Una delle
attività che preferisco è fare musica... la musica è stata la prima attività
associativa che proponevo già nel periodo 2007-2011, quello dei quattro
puntini... è un’attività che si può considerare solitamente più di tipo
lavorativo, anche se esiste eccome anche la possibilità di fare musica a cinque
puntini e oltre... comunque in questa società ancora impigliata nel sistema
capitalistico-democratico la maggior parte dei gruppi di lavoro musicale sono a
due puntini... vale a dire che fanno il cosiddetto rock... esiste anche una
minoranza che è presente da più di un secolo, e che ormai ha preso una certa
consistenza, che produce musica a tre puntini, ovvero i jazzisti... poi c’è
anche il sistema della musica classica, che ha una storia ancora più antica...
possiamo anche dire che tutti e tre questi sistemi propongono una loro cultura,
e che non penso sia un caso che esistano, e nemmeno che sono tre sistemi... i
musicisti classici sono quelli che maggiormente danno importanza
all’esecuzione, nota per nota, fedeli allo spartito... i musicisti rock invece
partono solitamente più dagli accordi che dalle singole note, e consentono
l’espressione di un po’ di soggettività... i jazzisti invece potremmo dire che
raggiungano una sintesi dei primi due livelli, raggiungendo un livello di
improvvisazione che però tiene conto sia delle note che degli accordi scritti
nello spartito... questi tre sistemi,
per chi ha il desiderio o già la capacità di andare anche oltre, andrebbero
conosciuti e utilizzati... in nessuno di questi tre sistemi si raggiunge una
vera gnosi o conoscenza musicale più allargata, gnosi che arriva
successivamente, col quarto e quinto “puntino”, ossia coscienza e
consapevolezza musicale... inoltre, coscienza e consapevolezza musicale aiutano
molto anche a capire che in finale tutte le materie e tutte le discipline,
tutte le arti sono collegate tra loro, e derivano da una stessa “matrice”
comune... in finale si chiamano per l’appunto materie, e in finale ogni arte
tende ad ascendere, a divinizzarsi, e a umanizzarsi allo stesso tempo... finché
siamo nei primi tre sistemi siamo inevitabilmente dei musicisti “meccanici”...
non ancora uomini, né donne, e tantomeno divini, siamo ancora all’interno della
coltivazione di base, i primi tre gradini, anche se però allo stesso tempo
questi primi tre recinti vanno conosciuti prima di essere abbandonati... o
comunque pur provenendo da uno di questi tre si può già “esodare” musicalmente,
poi via via eventuali lacune si colmeranno... insomma non ritengo affatto un caso,
o una manifestazione di semplici “generi” musicali la presenza in questo
pianeta dei tre sistemi musicali chiamati classica, rock e jazz... anzi questi
potremmo dire che rappresentano una dimensione “verticale” della tipologia
musicale, che magari al suo interno può presentare anche una ulteriore
sotto-tipizzazione orizzontale... quando entriamo in un negozio di dischi (ne
esistono ancora? Pare di sì) vediamo queste categorie, che di solito sono
suddivisioni del rock, ma non soltanto, ci sono anche gli scaffali del jazz, ma
jazz e rock non stanno sullo stesso piano, eppure ormai hanno raggiunto una
certa convivenza, anche se non certo paritaria... inoltre, andando un minimo a
fondo nei sistemi musicali, nei limiti di questo volantino, non possiamo non notare
che abbiamo due sistemi musicali chiamati “scala maggiore” e “scala minore”,
non possiamo non notare che abbiamo scale formate di sette note “scelte”
all’interno delle 12, e ad un certo punto inizieremo anche a chiederci il
perché di questo, cioè perché le scale sono fatte proprio di sette note, perché
proprio usiamo un cerchio diviso in 12 note, e perché tendiamo a considerare
gli accordi come insiemi di tre note o “triadi”... perché anche le scale sono
fatte di toni e semitoni, e se in tutto questo c’è anche un “qualcosa” che va
ben oltre la musica, cioè intendo qualcosa di universale... quasi come a dirci
che attraverso la musica, una delle tante vie possibili, possiamo arrivare a
questa conoscenza e consapevolezza universale, come dal particolare al
generale... però quello che di solito facciamo è accontentarci, di solito
chiamiamo “musicisti” quelli che continuano meccanicamente a riproporci i tre
sistemi musicali sopracitati usandoli come un fine e non come un mezzo... così
come tutte le altre arti, mestieri o discipline, anche la musica viene perlopiù
usata per darsi importanza e per gonfiare il proprio ego, o vanità... il
“sogno” di ogni musicista è avere gente ai suoi piedi che lo ascolta e che poi
gli batte le mani... che significherà poi questo “battere le mani”, eh...?
Invece mi piace considerare musicista chi tramite la musica ama diffondere
felicità e incanto... ma al momento, ad esclusione di tutta una serie di vip
che si possono permettere il “lusso” di andare oltre il terzo puntino, data la
posizione che hanno raggiunto, in basso si vede ben poco... di solito le
associazioni musicali fanno del rock, e le chiamiamo “gruppi”, ma queste sono
ben lontane dall’essere un’ambiente favorevole allo sviluppo della gnosi
musicale... anzi, sono perlopiù associazioni di schiavi che celebrano,
inconsapevolmente, la loro schiavitù, anche nel c.d. “tempo libero”... per
questo intendo ricomincare da capo, posso prendere allievi/e o fare
associazioni di tipo nuovo...
I Cinque Puntini http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it