Come già altrove abbiam detto, siamo ben poco umani,
molto poco... e anche circa la classi sociali, ci siamo detti, sì ci sono le
classi sociali, ma anche allo stesso tempo esse esistono e non esistono... più
che classi sociali quello che ormai mi trovo di fronte è una sorta di
strutturazione a “caste” di... robots... tre tipi di robots, dai peggiori della
lista, quelli che “impazziscono”, con o senza virgolette, fate vobis, fa poca
differenza, e ammazzano gente a caso, più che dirli angeli della morte direi
demoni della morte, insomma dei terminators neri che probabilmente sono il
livello più basso di qualcosa che comunque di solito funziona a impostazione
“elitaria”, infatti quello che si sa è che spesso questi soggetti sono figli
della “buona borghesia cittadina”, eccetera eccetera... anche se proprio la
buona borghesia cittadina non sono, dato quello che fanno, e dato anche il
fatto che c’è probabilmente qualcun altro a pigiare i loro “bottoni”... ma
questi per fortuna, o almeno si spera, sono una minoranza nel vasto panorama
degli uomini-macchina (anzi solo macchine, possiamo anche togliere il prefisso
“uomini”)... la maggioranza delle “macchine” sono “cyborg”, col pulsante
“ipocrisia” bello in evidenza, e piuttosto ben funzionante... per questi
probabilmente l’istruzione “vai e uccidi” non può funzionare, allora si usano
mezzi un pochino più raffinati, dati-istruzioni in entrata, dati del tutto
falsi insomma, propaganda... per esempio mi viene in mente il cartellone
pubblicitario della serie tv “house of cards”, che raffigurava un noto attore
americano seduto in un certo modo con le mani lorde di sangue... insomma, dati
in ingresso, quello lì è cattivo, è anti-democratico, è forse un dittatore
mascherato, etc etc, e quindi se lo merita, fagli così e fagli colà...
propaganda semplice per menti semplici, della serie, lo vedi quello, è
antipatico... anche brutto, va’... della serie vai e deridi, e anche oggi non
avrai bisogno di sudarti o lavorarti la pagnotta, sei uno dei “nostri”, i
cosiddetti “professionisti”... poi c’è il terzo tipo di uomo-macchina,
l’intellettuale, a questo non gli puoi rifilare “House of Cards”, “Ray
Donovan”, “Twilight”, etc, non gli puoi certo dare istruzioni becere come “goto
kill”, ma qui entreranno in gioco algoritmi un pochino più complessi... il
pulsante alla fine è però l’ego o importanza personale, siccome la “minaccia
implicita” che funziona è quella di dire tra-le-righe, guarda che se vai appresso
a quello lì poi non esisterai più, ti facciamo “sparire”, cosa comunque non
vera... il pulsante è di tipo raffinato, “tu sei importante”, quello no,
laddove il “meaning” della parola è volutamente ovvio... a proposito noi
occidentali siamo “condannati” anche dalla nostra lingua, molto basata
sull’auditivo-concettuale e pochissimo basata sul visivo-spirituale, come per
esempio fanno i cinesi... noi per significato intendiamo il “meaning”, mentre
loro per significato hanno già in dotazione il “signum facere”... anzi partono
dal signum facere, mentre noi pensiamo di averlo già, e invece ci possiamo
arrivare solo a costo di grandi sforzi ed evoluzioni di coscienza... insomma la
tecnica per non farsi agganciare sarebbe, anzi è semplice: non avere pulsanti
schiacciabili, così non te li possono schiacciare... hai detto niente, mi
direte, e in effetti i pulsanti sono tanti, ma è anche vero che una volta che
ti sei liberato dei primi tre, poi non sei più tanto facilmente agganciabile...
il terzo tipo di robot, l’intellettuale, è agganciabile sul piano mentale...
lui ha il “problemino” di considerare i valori di verità solo qualora essi
siano di tipo mentale... non ha bisogno quindi di fare verifiche “sul campo”, o
di sperimentare il signum facere, siccome pensa già di avere entrambi... la sua
programmazione è un poco più complessa, fatta di dati e istruzioni, ma comunque
alla fine la riconosci come programmazione di tipo mentale... è il suo modo di
essere meccanico... è tuttavia forse un poco agganciabile proprio per tramite
di volantini come questo... qual è il sintomo del fatto che potresti essere
anche tu un HAL 9000...? È il fatto che non vai mai a verificare, di fatto e
sul campo, col “facere” e col gioco, se i tuoi input sono veri, sia che siano
dati o istruzioni o programmi, cioè dati e istruzioni allo stesso tempo... a
questo proposito usano molto il cinema e le serie tv, magari in altri volantini
ne parlerò, ma il “fine ultimo” è sempre la derisione... poi, parlando della
leggenda degli uomini-macchina, c’è la classica trilogia dei film “Matrix”,
nella quale gli abitanti di “Zion” vengono periodicamente attaccati dalle “macchine”, le
sentinelle, che tentano di distruggere la loro comunità di “resistenza
umana”... questo va ovviamente visto molto sul piano simbolico, siccome non
esiste una città sotterranea proprio nel vero senso della parola, è che noi
siamo “sotterranei” a noi stessi, cioè non ci conosciamo... quindi se conosci
te stesso rischi di diventare anche un po’ “sotterraneo”, diciamo così... non è
mia intenzione analizzare la trilogia Matrix in questo volantino, magari ne
farò proprio uno apposito in futuro, però intanto una cosa vorrei dirla... i
personaggi, così come le situazioni descritte, sono allegorici, metafisici e
archetipici... non esistono proprio un “Neo” e uno “Smith” puri, sono anche
aspetti diversi della stessa persona, sei anche te...
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