mercoledì 27 luglio 2016

Le tre “caste” dei robots, i terminators, i cyborg, e i sistemi di controllo...


Come già altrove abbiam detto, siamo ben poco umani, molto poco... e anche circa la classi sociali, ci siamo detti, sì ci sono le classi sociali, ma anche allo stesso tempo esse esistono e non esistono... più che classi sociali quello che ormai mi trovo di fronte è una sorta di strutturazione a “caste” di... robots... tre tipi di robots, dai peggiori della lista, quelli che “impazziscono”, con o senza virgolette, fate vobis, fa poca differenza, e ammazzano gente a caso, più che dirli angeli della morte direi demoni della morte, insomma dei terminators neri che probabilmente sono il livello più basso di qualcosa che comunque di solito funziona a impostazione “elitaria”, infatti quello che si sa è che spesso questi soggetti sono figli della “buona borghesia cittadina”, eccetera eccetera... anche se proprio la buona borghesia cittadina non sono, dato quello che fanno, e dato anche il fatto che c’è probabilmente qualcun altro a pigiare i loro “bottoni”... ma questi per fortuna, o almeno si spera, sono una minoranza nel vasto panorama degli uomini-macchina (anzi solo macchine, possiamo anche togliere il prefisso “uomini”)... la maggioranza delle “macchine” sono “cyborg”, col pulsante “ipocrisia” bello in evidenza, e piuttosto ben funzionante... per questi probabilmente l’istruzione “vai e uccidi” non può funzionare, allora si usano mezzi un pochino più raffinati, dati-istruzioni in entrata, dati del tutto falsi insomma, propaganda... per esempio mi viene in mente il cartellone pubblicitario della serie tv “house of cards”, che raffigurava un noto attore americano seduto in un certo modo con le mani lorde di sangue... insomma, dati in ingresso, quello lì è cattivo, è anti-democratico, è forse un dittatore mascherato, etc etc, e quindi se lo merita, fagli così e fagli colà... propaganda semplice per menti semplici, della serie, lo vedi quello, è antipatico... anche brutto, va’... della serie vai e deridi, e anche oggi non avrai bisogno di sudarti o lavorarti la pagnotta, sei uno dei “nostri”, i cosiddetti “professionisti”... poi c’è il terzo tipo di uomo-macchina, l’intellettuale, a questo non gli puoi rifilare “House of Cards”, “Ray Donovan”, “Twilight”, etc, non gli puoi certo dare istruzioni becere come “goto kill”, ma qui entreranno in gioco algoritmi un pochino più complessi... il pulsante alla fine è però l’ego o importanza personale, siccome la “minaccia implicita” che funziona è quella di dire tra-le-righe, guarda che se vai appresso a quello lì poi non esisterai più, ti facciamo “sparire”, cosa comunque non vera... il pulsante è di tipo raffinato, “tu sei importante”, quello no, laddove il “meaning” della parola è volutamente ovvio... a proposito noi occidentali siamo “condannati” anche dalla nostra lingua, molto basata sull’auditivo-concettuale e pochissimo basata sul visivo-spirituale, come per esempio fanno i cinesi... noi per significato intendiamo il “meaning”, mentre loro per significato hanno già in dotazione il “signum facere”... anzi partono dal signum facere, mentre noi pensiamo di averlo già, e invece ci possiamo arrivare solo a costo di grandi sforzi ed evoluzioni di coscienza... insomma la tecnica per non farsi agganciare sarebbe, anzi è semplice: non avere pulsanti schiacciabili, così non te li possono schiacciare... hai detto niente, mi direte, e in effetti i pulsanti sono tanti, ma è anche vero che una volta che ti sei liberato dei primi tre, poi non sei più tanto facilmente agganciabile... il terzo tipo di robot, l’intellettuale, è agganciabile sul piano mentale... lui ha il “problemino” di considerare i valori di verità solo qualora essi siano di tipo mentale... non ha bisogno quindi di fare verifiche “sul campo”, o di sperimentare il signum facere, siccome pensa già di avere entrambi... la sua programmazione è un poco più complessa, fatta di dati e istruzioni, ma comunque alla fine la riconosci come programmazione di tipo mentale... è il suo modo di essere meccanico... è tuttavia forse un poco agganciabile proprio per tramite di volantini come questo... qual è il sintomo del fatto che potresti essere anche tu un HAL 9000...? È il fatto che non vai mai a verificare, di fatto e sul campo, col “facere” e col gioco, se i tuoi input sono veri, sia che siano dati o istruzioni o programmi, cioè dati e istruzioni allo stesso tempo... a questo proposito usano molto il cinema e le serie tv, magari in altri volantini ne parlerò, ma il “fine ultimo” è sempre la derisione... poi, parlando della leggenda degli uomini-macchina, c’è la classica trilogia dei film “Matrix”, nella quale gli abitanti di “Zion” vengono periodicamente attaccati dalle “macchine”, le sentinelle, che tentano di distruggere la loro comunità di “resistenza umana”... questo va ovviamente visto molto sul piano simbolico, siccome non esiste una città sotterranea proprio nel vero senso della parola, è che noi siamo “sotterranei” a noi stessi, cioè non ci conosciamo... quindi se conosci te stesso rischi di diventare anche un po’ “sotterraneo”, diciamo così... non è mia intenzione analizzare la trilogia Matrix in questo volantino, magari ne farò proprio uno apposito in futuro, però intanto una cosa vorrei dirla... i personaggi, così come le situazioni descritte, sono allegorici, metafisici e archetipici... non esistono proprio un “Neo” e uno “Smith” puri, sono anche aspetti diversi della stessa persona, sei anche te...  
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sabato 16 luglio 2016

Il male concreto e il male astratto, le classi sociali e le classi asociali...


I tre ordini di mondo dell’umanità hanno entrambi, anzi con uno strambo neologismo potremmo dire “entrantri” i loro scopi, o ragioni d’essere, o collocazioni sistemiche, etc... sistemi dentro sistemi dentro sistemi, etc... tutte cose delle quali la stragrande maggioranza è “bellamente inconsapevole” o fa la parte di esserlo... si dice che di ciò che “lavora sotto” quando lavora bene, ossia la maggior parte delle volte, non te ne accorgi... perché non puoi accorgertene, o perché anche non ti fa comodo... ma non sempre il lavorìo silenzioso di questi sistemi può essere tale, prima o poi arrivano situazioni e/o crisi storiche, crisi di civiltà, crisi di umanità, crisi di civilizzazione, crisi sistemiche in ultima istanza, che fanno per forza venire alla luce anche ciò che stava “sotto”... insomma nodi, più o meno gordiani, che vengono al pettine... e il pettine è già messo sotto pressione dai nodi “normali”, figuriamoci poi quando si aggiungono anche quelli “complessi”, per non dire nodi inestricabili, oppure viene fuori che i nodi “normali” erano in realtà nodi complessi mascherati... insomma le maschere, maschere di ogni tipo, vengono giù, eppure bellamente si pretende di proseguire il tran-tran, il carrozzone di una cosiddetta civiltà, che in effetti civile non è ancora mai stata... perché ogni volta che si tocca il vero cuore del problema, sembra venire giù anche tutto il resto, e insomma sembra essere sempre la solita vecchia commedia che si ripete... ma qual è il problema dell’umanità...? Umanità? Quale umanità...? Insomma umanità o non umanità, qual è il problema...? Problema? Se sottolinei che c’è un problema, sei già un portatore di problemi... se poi lo vuoi anche risolvere, allora non sei solo un portatore di problemi, sei anche un porta-soluzioni... quindi non solo è colpa tua, è doppiamente, triplamente o più, colpa tua... e poi siccome il problema è la soluzione, e la soluzione è il problema, sei tu che porti problemi, sei tu che porti soluzioni, sei tu che porti soluzioni per risolvere problemi che hai portato tu, e sei tu che porti problemi per riportare soluzioni che avevi già portato tu... un, due, tre e quattro, e i chiodi son fissati... noialtri così ce ne laviamo le mani (e anche i piedi!)... ma noialtri chi...? Perché sì, esistono le classi sociali, ma ad un certo punto sembra quasi svuotarsi anche il classico discorso delle classi sociali... tu saresti un rappresentante di una classe... sociale...? Ma io non vedo nulla di socievole in te, così come non vedo nulla di umano, non vedo nulla che non sia meccanico, e allora...? Ma gli scopi poi quali sarebbero...? perché lo scopo, in ultima analisi, non può che essere presente in ognuno di noi, o voi, o “noialtri” o “voialtri”... è lo scopo che de-termina, ma allora, se gli ordini di mondo sono tre, ciascuno di noi ha in cima lo scopo, poi ha dei fini, e poi ancora ha degli obiettivi... e lo scopo che de-termina dovrebbe significare, suppongo, che solo quando sei consapevole e attivo riguardo lo scopo anche fini e obiettivi acquistano un senso, o insomma diventano veri, e non tragiche e goliardiche facciate... quindi alla fine il male esiste nemmeno per una questione di soldi, perché il soldi sarebbero un obiettivo, ma un obiettivo fine a sé stesso è privo di senso, e un obiettivo per un obiettivo è ancora peggio di uno fine a sé stesso, e alla lunga o alla breve un tale obiettivo nemmeno riesce ad essere un obiettivo... quindi il più delle volte diamo dignità e ragion d’essere a situazioni assurde che hanno ormai perso ogni scopo, fine e obiettivo... gente senza senso, senza anima e anche senza fini di lucro che però pratica il male, un male che ormai sta diventando sempre più astratto e sempre meno concreto... ok alla fine manca l’amore, e probabilmente ciò causa a catena tutto il resto, questo ormai mi sembra di poter dire che è parecchio evidente, ammesso che si sappia che cos’è l’amore... ma di surrogato in surrogato la catena delle cause oggettive-karmiche-dharmiche etc non può fare a meno di rovesciare in basso i suoi effetti... esistono le classi sociali...? Sì, e anche parecchie... Ma davvero esistono le classi sociali quando si arriva al punto da palesare il male astratto...? Perché, come dicevo, già dirle “sociali” è fare un complimento inutile... esiste forse quell’astrazione del concetto di “classe” o “categoria”, nel “senso” di poter dire che, anche a prescindere dalla cosidetta classe sociale, “quelli” devono stare lì, e “quegli altri” devono stare là, distinzione, separazione, “privilegio” del poter fare a meno dell’amore... e anche così a catena, della chiarezza, della verità, della giustizia, etc... ma anche se questa collettiva e progressiva perdita di senso, di fine, e di obiettivi sta trascinando tutti gli abitanti di questo pianeta verso il baratro, diciamo ancora con un tenue filo di speranza nella speranza nella speranza, che forse sì, è un “doppio problema”, cioè che esistono le classi sociali, ma esistono allo stesso tempo anche le classi a-sociali, esiste il male concreto e il male astratto, per non parlare del malanimo, che anch’esso dilaga da tutte la parti... È il gioco del male, sempre più evidente, che si palesa, il gioco a provocare e ad aumentare sempre di più la posta delle provocazioni... e tutto quello che di brutto succede nel mondo ha sì, cause oggettive, ma sotto queste cause ce ne sono altre, forse anche più potenti...
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martedì 12 luglio 2016

Il ruolo che hanno la cultura, la coscienza, e la consapevolezza...


Esistono tre livelli di “cultura”, che corrispondono ai tre ordini di mondo... il primo è per l’appunto la cultura, senza virgolette... molti probabilmente crederanno questo essere tutto il conoscibile, e il problema cognitivo della nostra epoca non si limita solo a questo, anzi, c’è anche una carenza di cultura, nel senso che la cultura è pure in minoranza, sopraffatta dalla cosiddetta “spazzatura”, spazzatura intellettuale, giornalistica, scolastica, tv spazzatura, e via dicendo... la cultura ha in sé una tendenza all’oggettività, anche se sempre oggettiva non è, e non può esserlo, dato che siamo ancora nel sistema capitalistico, e quindi spesso appare in veste di “cultura”, che in questo caso ha un altro significato ancora rispetto al precedente virgolettato, un significato di cultura diminuita, una cultura con la “c” minuscola... per esempio al tempo del fascio c’era uan sorta di abbecedario, un libro unico che “riassumeva”, ed è il caso di riusare il virgolettato, le principali materie scientifiche che il ragazzino balilla doveva sapere, come a dire meglio non saperne “troppo” di queste cose qua, siccome che poi se ne sai troppo, chissà, magari poi vai in giro a darti arie da intellettuale... ma anche quando si tratta della cultura quella vera, quella con la “c” maiuscola, quella che anche in democrazia è in minoranza, in effetti la si potrebbe usare anche in senso negativo, cioè per darsi arie intellettuali, per darsi importanza in un certo modo, e talvolta forse capita pure... e qui torniamo al discorso che ogni livello in sé non è altro che un livello, un gradino della scala, e che dipende da come lo si usa, e con quale spirito... la cultura “spazzatura”, come una sorta di vino rosso allungato con l’acqua, come quello della canzuncella romanesca sui castelli romani, è un prodotto inevitabile della democrazia e del sistema capitalistico... ce ne è tanta di gente assuefatta a tale cultura, quasi non ne possano fare a meno, altrimenti chissà, forse vanno in crisi d’astinenza, come se fossero dei tossici, cosa che in effetti sono... oltre a dare costante man forte a una visione del mondo perennemente soggettiva, questa cultura da assuefatti sembra anche dover rinforzare una visione “cimiteriale” della vita, e anche in questo caso il virgolettato è d’obbligo, intendo per me... insomma una visione della vita non solo soggettiva, ma anche diminuita, anzi più che diminuita... farebbe parte insomma della cronica assuefazione al sistema capitalistico il fatto che vivere entro tale sistema è già un’illusione ancora prima dell’illusione... ma una cultura oggettiva invece, qualora bene utilizzata, può fare da solida base per i livelli successivi, cioè per la coscienza e la consapevolezza, insomma la “sveglia” coscienziale, e il “risveglio” consapevole, altri due piani del “palazzo” della conoscenza... questi due piani servono proprio necessariamente e subito...? A questa auto-domanda vorrei rispondere, provvisoriamente, con un sì e con un no... Sì e no perché in questa epoca, e in questa fase-situazione, la situazione “francese” intendo, che si è venuta a determinare, anche tali conoscenze sono da valutare, e con una certa attenzione, e caso per caso, se siano positive o negative... il fine complessivo è sempre lo stesso, cioè la scala politico-economico-sociale si dovrebbe sì salire un gradino alla volta, ma in alcuni casi e/o situazioni è necessario percorrere tale scala nel senso dello spirito, e lo spirito talvolta percorre delle “logiche” che ci sono parecchio sconosciute... è lo spirito che de-termina, anche se io stesso fatico a comprendere per adesso “cosa” sia questo “spirito”... ma come ipotesi provvisoria diciamo che forse esiste uno spirito della cultura, uno della coscienza e uno della consapevolezza, e che ad ogni livello vale la “regola” che non è “importante” ciò che fai, ma “come” lo fai, intendo il “perché”, lo “scopo”, o l’“intenzione”, o proprio lo “spirito”, anche se questi termini per il momento non mi sono del tutto chiari... esistono dei rischi, gli eccessi intellettuali provocano la boria, boria intellettuale, per esempio i tipici fenomeni del debunkers, lo “scienziato” che di professione deve smascherare le pseudo-scienze, è un esempio di ciò... ma anche gli eccessi coscienziali in assenza di cultura o di consapevolezza provocano le storture dell’operaismo rozzo e ignorante, o della “cultura” del risentimento... inoltre c’è anche la terza stortura, anche questa ai nostri tempi dilagante su tutto il campo, ossia la “giocoleria cattiva”, l’antioperaismo condito con disprezzo, l’atteggiamento esoterico a fini pseudo-spirituali che già dilagava nell’ottocento, dopo la delusione di massa della caduta di Napoleone... questo atteggiamento non se ne è andato, è inevitabilmente rimasto, e ancora inevitabilmente rimarrà per un bel po’, per via della situazione “francese” entro la quale ci troviamo... insomma l’atteggiamento secondo il quale “certe cose” si fanno, si praticano, si leggono o si scrivono “solo” a fini esoterico-settari, non altro che a questo fine... è raro, per non dire impossibile, incontrare qualcuno che sia davvero equilibrato in questo, in questa costruzione a “livelli” conoscitivi, anche per via della situazione “francese”... allora forse ci si potrebbe accontentare per adesso di formare qualcuno almeno sui primi due, cultura e coscienza, con simpatia...     

sabato 2 luglio 2016

I solitari deliri informatici da ufficio di un impiegato spiaggiato sulla Luna...


C’era una volta un re diesis minore... ok, ma questa è un’altra storia... diciamo allora che c’era una volta un impiegato, un impiegato poco soddisfatto che vaneggiava circa strane idee informatiche... e aveva strane visioni, per esempio di recente Gesù Cristo gli appariva dentro il blocco note, e al posto della scritta “INRI” c’era stranamente una sorta di mezzo byte, tipo 1001 o 1010, qualcosa del genere...  epiche furono le battaglie in solitaria di codesto impiegatuccio impiegatino contro le perverse stringhe, non le stringhe delle scarpe beninteso, ma le stringhe quelle come questo volantino, che è tutto contenuto in una stringa, non fate caso ai ritorni a capo, anche quelli sono fatti con un carattere speciale, che dice al computer “vai a capo”, pare un’eredità delle telescriventi... insomma siccome questo impiegato veniva lasciato solo da tutti, colleghi e superiori, si metteva a delirare in solitaria di nuove idee informatiche, e lo abbaandonavano perché delirava, e lui dal canto suo delirava perché lo abbandonavano, così adesso vai a capirci qualcosa... comunque sia, Gesù Cristo appariva dentro il blocco note, che è in finale lo strumento principale di ogni programmatore di computer, e gli diceva cose del tipo “credi sia proprio un caso che ti appaio proprio qui?” Infatti, rispondeva l’impiegato, noto che non mi appari mai dentro una finestra di windows o dentro una tabella di Access, ma insisti sempre co’ ‘sto blocco note... ma davvero lo trovi così interessante...? Ma veramente sei tu, caro impiegato, che finisci sempre dentro il blocco note, non te ne rendi conto? Ah sì, può darsi, in effetti hai ragione... E inoltre considera che, continuava paziente Gesù, che a stare crocefisso qui dentro nel blocco note di windows sto anche parecchio scomodo, perché posso aggrapparmi solo ai terminatori di riga, tutto il resto non è saldo e... scivola... Ma poi, chiedeva curioso l’impiegato, perché mi appari anche con scritte sopra la tua testa come 1001, 1100, 1101, etc... sempre mezzo byte, ma non c’era scritto INRI una volta sopra la tua croce, cos’è un elemento di modernizzazione nella solita vecchia dottrina...? Comunque un po’ mi ci riconosco, anche io mentre lavoro all’informatica mi sento un po’ crocifisso, e non capisco bene perché... poi ci sono queste stringhe incazzate, l’altra notte le ho pure sognate, che mi dicevano pure delle male parole... che ti dicevano, chiedeva Gesù, nonostante la sua scomoda posizione dentro il blocco note... dicevano sei uno stupidino, tu dai troppa considerazione a quel tipo borioso Object, o oggetto, che si crede di comandare lui su tutti i tipi di dati, chi si crede di essere quello, il re dei tipi di dati...? Invece siamo noi stringhe che ci facciamo il c... ehm scusaci la volgarità, non si è mai vista una stringa al bagno in effetti, però tu stai sempre lì a combattere con noi stringhe, ci cambi, ci ricambi, non ti va mai bene come siamo messe, manco fossimo delle donne nude...! No...! Non saremo donne nude però siamo noi che possiamo contenere qualsiasi altro tipo di dato, mica quel tizio antipatico, l’Oggetto... ma che ti è mai capitato di vedere degli oggetti dentro il computer...? Ma che se apri il computer trovi degli oggetti a caso parcheggiati dentro gli slot della scheda madre...? No! E allora dove sta di casa st’oggetto, questo soggettone di Oggetto...? Ma tutto il blocco note è una stringa, tutto un file di word è una stringa, dentro una stringa ci puoi mettere di tutto, una tabella, un database, un’immagine, un programma intero per computer, numeri... i numeri quelli con le cifre infinite dopo la virgola non ce li puoi mettere, ma tanto non li puoi mettere nemmeno dentro i tipi numerici, perché saranno sempre approssimati, e allora significa che dentro una stringa ci puoi mettere proprio tutto, anche i numeri... sì è vero che ti conviene metterli dentro i tipi numerici perché se li metti dentro i tipi stringa occupano più memoria, ok, ma non ti stiamo dicendo che devi usare solo le stringhe, ti stiamo dicendo solo che noi “povere” stringhe siamo forse il vero tipo generico, o forse no, ma comunque sia quel tizio che si da’ così tante arie di tipo generico, il cosiddetto tipo Oggetto, proprio non lo sopportiamo più... e insomma così parlavano le stringhe, un po’ risentite a dire il vero, negli strani sogni dell’impiegato, mentre da sveglio gli appariva il caro Gesù nel blocco note... un attimo, disse l’impiegato, anche per non dire un attimino, che è una frase insopportabile anch’essa, un attimo un attimo, qui mi fate lavorare anche in sogno, anche mentre dormo mi tocca pensare all’informatica, e pure agratis...!!! Non sarebbe stato meglio che fosse state stringhe femmine nude a questo punto...? Oh, ma tu sei il classico impiegato frustrato, gli rispondevano le stringhe, e guarda che noi stringhe mica siamo un film porno... beh, è anche vero che se guardi i caratteri orientali dentro Unicode sembra quasi di vedere una sequenza di fotogrammi in effetti, mentre qui in occidente si usano i 26 caratteri alfabetici... ma questo è un altro discorso, adesso non invitarci a venire a vedere la tua collezione di slash e backslash mosci però... qui tocca da esse seri... see, rispondeva l’impiegato, sogno di notte stringhe arrabbiate e di giorno parlo con Gesù nel blocco note, e lui mi invita pure a giocare a Tetris...!     
I Cinque Puntini        http://giulioarca.blogspot.it/          giularca@tiscali.it