mercoledì 5 aprile 2017
Nell'abisso, momenti di scoraggiamento, e la sindrome dello spettatore...
È un po’ di tempo che non scrivo volantini, e anche questo fatto lo inquadriamo nel titolo del presente volantino... ma nonostante la pausa non è che non sia successo niente, anzi... l’abisso nel quale sono caduto sembra essere un luogo-non-luogo dal quale si può riemergere, però a patto di fare una certa cosa, una cosa che per adesso non so fare, e che ho solo blandamente tentato di fare... in volantini precedenti poi mi sono un po’ lamentato del fatto che nel cinema c’è un po’ di propaganda, alla faccia dell’un po’, sono stato veramente massacrato dalla propaganda del cinema, è anche una propaganda così pervasiva ed estesa che non solo si fatica a stargli appresso, è anche impossibile farlo... non dico che il fenomeno sia soltanto da interpretare in chiave negativa, anzi Hollywood è un po’ come se fosse il “notiziario dell’élite”, ok, nel senso che in tempo reale tende a dare il quadro della situazione, tuttavia l’elemento derisorio è una costante, quindi ogni volta abbiamo un... mare di derisione che si aggiunge all’oceano già presente, generando difficoltà aggiuntive... e l’atteggiamento della gente pare essere sempre più spesso come diceva un diffuso slogan pubblicitario “as seen on tv”, cioè come già visto in tv, e quindi non c’è bisogno di verificare la realtà nella realtà, basta la televisione, o il cinema in questo caso, per dire la solita frase “ah sì anche questo l’ho già visto”, ancora prima di averlo visto, ovviamente... la considerazione avviene in senso opposto. oltre all’implicita paura di essere ridicolizzati, cioè della serie guarda che “trattamento” stiamo facendo a quello lì, vorresti che lo facessimo anche a te? È implicita la risposta “noooo” in questo schema... insomma il tutto si gioca molto per assunzioni implicite e per associazioni evidenti, così evidenti che sembra quasi non ci sia bisogno di renderle esplicite, eppure è proprio il rendere esplicito l’implicito che spesso fa la differenza... non è tanto il suggerire, l’indicare, l’alludere, quanto il dire esplicitamente ciò che si intende dire... è questo forse un altro dei miei tentativi di descrivere questa tremenda “sindrome dello spettatore” che attanaglia l’umanità... le invenzioni della tv, del cinema, di internet, i cellulari, sono tutte ottime cose, ma per mezzo di esse di è diffusa una massiccia propaganda che a volte sembra impresa impossibile contrastare... e la soluzione non è ovviamente, quella di buttare via questi mezzi, questi media, ma nel renderli veicolo di altro semmai... in questa situazione poi c’è anche il sempre più ricorrente rischio di scoraggiarsi, di mettere fine al tutto, game over insomma, dovuto non solo alla propaganda ma al fine alla quale mirava la propaganda stessa... cioè mi pare di cogliere un uso peculiare del sistema che definirei quantomeno maldisposto, tutti gioicano secondo le regole perché ovviamente sono obbligati a farlo, ma se poi noti questa loro regolarità, cioè ad usare il sistema come una scusa... insomma tutto viene fatto secondo le regole, a regola d’arte, ma sotto sotto rimane questo sospetto che ti vogliono solo fregare, e che in effetti ti abbiano già fregato... mi rimane in mente questa immagine degli ambulanti bengalesi che al centro di Roma vendono quegli oggettini che lanciano una sorta di lucina blu che poi cade a parabola... quasi a voler significare che quella cosa lì è intrinsecamente fatta in quel modo, che sale e poi inevitabilmente ricade, ma in tal caso la differenza è questa, che c’era chi sapeva e c’era chi non sapeva, e che effettivamente ogni volta che quella lucina blu appare viene data una possibilità, possibilità che l’umanità fa di tutto per non cogliere... ma anche questa accusa è forse eccessiva, direi anzi che parte la “solita commedia” la solita commedia dello scaricabarile, scaricabarile però fatto secondo le regole, siccome tanto contro le regole non ci si può andare, e quindi poi la parabolina ricade... ma anche il salire e poi ricadere della lucina blu fa parte del sistema, era prevista anche questa evenienza, quindi l’ultimo stadio di questa serie di scusanti è che lo “scemo” ad un certo punto deve fare una certa cosa, per togliersi dalla situazione di caduta... ma questa cosa non è facile da fare anche perché lo “scemo” rimane inevitabilmente legato ad una sorta di... nostalgia di quella lucina blu... poi la situazione non si capisce bene per quanto tempo si possa procrastinare, insomma c’è un modo per rimediare, ma è un modo che ha le sue difficoltà... mentre col lavoro sono ancora molto indietro rispetto a come dovrei stare, e poi... e poi mi torna una delle tante “scene” che ho subito, anni fa, dentro un locale per concerti musicali e discoteca che chiamano “il cubo”, mi si avvicina uno spacciatore piuttosto inquietante che mi propone di farmi... “trent’anni di scimmia” (!)... insomma forse significa che volendo si può anche restare in questa situazione a lungo, sempre che si continui a provare a cercare la soluzione, cioè a cercare la porta d’uscita di questo abisso... ma intanto dopo alcuni mesi la situazione è già peggiorata, noto una mia lieve tendenza a ricadere nel cibarmi in modo insensato, e altri sintomi del genere... sintomi di caduta... I Cinque Puntini http://giulioarca.blogspot.it/
martedì 21 febbraio 2017
Circa gli informatici pastafariani, il Commodore 64, e l'istruzione GoTo...
Ed eccoci qui, ancora una volta a raccontare, o per meglio dire, tentare di raccontare, l’assurdo, l’inenarrabile... Odissee informatiche e amore per il vintage, montagne di ore spese in deliri informatici fuori controllo, dei quali anche questo volantino è parte... informatica zen, informatica per tutti i gusti e in tutte le varietà, condita con piccole differenze sottili sottili... delle quali poi in finale nemmeno in questo volantino parleremo fino in fondo, siccome, solito problema, questo è “solo” un volantino, non è proprio la realtà... ma alcuni accenni, come al solito, invece verranno fatti... come tanti anche io iniziai in tempi non sospetti (non sospetti almeno per me), col mitico Commodore 64, e mi dedicai al Basic e ai suoi listati... a rivederli oggi direi che ero già molto convinto dei linguaggi ad alto livello, siccome invece i programmatori forti di quell’epoca lavoravano quasi tutti in codice macchina, anzi in assembler... la gran parte dei giochi che rivedo qui con un emulatore usano una riga di Basic e chiamano subito la routine in codice macchina con una istruzione Sys... per dire anche che sì, legge del tre, che già in quell’epoca era manifesta, l’informatica si fonda quindi su tre strati del tutto necessari ed indispensabili, lo strato più basso, il linguaggio macchina fatto di zeri e uni, poi il linguaggio assembler che è una via di mezzo tra macchina e “umani”, e poi il linguaggio ad alto livello, che sarebbe come tutti dicono (eeh) appunto il linguaggio ad alto livello... poi in alcune videolezioni universitarie che sto seguendo c’è un prof che... farnetica di quarto e quinto livello, linguaggi naturali etc, ma io preferisco parlare di cose meno serie in questo volantino, come il “movimento” degli informatici pastafariani, ovvero i seguaci della cosiddetta programmazione a spaghetti, ovvero (lo so che ho già detto ovvero), ovvero il ribaltamento festoso dell’insulto rivolto a certi programmatori italici... in quel filone di pensiero, purtroppo ancora attuale, c’è anche il solito disprezzo per l’istruzione GoTo, letteralmente come “vai a”, come per dire anche che nell’informatica non è lecito dire le parolacce, insomma vige una certa “educazione” informatica secondo la quale i programmatori che usano la “parolaccia” GoTo sarebbero degli ignoranti, e che insomma nei programmi non è lecito mandare aff... le istruzioni serie usando istruzioni così rozze e banali come la GoTo... e invece poi se studi un pochino scopri che esistono in finale solo tre tipi di istruzione, la sequenza, il salto incondizionato e il salto condizionato, o sequenza – iterazione – ciclo, insomma... ma la Goto va di bestia anche per far “impazzire” i programmi, o i pezzi di programmi, tipo alcune funzioni che nemmeno si sa se alla fine funzionano o no, siccome le faccio saltare come trottoline con alcuni GoTo randomizzati... poi che dire, nei miei rari incontri “umani” viene fuori un mini esperimento al limite dell’intelligenza artificiale, con una specie di esperimento o programma scherzo che ricordava alla lontana il programma “Eliza”, e abbiamo usato proprio la GoTo che saltava casualmente tra le opzioni dl programma, e questo ha funzionato... che dire poi del mitico Commodore 64 che non sia stato già detto... che per paradosso di rendeva da un lato più liberi di usare veramente il pc, cioè di saperlo usare nella sua globalità, siccome i comandi erano pochi e ben definiti, ne so qualcosa io che ancora navigo senza speranza come Odisseo nelle ormai sterminate guide Microsoft... o almeno ci provo... insomma allora avevamo poche decine di istruzioni che con un manuale accanto si potevano imparare alla svelta, siccome anche allora c’era il problema che ogni istruzione va spiegata con una definizione, come un dizionario insomma... solo che oggi codesti dizionari a stamparli occuperebbero le pareti di un grattacielo, e non solo... le guide sono anche parecchio protette, in tal modo che se un programmatore ha necessità di studiarle è costretto a fare faticosi copia-incolla e riformattazioni del testo, etc... non so voi, ma a me piace studiare sottolineando con l’evidenziatore di Word... poi che dire dei giochi, c’è qualcosa nei vecchi giochi che attira, datemi anche del nostalgico o dell’amante del vintage ma i vecchi giochi erano più vari e più fantasiosi di quelli attuali, forse anche perché erano i primi, e i giochi nuovi hanno sempre il sapori di continui rifacimenti, o remake di quelli “antichi”... ma io nei videogiochi non so bene nemmeno cosa cerco, nel senso che potrei anche dire che sto forse cercando una mitica “teoria dei giochi” come il protagonista del film “A Beautiful Mind”, ma questa onestamente sarebbe (anzi lo è) una sparata... sono lontano galassie, galassie non anni luce, dal solo riuscire ad avvicinarmi a qualcosa del genere... il problema dei videogiochi è in sostanza simile al problema che ha la gente, cioè i videogiochi fanno solo quello per cui sono stati programmati, e così la gente, me compreso, continua a giocarci, però annoiano... su Youtube ci sono diversi canali di gente che fa recensioni di videogiochi, altri potenziali “cercatori” del... videogioco perfetto, così come anche ci sono molte community in rete, forum, di programmatori, che magari sono alla ricerca del... programma perduto... I Cinque Puntini http://giulioarca.blogspot.it/
domenica 5 febbraio 2017
Il codice LOST, relativamente alla prima parte della prima serie...
I codici sono molti, così come le “pallottole”, e talvolta, anzi direi anche spesso, si presentano intrecciati, si presentano insieme... e vai a capirci qualcosa, nel senso che non è affatto facile riuscire a districare questi intrecci, sempre che occorra farlo... è anche questa una metafora della realtà, realtà che taluni concepiscono come lineare, e talaltri invece concepiscono come un cerchio, un ritorno... mentre dal mio punto di vista la realtà non può che essere un intreccio, una matassa... e in letteratura, così come anche nel cinema, l’intreccio è pure una tecnica narrativa e anche di un certo livello, della serie non tutte le storie sono uguali, ce ne sono di lineari, ce ne sono di circolari, e ci sono storie anche intrecciate... Lost probabilmente rientra un po’ nella prima e nella terza categoria... ah dimenticavo di dire, per chi non la conosce, che si tratta di una serie tv... ovviamente così come i romanzi e il cinema, anche le serie tv sono a volte buone, a volte anche ottime, come questa, e volte sono pura “spazzatura”... io non parteggio né per i libri, né per il cinema, e nemmeno per la tv, sono tutti “media”, cioè mezzi, per veicolare messaggi, e il buono e il cattivo sta molto nell’uso che se ne fa, sia da parte di chi trasmette che da parte di chi riceve... dicevo in altri volantini che un po’ il cinema è diventato uno dei miei “problemi”, nel senso che talvolta posso anche sbagliare a basarmi troppo su alcuni “suggerimenti” che mi paiono provenire da alcuni film, o forse posso lasciarmi suggestionare da alcuni “scenari” fantascientifici, che d’altronde sono fatti proprio a questo scopo... ma è un rischio, che talora accetto quasi consapevolmente di correre... parlando nello specifico di Lost, relativamente ai primi 12 episodi, la storia, banalmente, ad un livello superficiale, è la storia di 48 persone che in seguito ad un incidente aereo finiscono in un’isola deserta, e che non possono essere rintracciati perché l’aereo ancora prima di cadere, era mille miglia fuori rotta... ma il secondo livello di lettura ci dice invece che questi 48 personaggi sono delle parti interne, che 48 è un multiplo di 12, e che siamo di nuovo alle prese con la teoria “cristica” delle personalità multiple... o per meglio dire gli archetipi... ci sono personaggi sia maschili che femminili, e sono anche piuttosto ben marcati... forse anche un indizio del fatto che questi 12 sono un po’, come dire, una “sporca dozzina”, nel senso che l’essere umano in profondità ha una tale ricchezza e tali potenzialità che ridurlo a “soli” 12 personaggi, o anche a un suo multiplo, è in fondo ancora sminuirlo di potenza... c’è oltre al Dottore, l’archetipo un po’ del Salvatore classico, anche la ragazza truffatrice, l’archetipo della “spezzacuorina” come tante che ho incontrato nelle mie passeggiate, che grazie al codice Lost le identificavo come “Kate”... poi c’è l’archetipo rappresentato dal personaggio Sawyer, un “biondo” che ha anche lui una freddezza interiore che gli permette di stare bene nella “spiaggia” ma allo stesso tempo di stare male perché non riesce a fare amicizia con nessuno... poi c’è l’archetipo rappresentato dal personaggio Sahid, che nella storia è stato un torturatore della guardia repubblicana di Saddam, che somiglia all’archetipo del guerriero anche coi suoi sensi di colpa per essere del tutto fuori luogo, della serie serve un guerriero sulla “spiaggia”...? Potremmo porci questo quesito anche a proposito del “Dottore”, nel senso che è tale la sua smania di salvare sempre tutti che rischia di voler salvare gli altri 47 portandoli dalla “spiaggia” alla “giungla”, e come simbolo la giungla è un simbolo forse peggiore della “spiaggia”... poi c’è anche l’altro ragazzo biondastro che è l’archetipo della “rockstar”, ed è anche un tossico, rientrando perfettamente nello schema delle rockstar “maledette”... ma la questione “droga” ha in questo caso anche un secondo livello di lettura... droga è anche l’attenzione degli altri, la considerazione... la droga si chiama in gergo anche “roba”, ma non esiste soltanto la brama di soldi, esiste anche per esempio la sete di conoscenza, una caratteristica che veniva bollata dal filosofo Nietzsche come autodistruttiva... poi si iniziano a capire le “regole” dell’isola, la ragazza incinta comincia a fare dei brutti sogni relativamente al bambino che porta in grembo... e anche l’isola in un certo qual senso sembra avere la capacità di soddisfare i desideri, un po’ come nella storia di Pinocchio, intendo quando va nel paese dei balocchi... e poi c’è il personaggio Locke, che fin dall’inizio sembra porsi come una sorta di “guida” o di “mentore” per gli altri, e sembra amare la “spiaggia”... e poi anche il personaggio Micheal, che è di colore... nel caso di questi due personaggi si potrebbe anche andare oltre la solita teoria della parti interne, e diventare più specifici, ma questo volantino è come al solito a tre puntini... posso dire che “essere di colore” potrebbe anche avere il significato di “vivere a colori”, non soltanto come colore della pelle... poi forse va anche detto che per motivi “storici”, o di storia della scienza, la teoria delle personalità multiple è un po’ caduta in disuso, oggi sa quasi di settecento-ottocento... e questo sarebbe già l’argomento di un altro volantino, sulla storia della psicologia e della psichiatria, e il loro legame... cioè, ha vinto Freud... I Cinque Puntini http://giulioarca.blogspot.it/
sabato 7 gennaio 2017
Il precipitare della situazione, la propaganda dell'orrore, la peste...
La mia storia, da una parte, e la storia del mondo dall’altra... il problema è che in effetti so poco sia dell’una che dell’altra, e posso solo aggrapparmi a dei frammenti... adesso la questione sembra essere di nuovo la faccenda delle “regole” o regole del gioco, o insomma quello che è sempre più evidente come una scusa per aggredire il “pupo”, anche se il pupo bene o male sta cercando di adempiere a quello che sembra essere il suo “compito”, la sua “mission”, diciamo così... e quindi si va verso un pericolo “peste” da una parte, e un pericolo “caduta senza ritorno” dall’altra... il mondo è allo sbando, e di fatto, ora ma anche prima, non ha al timone proprio nessuno, ma nemmeno Nessuno in persona, c’è solo una dilagante “orgia” demoniaca che ormai da anni va devastando sottilmente la situazione... solo che la cosa non appare più di tanto, mentre il popolo vip e il popolino continuano a preferire i loro giochetti di cattiveria... e dall’altra parte c’è anche un terrorismo che si fatica sempre più a collegare a qualcosa di sensato, voi direte, come se ci fosse anche un terrorismo sensato... beh diciamo che l’universo stesso è un po’ fatto così, e che le cose si potrebbero fare anche meglio, per gradi e più dolcemente, ma poi le provocazioni incrociate facilmente portano la situazione del pianeta a precipitare... e così falliscono i pianeti, le civilizzazioni, così come falliscono le aziende e/o le borse, e come tutte le altre imprese umane... ne so qualcosa io, che da ormai dieci anni mi accanisco a costruire metaforiche “barchette” che sistematicamente poi affondano e/o vengono affondate... d’altronde il “gioco” è facile, quello lì è un psicopatico, o uno “psichico”, o come lo vogliamo chiamare, uno che commette l’errore, ammesso che sia una errore, di basarsi su sensazioni impalpabili, e di “scegliere” in base a quelle, più che a elementi di ragione... dicevo, il “gioco” è facile, perché allo “psichico” basta dargli addosso per farlo sentire ancora più “psichico”, per farlo sentire braccato, come poi è la realtà dei fatti da oltre dieci anni, e da lì poi vengono anche le psicocommedie del “ritiro”, del mi “dimetto”, etc etc, che forse saranno anche tentativi maldestri di togliersi di dosso questi rovinatori, questi provocatori, questi pseudogiocatori del male, questo “destino” e questi “contratti” mai firmati che si validano da soli... in effetti un po’ se psicopatico non lo sei ci diventi per forza, quando ti mettono in questa situazione, nel senso che mi pare ovvio che il “pupo” si ribella sia se gli proibisci di giocare che se anche gli imponi di giocare puntandogli una pistola alla tempia... ma dicevo, l’universo è fatto così, e rispetto all’universo i pianeti sono fatti anche peggio, o almeno questo... quindi... quindi adesso che fare...? Poi io di questo pianeta, e della sua vera storia, non so praticamente nulla... al tempo dei romani io c’ero? Al tempo del rinascimento? E al tempo della rivoluzione francese e poi di quella russa? No... Non c’ero e m’hanno raccontato cose, così come anche mi hanno raccontato che veniamo fuori da un periodo chiamato “medioevo”, che poi invece sarebbe questo o sarebbe addirittura un periodo nel quale non siamo ancora nemmeno entrati... discorso che può sembrare simile a quello di certi complottisti che dicono che sulla Luna non ci siamo mai andati, etc, discorsi forse senza senso... o forse è senza senso pretendere di andare in giro quando ancora non si è pronti per farlo, e in questo includo anche me... ero “pronto” io per essere messo in una situazione come questa...? E che significa quel “pronto”...? E prima di essere “pronto”, ero pronto per essere “pronto”...? Mal di testa, eh... ma questo discorso, apparentemente “egocentrico”, non può che riverberarsi su chiunque altro/a, siccome alla fine siamo tutti lì, nella stessa “barca”, o pianetino viaggiante, viaggiante sì, o gironzolante, ma che non va da nessuna parte... d’altronde c’è una qualche parte dove bisogna andare...? Qui invece sembrano tutti convinti di sì... e poi da lì dilaga questa demenza del “mezzo”, questo orrore del senso che diventa senso dell’orrore, quest’amore o attaccamento, per il denaro, diciamo così, denaro che poi servirà... per cosa...? Se so poco di questo pianeta, figuriamoci cosa so dell’universo in generale... mi hanno raccontato che le stelle sono centrali nucleari, forse per dare speranza di trovare un impiego ai tanti Homer Simpson, e poi mi hanno raccontato che molti anni fa raccontavano che le stelle erano lucine che stavano appese al soffitto del cielo... posso solo dedurre che se oggi non ci fossero state le centrali nucleari avrebbero dovuto “pensare” qualcos’altro in merito... e poi scusatemi, anche io sono debole in un certo senso... anche io sono lettaralmente “bombardato” da informazioni e da “suggerimenti” che vai a capire se sono veri o no, e a volte ci abbocco solo perché tali informazioni mi vengono passate da vip del cinema, da giornalisti, etc, tramite allusioni e metafore presenti nel film, nelle notizie, etc... è un po’ come la faccenda degli “schizofrenici” o come li chiamano, che soffrono di “voci nel cervello”, in effetti non è tanto diverso, coi dubbi inclusi...
http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/
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