domenica 24 aprile 2016

La gnosi della musica e le associazioni musicali chiamate gruppi...



Una delle attività che preferisco è fare musica... la musica è stata la prima attività associativa che proponevo già nel periodo 2007-2011, quello dei quattro puntini... è un’attività che si può considerare solitamente più di tipo lavorativo, anche se esiste eccome anche la possibilità di fare musica a cinque puntini e oltre... comunque in questa società ancora impigliata nel sistema capitalistico-democratico la maggior parte dei gruppi di lavoro musicale sono a due puntini... vale a dire che fanno il cosiddetto rock... esiste anche una minoranza che è presente da più di un secolo, e che ormai ha preso una certa consistenza, che produce musica a tre puntini, ovvero i jazzisti... poi c’è anche il sistema della musica classica, che ha una storia ancora più antica... possiamo anche dire che tutti e tre questi sistemi propongono una loro cultura, e che non penso sia un caso che esistano, e nemmeno che sono tre sistemi... i musicisti classici sono quelli che maggiormente danno importanza all’esecuzione, nota per nota, fedeli allo spartito... i musicisti rock invece partono solitamente più dagli accordi che dalle singole note, e consentono l’espressione di un po’ di soggettività... i jazzisti invece potremmo dire che raggiungano una sintesi dei primi due livelli, raggiungendo un livello di improvvisazione che però tiene conto sia delle note che degli accordi scritti nello spartito...  questi tre sistemi, per chi ha il desiderio o già la capacità di andare anche oltre, andrebbero conosciuti e utilizzati... in nessuno di questi tre sistemi si raggiunge una vera gnosi o conoscenza musicale più allargata, gnosi che arriva successivamente, col quarto e quinto “puntino”, ossia coscienza e consapevolezza musicale... inoltre, coscienza e consapevolezza musicale aiutano molto anche a capire che in finale tutte le materie e tutte le discipline, tutte le arti sono collegate tra loro, e derivano da una stessa “matrice” comune... in finale si chiamano per l’appunto materie, e in finale ogni arte tende ad ascendere, a divinizzarsi, e a umanizzarsi allo stesso tempo... finché siamo nei primi tre sistemi siamo inevitabilmente dei musicisti “meccanici”... non ancora uomini, né donne, e tantomeno divini, siamo ancora all’interno della coltivazione di base, i primi tre gradini, anche se però allo stesso tempo questi primi tre recinti vanno conosciuti prima di essere abbandonati... o comunque pur provenendo da uno di questi tre si può già “esodare” musicalmente, poi via via eventuali lacune si colmeranno... insomma non ritengo affatto un caso, o una manifestazione di semplici “generi” musicali la presenza in questo pianeta dei tre sistemi musicali chiamati classica, rock e jazz... anzi questi potremmo dire che rappresentano una dimensione “verticale” della tipologia musicale, che magari al suo interno può presentare anche una ulteriore sotto-tipizzazione orizzontale... quando entriamo in un negozio di dischi (ne esistono ancora? Pare di sì) vediamo queste categorie, che di solito sono suddivisioni del rock, ma non soltanto, ci sono anche gli scaffali del jazz, ma jazz e rock non stanno sullo stesso piano, eppure ormai hanno raggiunto una certa convivenza, anche se non certo paritaria... inoltre, andando un minimo a fondo nei sistemi musicali, nei limiti di questo volantino, non possiamo non notare che abbiamo due sistemi musicali chiamati “scala maggiore” e “scala minore”, non possiamo non notare che abbiamo scale formate di sette note “scelte” all’interno delle 12, e ad un certo punto inizieremo anche a chiederci il perché di questo, cioè perché le scale sono fatte proprio di sette note, perché proprio usiamo un cerchio diviso in 12 note, e perché tendiamo a considerare gli accordi come insiemi di tre note o “triadi”... perché anche le scale sono fatte di toni e semitoni, e se in tutto questo c’è anche un “qualcosa” che va ben oltre la musica, cioè intendo qualcosa di universale... quasi come a dirci che attraverso la musica, una delle tante vie possibili, possiamo arrivare a questa conoscenza e consapevolezza universale, come dal particolare al generale... però quello che di solito facciamo è accontentarci, di solito chiamiamo “musicisti” quelli che continuano meccanicamente a riproporci i tre sistemi musicali sopracitati usandoli come un fine e non come un mezzo... così come tutte le altre arti, mestieri o discipline, anche la musica viene perlopiù usata per darsi importanza e per gonfiare il proprio ego, o vanità... il “sogno” di ogni musicista è avere gente ai suoi piedi che lo ascolta e che poi gli batte le mani... che significherà poi questo “battere le mani”, eh...? Invece mi piace considerare musicista chi tramite la musica ama diffondere felicità e incanto... ma al momento, ad esclusione di tutta una serie di vip che si possono permettere il “lusso” di andare oltre il terzo puntino, data la posizione che hanno raggiunto, in basso si vede ben poco... di solito le associazioni musicali fanno del rock, e le chiamiamo “gruppi”, ma queste sono ben lontane dall’essere un’ambiente favorevole allo sviluppo della gnosi musicale... anzi, sono perlopiù associazioni di schiavi che celebrano, inconsapevolmente, la loro schiavitù, anche nel c.d. “tempo libero”... per questo intendo ricomincare da capo, posso prendere allievi/e o fare associazioni di tipo nuovo...  

I Cinque Puntini        http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it

sabato 23 aprile 2016

Il codice Harry Potter e alcune sue possibili interpretazioni...


Uno dei cosiddetti “codici” moderni, o come li vogliamo chiamare, “vangeli gnostici moderni”, è secondo me la saga di Harry Potter, al momento mi baso sugli otto film della saga, mentre ancora non ho letto i libri, ma per il momento mi sembra sufficiente questo... per quanto possa sembrare “banale” o “infantile” questo argomento, l’approccio “gnostico” al “codice Potter” consiste in diversi livelli di lettura... se vogliamo escludere ogni approccio gnostico o esoterico, allora avremmo già concluso che si tratta di una favola per bambini senza alcuna pretesa di realtà... ma se scrivo un volantino su questo argomento significa che ovviamente non la penso così... e interpretare in modo “gnostico” Harry Potter significa anche, però, che molte delle situazioni proposte in questa saga non vanno prese alla lettera, cioè non vanno considerate reali nel modo in cui si presentano, ma vanno intese nel senso di allusioni simboliche a qualcosa di reale che non può essere direttamente narrato, descritto o raffigurato... per esempio vediamo un bambino buono, un bambino “eroe”, che contrasta degli adulti cattivi e “oscuri”, e potremmo cadere subito nelle facili equazioni bambino uguale buono e adulto uguale cattivo, ma il bambino potrebbe anche essere simbolico, e non necessariamente reale nel senso di età biologica... e anche il dualismo tra Potter e Voldemort, tendiamo a non pensare che si potrebbe anche trattare di due aspetti della stessa persona, e in senso più largo, ogni saga presenta svariati personaggi, che possono sempre anche essere interpretati come parti interne di una stessa persona... oltre che anche come persone distinte, il che è come dire che pur essendo separati siamo comunque uniti o collegati da “qualcosa”... poi ovviamente potremmo cadere nell’inutile dilemma se stabilire se la magia esiste oppure no... dilemma anche inutile in questo volantino, siccome se esistesse, non potrei parlarne in questo volantino, siccome il volantino è a tre puntini... e se non esistesse, affermando questa non-esistenza della magia in questo volantino potrei sembrare uno che intende “pararsi”... la parola “magia” però esiste, anche se spesso è un sinonimo di “cose che non esistono”... nel codice Potter ci sono alcune “squadre”, quattro, ma due in particolare, una giallo-rossa chiamata in italiano “Grifondoro”, che nella saga appare come la squadra dei “buoni”, e una bianco-nera ma che spesso appare anche verdognola, chiamata “Serpeverde”, che nella saga è la squadra che di solito viene scelta dai “cattivi”... ma non è chiaro perché esistano queste “squadre”, e che senso abbia il fatto che ci debbano essere squadre di “buoni” e squadre di “cattivi”... inoltre la saga si svolge in Inghilterra, e l’Inghilterra potrebbe essere interpretata ingenuamente alla lettera, nel senso che per fare un certo percorso serve di andare in Inghilterra, ma suppongo che l’Inghilterra invece sia il simbolo di una “situazione”, con la sua bandiera a tre colori bianco-rosso-blu, simbolo che poi torna anche in altre saghe, come vedremo... suppongo che l’Inghilterra sia il simbolo della nostra attuale situazione economica-sociale-politica... insomma squadre di “maghetti buoni” contrastate da squadre di “maghi cattivi” si darebbero battaglia in una situazione che poi alla fine è anche incongrua, e quindi a quale scopo, e perché...? Inoltre, a ben guardare, anche la squadra “buona” poi tanto buona non è, nei confronti dello stesso Harry Potter, dato che alla fine viene sempre lasciato solo, denigrato e diffamato anche dai suoi stessi “compagni di squadra”, oltre che attaccato direttamente da quegli altri... inoltre queste due squadre così “radicalmente” diverse un po’ ricordano il conflitto faraoni vs ebrei che si vede nel film “Exodus”... anche se però in Harry Potter c’è una doppia lettura, la squadra “Serpeverde”, che dovrebbe per l’appunto essere verde, o giallo-blu, però appare spesso anche bianco-nera... inoltre l’età biologica, Harry Potter è un bambino dall’aspetto un po’ “secchione” ma risoluto e deciso, di circa 10-15 anni, mentre il mago cattivo appare sotto forma di un ragazzo 25enne bello e distinto, Tom Riddle, che poi diventa successivamente Lord Voldemort, un adulto mostruoso e rovinato anche nell’aspetto fisico dalla cattiveria... inoltre Harry Potter sarebbe un “orfano assoluto”, nel senso che la saga racconta che non ha mai conosciuto i suoi veri genitori, che lo avrebbero abbandonato alla nascita a una famiglia di genitori adottivi, “babbani” come si dice nella saga, cioè gente “normale” che non crede all’esistenza della magia... anche questo abbandono potrebbe essere simbolico, siccome i suoi genitori veri, appaiono come adulti bellissimi, spirituali e molto felici, che però non si capisce perché dovevano abbandonare il figlio, mentre i genitori adottivi sono brutti, grassi, interessati solo al cibo e maltrattano il giovane Potter, però questi almeno si occupano un po’ di lui... poi ci sono molti simboli di non facile e immediata interpretazione, il Serpente per esempio, e la lingua del serpente, il “serpentese”... ci sono anche i tre “doni della morte”, doni che probabilmente vanno letti anche al contrario, cioè come doni della vita, e sono il mantello dell’invisibilità, la spada di Grifondoro, e la pietra della risurrezione... 
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domenica 10 aprile 2016

L'onda negativa, ovvero il virus dilagante della cattiveria, del nichilismo...

La mia storia, benché io non abbia vissuto chissà quanto tempo, è un po’ complicata... posso forse definirmi un testimone delle disgrazie e delle cattiverie del mondo, almeno fin adesso... non posso però togliermi da questa sommatoria di cattiverie come se anche io non ne faccia parte, siccome siamo fatti tutti di “luci” e “ombre”, di bianco e nero, di positivo e negativo... purtroppo, forse, la nostra società democratica è anche così intrinsecamente “bianca”, che quasi ci abituiamo a fingerci tutti “buoni”, e così senza saperlo gonfiamo l’ombra, e poi ad un certo punto questa ombra assume dimensioni veramente gigantesche e ci esplode in faccia... e così è successo anche a me... prima di cimentarmi in questa impresa assurda dei cinque puntini sono passato anche attraverso i quattro, non posso entrare nel dettaglio del contenuto di quell’altra propaganda lì, e nemmeno nel dettaglio di quella a cinque, a meno che riceva un’offerta, e questo però si fa a voce... comunque io sono in questa situazione già da un pezzo, ben prima di cominciare l’attività dei cinque puntini, già fin dal 2005 praticamente vivo come un animale braccato, come un clandestino però in terra “patria”, come un “uno, nessuno, centomila”, etc... comunque stiano le cose la società tende a scaricare i problemi in basso, problemi non risolti che si trascinano da decenni, secoli, millenni e chissà cos’altro... sì, un pizzico di progresso lo abbiamo raggiunto, ma la nostra percezione di questo progresso è spesso molto distorta e illusoria, non c’è reale e autentico progresso se non c’è equilibrio tra sviluppo tecnico-tecnologico, coscienziale e umano-sociale-politico... siamo andati un po’ avanti solo nel primo di questi sviluppi, forse anche un po’ troppo, mentre dal punto di vista sociale siamo fermi sempre al secondo gradino, la democrazia parlamentare... negli altri aspetti, che quasi da tutti a torto vengono sottovalutati e ritenuti inutili, siamo praticamente all’età della pietra, anche se, c’è da dire, che è anche normale che gli uomini del secondo livello politico-sociale manifestino un livello di coscienza infimo, uno spirito critico molto molto labile, una intelligenza debole e soverchiata dal rumore, e in generale una “meccanicità” complessiva dell’essere che li rende simili a marionette, automi, robots... il criterio di verità in questa società consiste nel “se mi sembra vero, allora è vero”... ben poca roba per poter affrontare situazioni più complicate che potrebbero arrivare... e una simile umanità è in gran misura manipolabile da una cosidetta élite che continuamente da se stessa si crea per mantenersi schiava... comunque ormai siamo arrivati proprio alla manifestazione dal male assoluto, il male radicale... oggi si tende a parlare, perlopiù a sproposito però, di fenomeni di radicalizzazione, ma questo è anche corretto se si intende radicalizzazione del male, mentre io sceglierei la soluzione opposta, anche io sono un radicale, nel senso che alla fine i problemi si possono risolvere solo andando alla radice, ma in questo caso trattasi di radice dell’albero del bene... l’onda dilagante del male e/o della paura la percepivo già a fine 2011, quando travolse anche me e mollai l’iniziativa precedente... il capitano della nave affondò con tutta la nave nella situazione della “tempesta perfetta”... ma prima di arrivare a questo ci furono varie fasi che si susseguirono a grande velocità, siccome all’inizio di quella iniziativa, nel 2007, invece mi capitava di avere un po’ di partecipanti, partecipanti che però via via sparivano come se fossero stati spaventati da qualcuno o da qualcosa... poi a fine 2011 ero rimasto quasi da solo, e l’onda della paura, o del dubbio negativo, travolse anche me... d’un colpo mi “convinsi” che quella cosa lì non si poteva fare, e la mollai in modo da non poterla più ricominciare... ma adesso vedo che la stessa “onda negativa” si sta ripresentando in altra forma, adesso siamo al “male radicale”, il male assoluto che colpisce l’albero fin dalle sue radici, siamo di fronte a una corruzione morale e materiale che non risparmia nessuna stratificazione sociale, un “cupio dissolvi”, un arraffa-arraffa finché si può, uno spirito critico ormai ridotto praticamente a zero che fa sembrare “normale” l’assurdo e l’inconcepibile... come si può pretendere di credere che se “dentro” per tutta la vita rimaniamo sempre un po’ bambini, proprio il fatto di andare a colpire la nostra, anzi le nostre, parti bambine, non finiamo per provocare a noi stessi i danni più completi e radicali...? Siamo diventati dei radicali dell’autosabotaggio... siamo per adesso solo riusciti ad arrivare alla completezza della cattiveria e dell’orrore... lo spettacolo quotidiano a cui mi tocca assistere, passegiando per la “città” è ormai paragonabile a una sorta di galleria degli orrori, è la sfilata dei mostri... che volete che sia deridere le nostre parti più piccole, più innocenti...? Che volete che sia darsi all’arraffa-arraffa selvaggio illudendosi che ciò non abbia conseguenze...? Tutto ha sempre conseguenze... non viene dai più percepito anche perché è un male molto sottile, sottilissimo... che si insinua piano piano giorno dopo giorno e non te ne accorgi, cala il buio interiore...

I tre desideri illusori del corto circuito morale, potere, denaro, sesso...


Salve, sono di nuovo quel tizio “scemo” che vaga per la città e chiede con poco risultato alle ragazze il quesito “facciamo l’amore?”... non ho ottenuto molte risposte, ma in compenso, siccome passeggiare stimola il pensiero, mi sono chiesto perché la gente tenda a dare così importanza a qualcosa che in finale è solo un gioco, ossia la libera espressione anche fisica dell’amore, lo stare insieme fino in fondo, il darsi completamente e allo stesso tempo l’essere veramente disponibili a entrare in contatto con gli altri/e... la separazione genera paura, invece la solitudine no, siccome la solitudine (in spagnolo “soledad” per esempio) è cosa ben diversa dalla separazione... eccoci piombati in un altro paradosso, gente che ha la “compagnia” degli altri al prezzo di esserne in realtà separata, separata da barriere invisibili, fatte di paura e di ignoranza, in ultima analisi barriere mentali... e invece l’isolato, data la sua situazione più libera e meno condizionata, ha la mente più libera dalle illusioni, non cerca la finta sicurezza mentale contenuta nei legami, quella triade fatta di matrimonio, fidanzamento e compagnitudine, che sono in finale più che altro solo allo stesso tempo l’antidoto e il vaccino per rispramiarsi la “fatica” di cercare l’amore... le chiamerei operazioni di sicurezza, come se fossimo degli tristissimi impiegati del “ministero dell’amore”, quello che facciamo quando ci prendiamo in giro da soli chiamando amore i legami di matrimonio, fidanzamento e compagnitudine, è praticamente disegnare due trattini che uniscono tre puntini, tre puntini che oltretutto stanno anche sempre fermi nella stessa posizione... così, come “operai” o “impiegati” del cosiddetto amore, continuiamo a ricalcare quei percorsi già tracciati e già conosciuti, e ci teniamo saldamente al riparo dall’ardua fatica di poter giocare liberamente con i puntini e con i trattini, rimescolandoli in quantità e qualità... ma per chi è  “eretico” rispetto al cosiddetto “amore” praticato dai “very normal people” in finale la condizione è anche quella di non poter godere nemmeno di quel minimo di contentezza che talvolta si genera in quella situazione che chiamano “coppia”... e intanto il povero Ponte Mollo si accascia sotto il peso dei lucchetti, lucchetti “orgiasticamente” aggrovigliati tra di loro, quasi che soltanto loro, esseri di metallo pesante, abbiano il permesso di stare insieme ammuchiati in quelle matasse “gotiche” di “amore metal”... sarà banale a questo punto osservare che la gente è chiusa all’interno di barriere mentali che formano probabilmente dei veri e propri corti circuiti mentali, o magari anche cerebrali... cosa vuole la gente...? Soldi, mi pare e evidente... non ho molta occasione di chiedere alla gente cosa vuole, ma tanto me ne accorgo lo stesso dal comportamento... e se avessi più occasione di entrare in dialogo, la domanda successiva sarebbe, più o meno, la seguente: “e che ci devi fare, con i soldi...?” In finale, suppongo che i soldi servono, quasi sempre, per acquistarsi il cosidetto “amore”, cioè quel sesso che viene elargito come “service” d’ordinanza, o come prestazione “regolare” da veri “operai” e “operaie” del cosiddetto amore, all’interno di quelle cose lì che chiamano matrimonio, fidanzamento, e compagnia... insomma, almeno questo vale per i “poveri” maschi, che sono, per così dire, i “trattini doc” della situazione... insomma soldi per avere sesso, mentre dall’altra parte sarà più o meno il contrario, cioè sesso per avere soldi, siccome, diciamocelo pure, mentre le femmine di questa società non possono riuscire, per quanti sforzi facciano, a sopprimere del tutto la loro natura “paradisiaca”, i maschi tanto belli di solito non sono, insomma le donne sono più belle di natura, e i maschi che già sono bruttarelli, pelosetti e anche un po’ “storti”, fanno anche sforzi per accrescere il loro look “padronale”... ma poi il corto circuito è anche triplice, cioè potere, denaro e sesso, tre neuroni bruciati che si inseguono a vicenda... per fare un  “complimento” si potrebbe dire “c’hai in testa due bacarozzi, uno gira la corda e l’altro salta”, è un altro modo di dire più o meno la stessa cosa... il potere in origine non sarebbe né bene né male, il potere è possibilità, cioè se tu puoi fare una cosa, se sei nella situazione di poterla fare senza subire conseguenze negative (apparentemente, ma questo è un altro discorso, vedi alla voce karma), allora la fai, per ricavarne un vantaggio (soldi), poi se facendo ciò fai del male ad un altro, gli causi dolore, sofferenza, gli rubi anche delle possibilità con la tua derisione, chisseneimporta, tanto è tutto “nascosto” e tanto “nessuno” se ne accorge... poi che ci devi fare con questi soldi, ah sesso, cioè ti devi comprare la tua fetta di consolazione emotiva nel poter godere del “privilegio” di poter stare da solo e separato anche quando stai in compagnia e in contatto, anzi in unione... e quindi il corto circuito gira tutto al negativo, il potere, usato solo come potere di fare del male, per avere cosa, soldi, per poi farci cosa, sesso, che equivale a una “unione” carnale che è un atto di separazione all’interno dell’unione, e che anche se dentro di te lo neghi, lo sai che ti farà soffrire... eppure il circuito lo percorri e lo ripercorri siccome quello conosci e sei convinto che sia anche amore...      

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