domenica 28 agosto 2016

Il delirio informatico tra serendipity, transurfing, labirinti, sistemi assortiti...


Questo volantino sarebbe un tentativo di aggiornarvi circa i miei esperimenti informatici, e allo stesso tempo un tentativo di chiarirmi un poco le idee... seconda cosa non tanto facile eh, almeno in questa fase... è poco più di un anno e mezzo che gioco, o “gioco”, e da pochissimo sono in fase “cubica”, con una notevole pressione addosso anche... ma cerco di espandere i miei esperimenti informatici facendo ricorso a vari procedimenti “gnostici”, tra i quali spicca il cosiddetto “trans-surfing”, una sorta di concezione “labirintica” della vita, che devo dire mi ha influenzato non poco... per esempio un po’ applico questa “concezione” quando passeggio... nel senso che non c’è proprio un percorso deciso a priori, ci sono sì dei tempi grosso modo di partenza e di arrivo, ma lascio che il percorso si “sviluppi” da solo, mentre cammino... i “punti di svolta” in questo caso sono gli incroci delle vie... ma esistono anche punti di svolta e “incroci” di tipo lavorativo... per esempio quando sei chiuso in un ufficio non sei tanto libero di passare improvvisamente e senza una vera ragione da una cosa all’altra... i tasks lavorativi tendono ad essere svolti sequenzialmente... e l’impiegato tende sempre più alla specializzazione... così, evitando il mare magnum, anzi il mare immenso delle varianti lavorative, l’impiegato diventa in breve tempo da triste a “tristissimo”... e per non fare inutili “complimenti” anche meno che tristissimo, ci siamo capiti... qui invece, pur nella più completa, almeno per adesso “soledad” informatica, funziona tutto all’opposto... tendo, tendenza che comunque avevo già quando ero impiegato “normale” pure io, a passare da una materia all’altra, e a passare anche da un compito all’altro... e ovviamente non c’è qualcuno che mi assegna questi compiti lavorativi, me li assegno da solo... ma in realtà nemmeno me li assegno da solo, mi capitano davanti, così come mi capita di svoltare di qua e di là quando passeggio senza una ragione apparente... o a volta “scelgo” di andare a destra o a sinistra o al centro, etc, basandomi su microscopici “indizi”, cheneso, un semaforo che diventa verde, un passante più simpatico della media, un raggio di sole ben posizionato, o l’opposto, un cono d’ombra quando fa troppo caldo, o una fontanella, etc... insomma “serendipity”, cioè una sorta di leggerezza che non è superficialità, è un passare da una cosa all’altra che però ha un senso, siccome il tipo di idee e di intuizioni che io... vo cercando non stanno scritte da nessuna parte, alla fine nemmeno proprio su questi volantini, che come forse già sapete si limitano ai tre “soliti” puntini... e allora vo cercando, girando, passando da un task all’altro, da un codice all’altro, mentre anche ascolto delle videolezioni univeristarie di varie materie, soprattutto ingegneria... una mia “fissa” particolare, recentemente, è questa faccenda dei labirinti, e adesso vi racconto la storia di questa “fissa”, nel senso che dopo alcune esperienze con i classici strumenti di Office, avevo già alcuni anni fa sviluppato una sorta di... non fastidio, non è la parola giusta, diciamo una sensazione di scomodità, a vedere i dati “ingabbiati” in tabelle o “imprigionati” all’interno di complicati e assurdi database... in un certo senso l’espressione grafica dei dati mi sembrava più “umana” quando era agli albori dell’informatica, quando ancora tabelle e finestre non esistevano, quando gli smanettoni dell’informatica si dovevano costruire le loro tabelle “a mano” usando alcuni caratteri ASCII, la cosiddetta arte ASCII, insomma facevano le “cornicette” attorno ai loro dati usando dei caratteri che magari nemmeno erano stati pensati per svolgere un tale ruolo, e taluni andavano anche oltre e usavano i caratteri per “disegnare” in una sorta di “impressionismo informatico”, e questa più propriamente sarebbe quella che chiamavano l’arte ASCII, arte che comunque non è scomparsa, anzi... Ho sempre trovato vagamente interessante questa faccenda, forse ci vedevo qualcosa di vagamente “spirituale” anche quando non credevo affatto all’esistenza dello spirito... e di recente questa cosa è diventata un po’ un “delirio”, nel senso che è tornata a galla questa esigenza delle “cornicette”, ma in un altro modo e con altri scopi... scopi che ovviamente per il momento fatico anche io ad immaginare... diciamo che forse questi scopi vanno ben oltre il problema, problema comunque non affatto stupido e non affatto facile da risolvere, del racchiudere i dati dentro dei recinti, recinti però flessibili, che non finiscano per “imprigionare” i dati stessi... e questo riconduce anche un volantino precedente, nel quale accennavo a curiose (pseudo) apparizioni gesùcristiche dentro il blocco note... è un problema simile, come fa una riga a sapere quando deve terminare, se non glielo dici...? Lo deve sapere per forza, siccome con l’invio inserisci dei caratteri, caratteri di controllo invisibili, che però ci sono... e un problema simile è questo: come fa un dato a sapere di essere un dato, e un’istruzione a sapere di essere tale...? Mica sono autocoscienti, anzi... lo sono ben poco, direi, nel sistema binario... e allora torna anche la fissa del gioco del tetris, intesa anche questa come un “codice”, un gioco-codice, che usata in certi modi, potrebbe portare a...     
I Cinque Puntini   giularca@tiscali.it     http://giulioarca.blogspot.it/

giovedì 18 agosto 2016

Il codice Matrix, al di là di interpretazioni banali e cosiddette coscienti...


Il codice principale della nostra epoca, circa il quale fin adesso non mi sono cimentato a scrivere, è la trilogia cinematografica “Matrix”... non è facile scrivere di questo codice, siccome oltre a essere sommersi dalla propaganda, propaganda della quale fanno parte ovviamente anche i codici stessi, siamo oramai quasi in ginocchio di fronte a coloro che ci forniscono anche le (loro) interpretazioni... e non è facile avere un pensiero indipendente in merito a queste questioni... ma alla fine lo scopo della propaganda lo riconosci, siccome è sempre lo stesso... la propaganda, anche quella più raffinata, in ultima analisi cerca sempre di far passare lo stesso messaggio, cioè che l’essere umano deve essere scansato, a favore dei consueti, tipi di rinuncia... ciò è scontato insomma... e la propaganda più insidiosa ovviamente è proprio quella che indossa una maschera “umanitaria”... inoltre ogni propaganda si affanna sempre a indicarci la via del bene contrapposta alla via del male, e così insomma Neo, un nome a tre lettere, sarebbe il buono, e Smith, guarda un po’, un nome a cinque lettere, sarebbe il cattivo... e con questo abbiamo già praticamente detto tutto circa i vari tipi di propaganda... ma adesso che lo abbiamo detto, cerchiamo di vedere meglio... le interpretazioni banali sono così ovvie che forse non varrebbe nemmeno la pena di dire che un certo “complottismo”, che vorrebbe darci a bere che c’è qualche piano segreto per rendere l’umanità schiava, è solo un’altra patetica maschera rinunciataria e oltretutto anche un po’ ridicola... ovviamente però questi si guardano bene dal dirci che schiavi lo siamo già, anzi di solito per il “complottista” la libertà è la democrazia parlamentare... e così, prendendo alla lettera il codice, sarebbe che davvero qualcuno complotta per inserirci microchips o chiuderci dentro capsule stagne, o cose del genere... insomma complottismo e anticomplottismo, livelli molto bassi di “intendere” i codici del mondo... l’anticomplottismo sarebbe quelli che dicono che “Matrix” è solo un film di fantascienza... e così viene venduto, tra l’altro... ma andando oltre, mi pare ovvio che Smith non sia un personaggio positivo, ma pare meno ovvio dire che non lo è nemmeno Neo, e ancora meno ovvio è dire che Neo e Smith sono entrambi la stessa persona, parti interne della stessa persona, e allo stesso tempo parti di ognuno di noi, parti esterne anche, parti in conflitto tra loro che si combattono... in effetti proprio una spiegazione facile non c’è, e non ci può essere... possiamo vedere in Smith un bambino arrabbiato che si incattivisce, e in Neo un adulto “buono” che si incaponisce nel suo “buonismo”... ma la propaganda, che ormai dilaga da tutte le parti, ha anche lo scopo di indicarci il “colpevole”, anche senza nominarlo, e anzi quella più insidiosa funziona proprio così, il “colpevole” non lo si nomina nemmeno... ma come fa un’ “accusa” ad essere tale se non può nemmeno nominare il colpevole...? Insomma c’è in ballo la solita posta in gioco, cioè il massimo, il destino, o se vogliamo stare un pochino più bassi, la continuazione dell’umanità, o se vogliamo stare ancora un pochettino più bassi, aderenti all’oggi, la continuazione di quella che chiamiamo la “nostra” “civiltà”... civiltà? Quale civiltà? Vabbè... Insomma, siamo arrivati ormai quasi alla frutta, siamo ormai quasi alla disperazione più totale, ma la propaganda non molla la presa, ah no, ci vuole un salvatore che ci redima, e allo stesso tempo, ci vuole un salvatore che fallisca la sua missione così da affibbiargli anche tutte le colpe... ed ecco quindi Neo e Smith... l’eroe e il codardo, o il santo e il mostro... insomma sarebbe “sveglio” chi dice che aspetta che Neo lo venga a salvare...? Non vi pare la versione “moderna” di un’altra storia già sentita? E poi che succede a questi “attendisti”, una volta che il “Neo” di turno appare, si manifesta...? Succede l’ovvio, cioè che essi si tramutano in persecutori del “nuovo” incarnato, siccome non corrisponde al loro ideale, o già come dicevo prima siccome non corrisponde proprio alle tre letterine, ma la giustificazione alla fine è sempre la stessa, quello che arriva “dopo”, che del mondo non sa nulla, è troppo “imperfetto” per ricoprire il suo ruolo, quindi si passa da un estremo all’altro, prima lo si esalta e poi lo si distrugge... quando Smith va dall’Oracolo e rompe un vaso di fiori, e dice all’Oracolo tu sapevi che avrei fatto così, come sapevi che sarei venuto, perché non hai fatto nulla per impedirlo...? E in effetti questo Smith, o questo bambino arrabbiato se vogliamo, che per fretta di esprimere se stesso finisce a distruggere l’Uomo e il mondo, è l’esatta controparte di Neo, che per smania di essere “completamente buono”, per smania di essere il “Salvatore”, l’“Eletto”, e per smania di salvare il mondo, finisce a fare la stessa cosa che fa Smith, cioè distrugge sia l’Uomo che il mondo... ma questo è meno evidente eh...? Come è forse anche meno evidente che tutti gli “altri”, gli “inconsapevoli”, in apparenza esclusi, sono “equilibrati” così come lo sono Neo & Smith... può sembrare che il film parli “solo” di una persona e delle sue varie parti interne... in queste c’è anche Trinity, il femminile, Morpheus, il maestro, Cypher, il traditore, Epoch, lo spirito dell’epoca, etc, gli archetipi... 
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lunedì 15 agosto 2016

Alcune teorie avanzate del gioco del calcio, ovvero l'allenatore nel pallone...


Il calcio è qualcosa di cui non vale la pena occuparsi...? Non credo... Anche perché non credo che esista davvero qualcosa di cui non valga la pena occuparsi... ed ecco allora, che anche dai miei momenti di “svago”, di “staccare la spina”, diciamo così, vengono fuori nuove idee e nuovi pezzetti di idea... sarà un caso che il gioco del calcio, quello classico che ha preso piede a livello di massa all’inizio del ‘900, prevede proprio undici giocatori per squadra...? Sì, lo so che esistono anche il calcetto o calcio a cinque, il calciotto, e altre varianti, comunque proprio questo intendevo dire, la spiegazione storica è che durante la prima guerra mondiale le camerate dei soldati erano fatte di undici soldati, e così vennero fuori le squadre a undici giocatori... ma come tutte le spiegazioni storiche, ha proprio lo svantaggio delle spiegazioni storiche, cioè di mettere sullo stesso piano questioni universalmente vere e dettagli-varianti che potrebbero essere veramente solo frutto del caso e delle coincidenze... questa è ovviamente una questione che non pretendo affatto di risolvere, anzi... comunque siccome all’inizio del ‘900 c’era un periodo in cui le squadre di calcio venivano schierate in campo con formazioni che oggi sono chiamate “antiquate”, come per esempio il “WM”, e invece poi si è passati per svariati decenni a mettere le squadre in campo con i giocatori su tre linee, rispettando una sorta di legge del tre... cioè della serie esistono “solo” i difensori, i centrocampisti e gli attaccanti, e quindi gli esperimenti iniziali coi vari “WM”, “MW” etc, sono stati accantonati bollandoli come “antichi”, e si è passati a celebrare per molto tempo solo le formazioni a tre linee orizzontali, cioè i ben noti 4-4-2, 4-3-3, 5-3-2, etc... insomma ogni modo possibile di mettere la squadra in campo però solo su tre linee, rispettando questa implicita “legge del tre”, legge del tre che comunque resta “vera”, nel senso che la si ritrova praticamente in ogni disciplina... poi però in anni più recenti, grosso modo a partire dagli anni ’90 del ‘900 o qualcosa del genere, sono iniziate ad apparire le formazioni basate su quattro linee orizzontali, cioè i vari 4-2-3-1, 4-3-1-2, etc, insomma senza che nessuno lo dicesse apertamente gli allenatori sono andati oltre lo schieramento su tre linee, e si è cominciato a parlare di ruoli come il “tre-quartista”, il “falso 9”, etc... insomma nell’uso pratico, se non proprio nella teoria, è entrato un quarto elemento che mette un po’ in dubbio la rigidità dello schieramento su tre linee... grosso modo questi ragionano ancora con lo schema dei tre ruoli fondamentali, però poi nella pratica lasciano che esista un calcio potenzialmente un poco più fantasioso, e meno prevedibile... ma il grosso della questione , come già ho scritto in precedenti volantini, riguarda l’uso dei passaggi, il motore vero della “fantasia calcistica” sarebbe quello... ma anche il tipo di posizionamento in campo fa parte di questo discorso, siccome mi sono accorto che proprio gli schieramenti “moderni”, a quattro linee, sono più adatti di quelli a tre per un calcio più fantasioso... io per adesso non riesco a mettere su una squadra di calcio-calcetto etc, però faccio i miei esperimenti coi videogiochi, alcuni davvero ben fatti, e ogni tanto riesco a trovare qualche giocatore/trice occasionale per fare una partita in due ai videogiochi... di recente, sempre per quanto riguarda i videogiochi sul calcio, ho manifestato dell’interesse per un gioco di football manager che ho installato nel mio smartphone... in questo gioco non si gioca direttamente la partita, che viene giocata dal computer, ma si mette la squadra in campo, e a questo proposito, ho riscontrato che questo giochetto “real football manager” è ancora più moderno rispetto agli allenatori contemporanei “moderni”, cioè prevede schieramenti su tre, quattro e addirittura anche cinque linee... oltre alle posizioni intermedie tra centrocampo e attacco, sono possibili anche le posizioni intermedie tra difesa e centrocampo... inoltre, le posizioni possibili delle prime quattro linee sono cinque per linea, mentre il portiere ha ovviamente solo una possibile posizione,  e gli attaccanti hanno solo tre possibili posizioni, perché ovviamente non vai a schierare una punta quasi vicino al calcio d’angolo... ed è interessante che la somma di tutte le possibili posizioni fa 24, che è “esotericamente” un numero interessante... facendo un semplice calcolo combinatorio, con 11 giocatori da piazzare in 24 possibili posizioni, abbiamo ben 1.144.066 modi di mettere una squadra in campo, altro che 4-4-2 e 4-4-1-1... si va ben oltre... e inoltre stavo osservando che sarebbe il caso di notare anche le linee verticali, non solo quelle orizzontali, per “classificare” una tale ricchezza di formazioni-posizionamenti... poi è iniziato anche un po’ di “delirium tremens” del tipo i film intitolati “l’allenatore nel pallone”, cioè intendo dire, ho provato anche a fare degli esperimenti di tipo astro-planetario con questo gioco, usando le posizioni degli undici corpi celesti del sistema solare, che sono undici proprio come il numero dei giocatori in campo... e il campo potrebbe essere usato anche come una metafora degli assi x e y con la quale dal punto di vista terrestre vengono osservati i corpi celesti... e il pianeta Terra lo faccio giocare in porta...
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