatore, sono tutt’altro che sintomi positivi di espansioni sulla via della coscienza e della consapevolezza... è evidente che non siamo fatti solo di tre puntini, ma ci saranno infiniti puntini dentro di noi che chiedono espressione... anzi finché sono “solo” tre inevitabilmente riconfermeranno la distinzione classica della psicoanalisi tra nevrosi e psicosi... insomma la tristezza è inevitabilmente anche nevrosi e psicosi, depressione e narcisismo, se uniamo a questa nostra condizione “triste” anche la situazione di “stella mancata”... Vivere a tre puntini mentre in realtà siamo fatti da infiniti “puntini” inevitabilmente ci porta a cristallizzare dentro di noi una situazione di due punti in basso più uno in alto o viceversa, due situazioni opposte che possiamo accostare alle definizioni di nevrosi e psicosi, e più specificamente di depressione e narcisismo... Inoltre la depressione porta inevitabilmente ad affollare i lettini degli psicoanalisti, siccome è una condizione nevrotica alleviabile ma che tende al cronico... d’altra parte la condizione del narcisista è opposta ma simile, nel senso che raramente il narcisista si percepisce come malato, e quindi è più accostabile alla psicosi e all’inguaribilità, insomma chi è abituato a prevaricare gli altri non ci va dallo psicologo, anche perché questa società essenzialmente gli da’ pure ragione... Adesso possiamo tentare di capire meglio anche la posizione depressiva e la ferita narcisistica... Il depresso allorché compare un “quattro puntini” come potrebbe reagire a questa “provocazione”? Eccolo, un altro dominatore, siccome questo ha... “due punti in alto”... mentre un narciso lo può scambiare per un suo pari... Invece la ferita narcisistica la si capisce e la si nota meglio quando si manifesta un “cinque puntini” (e a proposito io mi occupo di propagandare proprio i cinque puntini), siccome l’offesa al narcisismo a questo livello diventa “intollerabile”, nel senso che... “questo qui mi supera sia in alto che in basso”... e in effetti qui stiamo tentando di capire quale potrebbe essere una psicoanalisi estesa ai due mondi, siccome poi non esiste soltanto il lato “negativo” della questione, anzi, esiste anche la possibilità che i depressi/narcisi a tre puntini possano esprimere i loro ulteriori “puntini” avvalendosi proprio del fatto che in basso c’è qualcuno che fa una propaganda a più di tre puntini, che siano quattro o cinque, etc... Questo può essere fatto in vari modi, non è ovviamente mia intenzione fare psicoterapia o psichiatria, anzi, invece ci sono varie attività sia ludiche che lavorative che possiamo fare per esprimere questi ulteriori puntini, e la prima che propongo è basata sul calcio, siccome è facile da fare, da proporre e da spiegare... ma oltre a questo poi col tempo ci sarà tutto il trivio più quadrivio, per adesso soprattutto la musica, ma i tre puntini possono essere coltivati ed espansi anche per quanto riguarda la matematica, la fisica, l’astronomia, la medicina, la letteratura, l’arte in generale, l’ingegneria, l’informatica, il gioco e lo sport in generale, etc etc... Insomma invece di “offendersi” sia in senso depressivo che narcisistico, della presenza di qualcuno che risulta “migliore” di “noi”, si possono cogliere le opportunità che offre proprio la presenza in basso di qualcuno che propone questa possibilità... d’altronde se “dio” è una parola a tre lettere, “amico” è una parola a cinque, e conviene considerare questa “numerologia” o come la vogliamo chiamare... Che “dio” vada dallo psicoanalista a cercare consolazione, siccome tanto Freud e Marx sono morti e anche lui non si sente più tanto in forma è, se vogliamo, una vecchia battuta...
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Il gioco del bene e il gioco del male ovvero il problema impossibile...

Cosa sono il bene e il male? E che significa veramente giocare? Davvero siamo nati solo per faticare o per lavorare o ci può essere ancora dell’altro? Perché siamo su questo pianeta e c’è uno scopo intrinseco in questo nostro “abitare” il pianeta Terra del quale non siamo consapevoli oppure rispetto al quale tendiamo a fare l’impossibile per dimenticarcene? Eppure, in “ultima analisi” questo scopo, qualora esista, tenderà a ripresentarsi ogni volta e a “chiedere il conto” a tutti i problemi non risolti che nel frattempo si sono accumulati... Tendiamo insomma a scansare anche i problemi più “facili” da risolvere come le questioni sociali forse anche perché tendiamo a scansare anche il problema di fondo, o magari ne siamo del tutto inconsapevoli... In questo volantino non pretendo, e nemmeno posso, definire che cosa secondo me è il bene o il male, diciamo per adesso che il male è di certo assenza di bene più che esistere di per sé... riguardo a cosa è il bene la risposta mi pare evidente anche se questo volantino deve rimanere confinato nei tre puntini a meno che io riceva un’offerta per i cinque di almeno 50 cents... anche io sono “soggetto” alle regole sistemiche ed in un certo senso anche bene e male sono dei sistemi e sistemi all’interno di sistemi, e così via... c’è chi “crede” fortemente al cosiddetto machiavellismo, il che vorrebbe dire che il male è necessario e indispensabile, almeno all’inizio, per costringere qualcun altro a mettere in pratica il bene... detto in senso più esteso si potrebbe anche chiamare “qualcunaltrismo”, ovvero il classico scaricabarile, al quale però si aggiunge anche lo “scopo”, anzi il fine di comunque mantenere la società nel suo complesso sulla via del miglioramento... in questo senso il bene e il male sono visti come all’interno di un gioco, nel quale il male serve a stimolare il bene, e insomma all’interno del nero c’è un po’ di bianco e viceversa, yin e yang, etc... possiamo aggiudicare a questo un certo grado di “verità”, sempre che poi anche questo gioco machiavellico non diventi un altro sistema meccanico fine a se stesso... ma dicendoci più la “verità” ci tocca constatare che la stragrande maggioranza della gente invece non sta nemmeno a questo livello, ma agisce nel “male semplice” meccanicamente, per inconsapevolezza, per scarsa conoscenza della situazione globale/mondiale/politica, e/o per sopravvalutazione del vantaggio personale... di fondo ci potrebbe essere anche un “atteggiamento”, un atteggiamento di fondo, che ci limita e ci impedisce qualsiasi azione autentica, anche se non ce ne rendiamo conto, ma per l’appunto, cosa è veramente un atteggiamento...? E soprattutto, come si fa a indurre negli altri cambiamenti di atteggiamento da negativo in positivo...? Questo già da solo potrebbe essere un problema impossibile, un paradosso, un labirinto, un “koan”... Inoltre il sistema ha al suo interno molti sotto-sistemi che servono sia al fine del male che al fine del bene... finché abbiamo poco senso critico, finché siamo poco informati circa la vera situazione oggettiva del mondo, finché tendiamo a scansare ogni forma di impegno o di “sforzo” di qualsiasi tipo, la cosiddetta demon-prop o propaganda demoniaca non può che trionfare... questa demon-prop si attua essenzialmente su tre livelli, falsificazione, denigrazione e derisione, tre macigni su tutte la classi oppresse, le quali però poi sono le prime a “credere” a questo tipo di propaganda, e a esserne allo stesso tempo vittime e portatrici... la falsificazione tende a colpire la verità oggettiva, la denigrazione le possibilità ulteriori, e la grande derisione invece è l’arma per colpire l’evidenza, quel “tanto non ci riuscirai mai”, quel “tanto è impossibile”, il che poi è anche vero, ma è anche vero allo stesso tempo invece che credere almeno un po’ nell’impossibile ha effetti a catena su tutto il resto, e qui non si pretende affatto a breve termine di trasformare la società dal sistema capitalistico direttamente a cinque puntini per tutti, ma intanto organizziamo alcune attività alle quali si può partecipare o giocare in modo occasionale, senza dover necessariamente essere “machiavellizzati” a giocare a tempo pieno come è capitato a me, ma c’è la possibilità di portare avanti attività con impegno mensile davvero basso, anche solo un’ora o mezz’ora al mese... gli antichi romani le chiamavano trivio e quadrivio, per me è presto per questo, però fin dove sono arrivato a capire/studiare posso dare lezioni di musica, poi ci saranno anche matematica, filosofia, astronomia, etc le quali al momento sono appena all’inizio dell’inizio per me... poi sto mettendo in primo piano il tentativo di organizzare una prima squadra di calcio o calcetto, un tipo particolare di calcio, anzi due, il cosidetto tiki-taka e il calcio stellare... questo può essere un modo più “facile” per cominciare, per due motivi, il primo perché durante la prima guarra mondiale una partita a pallone tra soldati francesi e tedeschi fu l’unica cosa che si riuscì a fare in Europa (l’attuale UE intendo), e secondo motivo è che la prima fase di questo si svolge usando un gioco di simulazione al computer, tramite il quale si possono sperimentare su di sé, non certo dimostrare però, gli effetti di questo gioco coi puntini aggiuntivi...

Il lavoro-gioco ovvero riprendere il filo di una tradizione appena iniziata...

Salve, ti lascio questo strano volantino che dice e non dice, ma adesso sto tentando questo tipo di approccio... io mi occupo dei cosiddetti “five points”, cioè i cinque puntini, ma questo volantino è scritto a tre puntini, non a cinque, e anche il suo contenuto, benché io accenni al fatto che mi occupo dei cinque puntini, è limitato a tre puntini... il motivo è che all’inizio di questa attività dei cinque puntini che ancora sto facendo, facevo anche dei volantini col contenuto a cinque puntini, ma poi pare che la tradizione in merito sia diversa, cioè il contenuto a cinque puntini è talmente vero che non si può mettere nemmeno per iscritto, va anzi passato nel contesto di una relazione faccia a faccia, quindi io magari intanto ti offro questo volantino anche gratis, ma a chi mi lascia il minimo di offerta di 50 cents posso dire un po’ di verità autentiche a cinque puntini, oppure posso accettare anche “offerte” in lavoro-gioco... ci sono tante possibilità di sviluppare il lavoro e il gioco, ma per adesso preferisco concentrarmi su una sola, anche per ragioni storiche... la tradizione qui in Europa, adesso intesa come UE, consiste solo di un unico avvenimento positivo... durante la prima guerra mondiale, l’unica cosa positiva che in Europa si è riusciti a fare, a parte scannarsi a vicenda in modo insensato e inutile, è stata una partita a pallone tra soldati tedeschi e francesi che si è svolta in trincea, in condizioni insomma parecchio disperate... e per un giorno la guerra mondiale si è fermata, solo per via di questa partita che continua a essere raccontata più che altro come una leggenda, pochi uomini che giocano a uno “stupido” gioco di inseguire una palla fermano tutto il fronte di migliaia di chilometri tra Francia e Germania, sembra impossibile, no...? Adesso, oltre alle forse ovvie considerazioni che un’altra guerra mondiale forse nemmeno possiamo permettercela, e che sarebbe meglio che non iniziasse affatto, anche perché potrebbe aprire degli scenari anche peggiori di quello della “semplice” (hai detto niente...!!!) guerra mondiale, diciamo che però il calcio inteso come “gioco” a livello banale, popolare, “normale” esiste già, e non c’è bisogno di inventarlo dato che è stato già inventato, e ormai va per la maggiore da più di un secolo, forse anche per il fatto che è nato in quel modo lì, si è diffuso a livello di massa fino a coprire quasi tutto il globo... però esiste un tipo di calcio, anzi anche più di un tipo, che ha effetti benefici anche al di là di quello specifico avvenimento, cioè forse le guerre non possono solo essere interrotte, ma anche prevenute, e ci sono anche altri sistemi per risolvere le controversie... dal 2007 circa c’è stato un movimento calcistico che è stato denominato “tiki taka”... adesso qui non posso dare la vera definizione di questo tipo di calcio, troverete tante definizioni “politicamente corrette” che vi diranno che è soltanto uno stile di gioco basato su fare molti passaggi del pallone a centrocampo etc... poi però questo movimento del tiki taka si è interrotto a fine 2011... adesso a settembre-ottobre 2015 siamo riusciti a farlo ripartire siccome ho trovato un giocatore occasionale, ma poi lui ha smesso... insomma quello che sto cercando di organizzare è una squadra di calcetto che giochi però in questo modo, col tiki taka, intendo il tiki taka quello vero... siccome però non è facile mettere insieme una squadra così, e siccome basta che solo uno che faccia finta di accettare questo sistema di gioco senza poi però metterlo in pratica, ho ideato una prima fase di selezione nella quale si simula la stessa cosa usando un comune videogioco di calcio... e questa cosa sembra che abbia già fatto ripartire il movimento del calcio tiki taka anche nelle squadre di serie A italiane e europee... e poi esiste anche un tipo di calcio ancora migliore anche del tiki taka stesso, possiamo chiamarlo calcio stellare, sempre qui senza entrare nei dettagli del come si fa... insomma tre fasi di selezione, una prima fase nella quale il giocatore occasionale gioca almeno una mezz’oretta, un’oretta al mese con me con un videogioco di calcio usando almeno lo “stile” tiki tika... una seconda fase, nella quale si crea una squadra di almeno 5 giocatori che siano già dei collaudati e fidati giocatori occasionali durevoli passati attraverso la prima fase, e poi una terza fase di selezione nella quale si potrebbe arrivare anche al cosiddetto calcio stellare... qualcuno che legge si potrà porre la domanda: ma è così importante questo gioco del calcio, tanto da farci un volantino su e un movimento, o un’associazione, o come la vogliamo chiamare...? Sì, se poi produce degli effetti benefici su tutti, e vi faccio notare che gli spettatori del calcio ormai sono tanti, se agli spettatori classici seduti negli stadi sommate ormai quelli ancora più numerosi che seguono le partite da casa... anche solo guardando le partite da casa o allo stadio, se le partite sono giocate usando il tiki taka o il calcio stellare, allora saranno partite di calcio felici e/o gioiose e produrranno risultati benefici per tutti... altrimenti sarà il solito “calcio” noioso condito da soliti fenomeni ben poco entusiasmanti del tifo e del fanatismo calcistico quasi “religioso”... Insomma per chi volesse provare a partecipare può scrivermi senza pretese di “amicizia” al mio profilo facebook...