Non siamo esattamente passati attraverso un secolo denso di nuovi pensatori, filosofi, anzi il novecento ha avuto secondo me caratteristiche interessanti in altri campi che di solito coinvolgono il lavoro di squadra come per esempio il cinema e la musica... più di un secolo fa nasceva e si sviluppava il movimento psicoanalitico, che con Freud e poi con altri pensatori poneva e basi di vari sistemi psicologici che sono la premessa indispensabile per iniziare a capire veramente qualcosa di come funzioniamo a livello individuale e anche sociale... Freud con la sua teoria della tripartizione della personalità in io/es/super-io delineava con esattezza come è la nostra persona (maschera) finché ci limitiamo a “vivere a tre puntini”... ma con questa espressione intendo alcune caratteristiche soprattutto individuali, siccome se a livello individuale ci tocca vivere “tristemente” (tre puntini appunto), a livello sociale siamo messi ancora peggio, anzi potremmo dire che la società al suo livello di sviluppo attuale nemmeno riesce ad essere triste, ma di più, tristissima... Dopo i primi decenni di entusiastico sviluppo il movimento psicoanalitico non si è più espanso in quel modo, poiché in effetti il suo ruolo era solo parzialmente quello di mettere in discussione la società, magari quello di aiutarci a raggiungere una “tristezza sensata”, volendo cogliere l’aspetto positivo... Tuttavia volendo tentare di essere anche dei “tristologi” dobbiamo dire che la tristezza individuale è in una certa misura già presente (anche se a livelo sociale non ancora), e che una falsa allegria, il riso del derisore, la maschera del finto sorriso dello sfruttatore, sono tutt’altro che sintomi positivi di espansioni sulla via della coscienza e della consapevolezza... è evidente che non siamo fatti solo di tre puntini, ma ci saranno infiniti puntini dentro di noi che chiedono espressione... anzi finché sono “solo” tre inevitabilmente riconfermeranno la distinzione classica della psicoanalisi tra nevrosi e psicosi... insomma la tristezza è inevitabilmente anche nevrosi e psicosi, depressione e narcisismo, se uniamo a questa nostra condizione “triste” anche la situazione di “stella mancata”... Vivere a tre puntini mentre in realtà siamo fatti da infiniti “puntini” inevitabilmente ci porta a cristallizzare dentro di noi una situazione di due punti in basso più uno in alto o viceversa, due situazioni opposte che possiamo accostare alle definizioni di nevrosi e psicosi, e più specificamente di depressione e narcisismo... Inoltre la depressione porta inevitabilmente ad affollare i lettini degli psicoanalisti, siccome è una condizione nevrotica alleviabile ma che tende al cronico... d’altra parte la condizione del narcisista è opposta ma simile, nel senso che raramente il narcisista si percepisce come malato, e quindi è più accostabile alla psicosi e all’inguaribilità, insomma chi è abituato a prevaricare gli altri non ci va dallo psicologo, anche perché questa società essenzialmente gli da’ pure ragione... Adesso possiamo tentare di capire meglio anche la posizione depressiva e la ferita narcisistica... Il depresso allorché compare un “quattro puntini” come potrebbe reagire a questa “provocazione”? Eccolo, un altro dominatore, siccome questo ha... “due punti in alto”... mentre un narciso lo può scambiare per un suo pari... Invece la ferita narcisistica la si capisce e la si nota meglio quando si manifesta un “cinque puntini” (e a proposito io mi occupo di propagandare proprio i cinque puntini), siccome l’offesa al narcisismo a questo livello diventa “intollerabile”, nel senso che... “questo qui mi supera sia in alto che in basso”... e in effetti qui stiamo tentando di capire quale potrebbe essere una psicoanalisi estesa ai due mondi, siccome poi non esiste soltanto il lato “negativo” della questione, anzi, esiste anche la possibilità che i depressi/narcisi a tre puntini possano esprimere i loro ulteriori “puntini” avvalendosi proprio del fatto che in basso c’è qualcuno che fa una propaganda a più di tre puntini, che siano quattro o cinque, etc... Questo può essere fatto in vari modi, non è ovviamente mia intenzione fare psicoterapia o psichiatria, anzi, invece ci sono varie attività sia ludiche che lavorative che possiamo fare per esprimere questi ulteriori puntini, e la prima che propongo è basata sul calcio, siccome è facile da fare, da proporre e da spiegare... ma oltre a questo poi col tempo ci sarà tutto il trivio più quadrivio, per adesso soprattutto la musica, ma i tre puntini possono essere coltivati ed espansi anche per quanto riguarda la matematica, la fisica, l’astronomia, la medicina, la letteratura, l’arte in generale, l’ingegneria, l’informatica, il gioco e lo sport in generale, etc etc... Insomma invece di “offendersi” sia in senso depressivo che narcisistico, della presenza di qualcuno che risulta “migliore” di “noi”, si possono cogliere le opportunità che offre proprio la presenza in basso di qualcuno che propone questa possibilità... d’altronde se “dio” è una parola a tre lettere, “amico” è una parola a cinque, e conviene considerare questa “numerologia” o come la vogliamo chiamare... Che “dio” vada dallo psicoanalista a cercare consolazione, siccome tanto Freud e Marx sono morti e anche lui non si sente più tanto in forma è, se vogliamo, una vecchia battuta...
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