mercoledì 21 dicembre 2016

Salire al livello astratto delle cose, giocare col gioco, e altre assurdità...

L’assurdo non è l’eccezione, anzi è praticamente la “regola”, tranne il fatto che l’assurdo è per sua natura refrattario a ogni tipo di regola, e quindi...? E quindi siamo già in argomento, nel senso che quando abbiamo intuito che la realtà nella quale viviamo è in gran parte del tutto assurda, ecco che questo già nemmeno basta più... l’assurdo è refrattario alle regole e anche alle spiegazioni, è impossibile da spiegare, quindi ovviamente... provo a spiegarlo... l’assurdo, l’irrazionale, ha forse bisogno di altri livelli di assurdità per “spiegarsi”, l’assurdo dell’assurdo, etc... insomma il livello astratto delle cose, o peggio ancora, delle “cose”, siccome qui poi alla fine ci occupiamo di “cose” tra virgolette, insomma non delle solite cose... ad un certo punto sorge l’esigenza di salire al livello astratto delle cose, dei problemi, delle questioni... per esempio, la libertà, e i suoi paradossi, ne ho già accennato in alcuni volantini... cosa significa desiderare la libertà...? Già il solo dire “voglio la libertà” è quantomeno un po’ vago, se nemmeno si riesce a specificare la “libertà di che”... ma forse è la stessa natura della libertà ad essere fatta in questo modo, cioè la libertà è un concetto vago, non sarà il massimo della vita, ma... va da sé che la stragrande maggioranza della gente “visualizza” questa “libertà di che” come libertà di fare quello che mi pare, libertà di rubare, libertà di arraffare tutto e tutti, libertà di ammazzare, etc... insomma di solito in questa epoca e su questo pianeta il problema della libertà non è tanto quello che la gente non sa specificarla, ma che la specifica così male che poi si finisce quasi a credere che la libertà sia più un male, che un bene... ma forse la libertà per sua natura è vaga, aspecifica, nebbiosa... libertà "libera", diciamo così... Infatti poi ad un certo punto non basta, non può bastare, un concetto vago e nebbioso è per sua natura un “bemolle” e tende a cadere, ecco quindi che sorge la necessità di salire anche al livello astratto, la libertà nemmeno basta più, serve anche essere liberi di essere liberi, altrimenti... altrimenti lo vediamo già dalla mia situazione, quella di un “incatenato alla libertà” da altri miliardi di... “delinquenti” che cercano la libertà di essere schiavi... ma così siamo di nuovo in catene in due, io e gli “altri”, uno incatenato alla nebbia e gli altri incatenati alle false certezze... e così viene fuori la psicopatia, mia e degli “altri”, mi attaccate e quindi mi dimetto, e gli “altri” che si devono difendere da un “attacco”... a questo punto scende il campo l’assurdo dell’assurdo, tutto volendo si può fare, anche le dimissioni delle dimissioni, e anche le regole delle regole... il senso, o per meglio dire l’intenzione, di queste dimissioni, era dire che in effetti io non sono disposto a lasciarmi incatenare, così a bella posta, alla "libertà"... che quindi questo tipo di libertà, pur essendo forse un livello di libertà, comunque non mi basta... mi piacerebbe essere libero di essere libero, e se ciò funzionasse magari “altri” si renderebbero conto di essere schiavi di... essere schiavi... infatti non cercano la schiavitù in sé, perché nessuno la cerca né consapevolmente e nemmeno inconsapevolmente... cercano magari la “sicurezza”, quello stare al riparo che sta almeno due livelli sotto al mio assurdo desiderio di pace, e infatti può sembrare la stessa cosa... si può quindi anche giocare col gioco, laddove qui ormai come “gioco” si intende quasi soltanto l’oppressione di un “sistema” inteso come sinonimo di schiavitù, mentre non lo è... si può ragionare di sistemi di sistemi, e di programmazione della programmazione, e di regolazione delle regole... che cos’è una regola...? O una legge...? Parole che fanno pensare a strumenti di misura, o a qualcosa che lega, ma... sono parole, anche se non sono solo parole... si sa che in questa epoca le gente cerca la giustizia, sotto sotto, e che rispetto a tale esigenza la libertà o le astrazioni sono ancora ben lontane... il lavoro poi... il lavoro richiede inizialmente degli sforzi tali che giocoforza si finisce a lavorare col lavoro, cioè a fare tutta una serie di “lavori” preliminari, che hanno “solo” lo scopo di impostare il lavoro vero e proprio... l’elezione...? E quelli che eleggono gli eletti quindi sarebbero il popolo eletto, ok, e anche torna la faccenda dell’eletto dagli eletti... ma quello che torna meno è l’atteggiamento, sistemi che diventano paraventi, e regole che diventano scuse per delegare (e direi anche rilegare, nel senso del doppio legame) ad altri quello che bisogna fare... si fa presto a dire “chi comanda?”, ma è proprio il comandare la mentalità (planetaria) più diffusa, cioè “fallo tu”, io no... quindi l’unico modo per sfondare, o almeno provarci, l’atteggiamento di questi tanti “comandanti”, questi “spostatori di spazio”, ovvero co-mandare, mandare insieme, o mandare anche da qualche altra parte... è comandare il comandare... e potrebbe anche essere che siccome mi sono dimesso, poi se mi dimetto dalle dimissioni questo non equivale a una rielezione, ma... ma rimane nello sfondo la domanda più inquietante di tutte... la domanda è la solita domanda dei bambini, cioè perché... come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto...? Lo strano è che pur se volessi dimettermi, o smettere, poi però non riesco a farlo... http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it

mercoledì 14 dicembre 2016

L'universo è... quasi un imbroglio, e la "nonna" di tutte le utopie...

L’utopia più radicale, la più feroce, la più tremenda, non consiste in un qualche tipo di ideologia e/o di religione (che tanto poi alla fine sono anche la stessa cosa...), ma per paradosso somiglia un pochino al mantra del disimpegno, cioè consiste nel “vorrei essere lasciato in pace”, ovvero un luogo inesistente nell’universo, magari anche lontano da ogni luna, pianeta o stella, un luogo nel quale i vari “nessuni” o “bastardi” o “scarti” dell’universo possano vivere in pace senza essere tormentati da... quegli altri (e quelle altre)... questo luogo ahimé, anzi ahinoi, mi sa che non esiste, allora ecco invece che tocca essere tormentati da quelli (e quelle) che de-legano... ovvero voce dl verbo de-legare, loro si slegano legando te, oppure loro si legano slegando te, vedi i paradossi sulla libertà precedentemente accennati... ho già tentato anche di parlare di libertà e di schiavitù, e questo volantino un po’ inevitabilmente somiglia a uno precedente, nel quale tentavo di descrivere l’assurda situazione di tanti, che per essere liberi di essere schiavi, ne costringono uno a essere schiavo di essere libero... ma si sa, la stupidità planetaria consiste proprio nel pretendere di fare a meno del livello astratto delle cose, e quindi anche dei ragionamenti, e siccome poi anche c’è chi sul pianeta ha teorizzato che “tutto il reale è razionale”, “beato” lui, anzi beato chi ci crede, siccome quel lui ci avrà creduto veramente, mah...? qui sul pianeta di gente che crede non ce ne è, e in finale nemmeno io sono poi capace di arrivare a tanto, almeno per adesso, mi limito “soltanto” a non credere a tutti quelli (e quelle) che dicono di credere a qualunque cosa, politica o religione fa poca differenza... anzi talvolta è proprio la politica a essere la “religione” contemporanea, nel senso che alla religione, pur dicendo di crederci, poi nei fatti non ci crede quasi più nessuno, mentre con la politica qualcosa, o per meglio dire qualche sfigato, lo si riesce ancora a raccattare, lo dico proprio io che ci ho creduto, anzi “creduto”... del resto cosa sono i credenti, si sarà capito, gente che passa la vita a credere di credere, e che cosa sono gli atei, altri derelitti che credono di non credere, mentre da qui li ben vedo come passeggeri della stessa “barca”... e che cosa sono gli impegnati e dis-impegnati in politica, un’altra barca dello stesso tipo, piena di gente che crede nell’uno o nell’altro “partito”, cioè il partito dell’impegno contro quello del disimpegno... in tutta questa scena assurda c’è anche da dire che è... cicciato anche chi dice che l’universo è un imbroglio, una truffa, un giochetto, un labirinto, etc etc... in effetti non si capisce mai bene se questo universo sia di destra o di sinistra, o di sopra o di sotto, o se insomma ci sia un qualche intrico di vie, sentieri, viali, passaggi segreti, tutti intrecciati tra loro in modo che poi vai a capirci qualcosa, tuttavia... c’è anche cho dice che l’universo forse fu iniziato da qualcuno a qualche scopo e che prima non c’era... e chissà quale sarà mai questo scopo, aggiungerei... nel mentre di tutto questo il “pessimista cosmico” finisce a essere tormentato dagli... “altri”, cioè quelli che si piccano di non farsi mai coinvolgere in niente, tranne che nel dare addosso al loro “target” preferito... ma curiosamente essi stessi sono poi co-involti nelle loro stesse macchinazioni, e in finale l’universo, o il cosmo, prima ancora di essere denominato universo, è proprio tutto un giramento di... palle, palle celesti che girovagano qua e là, forse anche piene zeppe di gente arrogante come quella di questo pianeta, me compreso ovviamente... e la madre di tutte le utopie la conosciamo, non voglio annoiare nessuno con questo, ciascuno sarà già edotto in una qualsiasi delle tante “utopie” planetarie che circolano, ossia vedi religione o politica... no, no, no, questo ormai (quasi) non mi interessa più... mi interessa quasi soltanto la “nonna” di tutte le utopie, cioè quel non-luogo nel quale sarebbe possibile essere lasciati in pace, ma capiamoci, per pace non intendo il pacifismo, una roba patetica di noi terricoli che è solo mettere il tasto pausa alle guerre, ma intendo proprio un non-luogo nel quale i tanti, molti, troppi, disturbatori della... quiete cosmica non possano proprio arrivare, accedere, rovinare... arriba arriba, gli arrivatori insomma... e questo non-luogo non esiste, d’altronde come potrebbe... sì forse una parte del cosmo non ancora raggiunta da sistemi stellari, planetari, lunari... una regione sperduta nella quale ancora non sia stata costruita l’autostrada del Sole, e nemmeno... la Salerno-Reggio Calabria, per carità... insomma questa sarebbe non la madre, ma la madre della madre di tutte le utopie, quindi andando per parentela di utopie, questa sarebbe la nonna di esse... e per assurdo essa somiglia pure ai tanti che per paura, per fastidio, o per terrore (che è poi anche paura della paura) si tengono ben lontani da tutto ciò, la differenza è sottile sottile, quasi una sottiletta, loro vogliono stare sicuri e al riparo, da cosa poi, siccome non esiste nemmeno questo “luogo sicuro” nel quale costoro credono (anzi pardon, dicono di credere), insomma qui forse è che... sono i “Fantozzi cosmici” che creano gli universi, lavorando per tutti, poi si dimenticano di averli creati, e poi ne subiscono pure le conseguenze...     http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it

lunedì 5 dicembre 2016

L'economia pollitica vince la poltica, la cattiveria interna lorda oltre a pil e fil...

La vera religione di questo pianeta è il denaro, scoperta più che ovvia, e gli esperti dei movimenti del denaro di regola si fanno chiamare economisti, il che già da nome farebbe pensare a gente che si impegna nel risparmio, e invece diventano giocoforza degli esperti dello spreco, siccome la battaglia, anzi il “cuore” dell’economia intesa in senso tradizionale batte tutta sullo spreco, ossia non si lotta per contendersi il necessario, si lotta per la spartizione dello spreco... l’indicatore tradizionale di questo “spreco”, altrimenti chiamato “crescita”, sarebbe il cosiddetto pil, cioè prodotto interno lordo, il che a sua volta già dal nome, “lordo”, e “interno”, mi fa pensare a quando (ahimé) mi capita di troneggiare nel bagno, e può darsi che in quei frangenti io sia particolarmente impegnato ad accrescere il... prodotto interno lordo... a questa concezione, non la mia intendo, ma quella classica, del prodotto interno lordo, altri hanno già da un po’ tentato di contrapporre il concetto opposto di “fil”, cioè felicità interna lorda, ma l’occhio critico non può fare a meno di notare che l’aggettivo “lordo” ricorre anche in questo caso, e se gli economisti classici talvolta li senti parlare di “utile netto” (contrapposto al lordo, lordo inteso nel senso di totale, complessivo), a me non è mai capitato di sentir parlare gli economisti “alternativi”, cioè quelli del “fil” e quelli della cosiddetta “decrescita felice” di... felicità interna netta, o di felicità totale, o insomma di un’altra felicità che non sia la felicità quella che intendono loro, insomma... sarà che forse a me, come talvolta mi sento dire, non mi sta bene mai nessuno, e che trovo sempre da ridire su tutti, ma vi assicuro che invece io tengo ben fisso l’occhio sui dati reali per esempio proprio della mia iniziativa per prima cosa, e che li conosco... e in questo caso vedo ogni giorno nei fatti il collegamento tra i vari “mondi”, tra l’economia politica intesa in senso classico, e tra questa e la seguente “economia politica” della felicità o felicità possibile, e tra queste prime due e il terzo ordine di “mondo”, cioè l’economia della... gioia o di come la vogliamo chiamare, ma sì, chiamiamola pure economia della gioia, magari arriverà un giorno qualche altro “fulminato” a dirci che oltre a pil e fil c’è anche il... gil, cioè il misuratore della gioia interna lorda di un popolo... ma nel frattempo a me è toccato il compito, talvolta anche un po’ amaro, di diventare un po’ il misuratore umano della cattiveria interna lorda, e devo dire che il bilancio provvisorio di questo indicatore è piuttosto preoccupante, tanto che mi sento di poter dire che questo “cil” ha travolto per adesso di brutto i tre precedenti indicatori, anche se in qualcuno di loro c’è stata una qualche crescita... ma a me non interessava una crescita “apparente”, mentre invece resto interessato a una crescita di tipo più “sostanziale”, una crescita interna che inizi come interiore, più che... “interna lorda”... e magari poi da interiore ad un certo punto si trasforma anche in esteriore... ma per adesso di questo non v’è traccia... è quantomeno strano, almeno dal mio punto di vista, come le persone si autoingannino circa i bilanci “economici” dei tre “ordini di mondo” di questo sistema, come non li vedano collegati, anzi la regola sembra essere diventata ormai quella di fare le cattiverie il più possibile con la maschera da buono, e questa tipologia rimane la più insidiosa... insidiosa anche perché ad un certo punto l’assurdo travolge tutto, e anche il campo da gioco del bene/male del secondo ordine non riesce a non essere travolto anch’esso dalla forza dirompente del “ridicolo” che erompe dal terzo ordine, quello “spirito”, quel rumore di fondo di risate che mi tocca sentire ormai da circa dieci anni, ovvero la risata tragicomica di un mondo, un pianeta, una intera civilizzazione, che, speriamo di no, si avvia ad andare a rotoli... in questo senso l’economia finisce a diventare “pollitica”, così come l’unico “partito”, che è poi un partito che non esiste nemmeno, il “partito dei polli”, finisce ad essere praticamente l’unico partito, anche se poi partito significa “parte”, e parte significa partizione, s-partire, separare, etc... la solita sofferenza... l’ideologia nasce dallo scoraggiamento, e così nascono i partiti, dalle manine divisorie dei diavoletti, e specialmente dai tanti “giocatori” che vanno appresso ai demonietti... non si riesce a capire come mai questi “giocatori” non mettano in conto le conseguenze delle loro azioni... facendo un’ipotesi... assurda... se capitasse a me tutte le mattine, non appena uscito di casa, di incontrare un tizio che si porta appresso come dei rotoli di banconote e le regala a tutti quelli che passano, inizierei a chiedermi qualcosa, a farmi delle domande... ma davvero questo tizio mi regala valore gratis, o da qualche altra parte c’è una “fregatura”, c’è una postilla, c’è insomma un... bilancio “globale” che così facendo vado ad alterare... sarò un caso strano, un caso disperato forse, ma direi che la normalità sarebbe quella di guadagnarsi il pane col “lavoro”, anche se all’inizio proprio lavoro non è, o col gioco anche perché no, tra l’altro adesso un po’ mi spiego anche perché i giocatori delle squadre di calcio sono così tanto pagati... in economia tradizionale c’è questa specie di “campionato”, la... “ricchezza” delle nazioni...   http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it

mercoledì 30 novembre 2016

I giochi di cattiveria politica, il sadismo politico, il gioco di rossi e neri...

Facilmente, parlando di politica in senso, per così dire, “universalistico”, si tende a cadere in labirinti mentali intricatissimi, o anche di più, labirinti esistenziali, con possibili e probabili svolte... uno dei problemi principali del mondo e dello “schiavismo” intrinseco ad esso è proprio la politica, intendo la politica intesa come “cosa seria” o materia “assolutamente importante”... ma l’evidenza dei fatti, specialmente nelle svolte storiche, mostra come poi in realtà le stesse masse, e le stesse élite che “credono” in questa loro serietà politica poi la smentiscono nei fatti, cioè avvengono quei fenomeni che con un certo “disprezzo” vengono bollati come “trasformismo”, “trasformismo di massa”, etc... l’evidenza è dei fatti, nemmeno quelli attuali, basti pensare alla svolta fascista in Europa dell’inizio del ‘900, in Italia e Germania soprattutto, e poi alla seguente svolta democratica a metà del secolo, sempre in questi due paesi, mostra, salvo eccezioni, il ripetersi di questi fenomeni di trasformazione politica, anche se di essi abbiamo comunque giocoforza un’esperienza limitata... si dice che fascismo e democrazia siano entrambi vestiti diversi dello stesso corpo sociale capitalistico, e in effetti fascismo e democrazia non erano presenti nel precedente ordinamento economico-sociale, cioè nel sistema feudale... sono fenomeni nuovi, e il fascismo o una fase comunque dittatoriale di un qualche tipo sembra ripetersi in ognuna delle nazioni moderne... i paesi anglosassoni sembrano fare eccezione, ma a ben guardare anche l’Inghilterra ha avuto questa fase dopo la gloriosa rivoluzione a fine ‘600, con il periodo di Cromwell, che sarebbe quindi il primo dittatore moderno... e anche negli USA, se proprio un dittatore non c’è stato, c’è però stata la guerra civile tra nord e sud, poiché nel sud in effetti perdurava uno schiavismo da intendere forse come forma economico-politica in reale o apparente contrasto con le necessità dello sviluppo storico-sociale... insomma quello che sto cercando di dire è forse che molto di rado appare, nelle svariate concezioni politiche mondane, l’idea che la politica sia un gioco, o che sia anche un gioco... di norma, la politica viene affrontata con atteggiamenti di “rispetto” che il più delle volte sono anche il mascheramento della paura, e allo stesso tempo un tentativo di difendersi da essa... la fase dittatoriale sembra quindi essere collegata alle “nazioni nuove” che emergono dal sistema feudale, anzi che sono già emerse, ma nelle quali per qualche motivo, motivi che non sempre sono tanto chiari, perdurano dei cosiddetti “residui”... ma sappiamo anche quanto sono forti i condizionamenti, e quelli economico-politici sono forse quelli più forti di tutti, e quindi può anche venire il dubbio che questi “residui” proprio residui reali non siano, forse saranno residui “mentali”, ma poi il materialismo ci dice che i residui mentali non sopravvivono senza una base materiale, e quindi...? Eccoci già inoltrati in un discreto labirinto mentale... ma la realtà intesa come labirintica non significa che essa è fatta (solo) di labirinti di tipo mentale, anzi qui sorge un problema che potremmo chiamare il problema della boria, ossia quell’atteggiamento tipico degli intellettuali che sistematicamente sopravvalutano l’importanza del mentale estendendolo a tutto il reale, e di questo fa parte anche il tipico cortocircuitismo mentale che elabora percorsi esclusivamente di tipo mentale, senza verifica dei fatti... e non solo, la boria mi sembra di poter dire che è anche sopravvalutazione dell’importanza della cultura, nel senso che si tende ad estendere la dottrina, qualunque essa sia, all’intera realtà... per esempio “credere” davvero a parole come “rivoluzionario” o “reazionario”, finisce a diventare un auto-inganno perpetrato tramite le parole, anche abitudine mondana a dare delle “valenze” alle parole, valenze che si potrebbero benissimo invertire... basti dire che se per rivoluzione intendiamo cicli, allora il “meaning” della parola rivoluzione si inverte, non è più il progresso sociale lo scopo del ciclo, è il ciclo che si riduce a fine dell’idea (mentale) del progresso sociale... diventa più importante girare la cosiddetta “ruota del criceto” insomma... e questo può apparire in qualsiasi delle tre principali forme politiche, dietro una camicia nera come una bianca, e come anche una rossa... la boria appare nella sua forma più pura come colorata di rosso, ma ciò non significa che anche bianchi e neri non ce la possano avere anche loro... la politica diventa insomma inevitabilmente ridicola quando si tenta di applicare l’hegelismo a tutto, per esempio mi potreste dire quale sarebbe la sintesi dialettica di luce e buio...? Esiste una “giusta via di mezzo”...? Oppure, una domanda che si potrebbe fare a chi dice di credere nel fascismo, cioè a che serve il fascismo, domanda forse difficile, nel senso in cui dicevamo sopra... la risposta potrebbe essere paradossale, cioè serve anche... a fare la democrazia, (che non è uguale a dire che il fascismo è la vera democrazia) e la democrazia serve a fare il socialismo, e il socialismo poi...? Quanta “luce” è rimasta intanto nella democrazia occidentale, siamo capaci di vederla...? E quanta ne rimane nel “socialismo”...? E in me...? Perché, alla fine, siamo tutti collegati... http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/

giovedì 17 novembre 2016

Un po' di gnosi dell'elettronica, con alcuni curiosi paragoni interdisciplinari...

Da qualche tempo seguo un videocorso universitario di elettronica mentre lavoro al computer... e come al solito i corsi universitari hanno la loro classica impostazione, impostazione comune a un po’ tutto il sistema scolastico attualmente in essere, cioè di essere piuttosto noiosi e frettolosi allo stesso tempo... questo per dire anche che ci sono persone che per capire bene una materia hanno bisogno che venga spiegata loro in un certo modo, magari anche più discorsivo del solito, e magari hanno anche bisogno di avere una visione un po’ più allargata, il che è come dire che ogni materia e ogni facoltà universitaria, insieme ad essere occasioni di apprendimento, costituiscono anche inevitabilmente dei recinti all’interno dei quali ci si tende a rinchiudere... è curioso osservare come per esempio l’elettronica abbia in comune con la politica alcuni termini, come “tensione”, “corrente”, “resistenza”... e non solo con la politica... il bipolo resistore, quello che comunemente chiamiamo “resistenza” è un po’ come il bit in informatica, e ad un certo livello la teoria dei circuiti la si può paragonare anche a un programma software... infatti uno dei vantaggi per chi voglia cimentarsi in esperimenti di elettronica consiste ormai nel fatto che non c’è più nemmeno bisogno di acquistare i componenti, i pezzi, e gli strumenti, il tester, o multimetro, siccome tutto questo ormai già da anni esiste a livello software e funziona esattamente come nella realtà fisica, o almeno dovrebbe... dico questo ancora prima di aver dato il via agli esperimenti pratici, siccome sto ancora all’inizio di questi studi, perché l’ho già potuto constatare anche in altre discipline... cioè ciò che viene chiamato lo spirito, diciamo così, una “cosa” esiste prima come concetto, come “idea platonica” ancora prima di realizzarsi nella realtà materiale, quindi non mi stupirei affatto di veder funzionare in modo “anomalo” esperimenti pratici fatti da me, anche se questi esperimenti per il momento saranno soltanto simulati al computer... però questo non esclude affatto futuri sviluppi anche più concreti, solo che per me allestire un laboratorio classico vero e proprio al momento sarebbe un problema, per poi magari scoprire che sarebbe anche poco utile... insomma anche in questo caso il “sistema” ha praticamente già predisposto tutto, nel corso che sto seguendo il professore ha uno strumento virtuale che misura le correnti, le tensioni, e le resistenze, e che può allo stesso tempo, nella versione per Mac, anche costruire circuiti virtuali... e ci sono già pronti sei nodi del circuito, anche se di solito il professore ne usa quattro, e anche in un certo modo suppongo... all’inizio ho faticato un po’, data la solita impostazione scolastica, a entrare nei concetti base, ma adesso sto iniziando a entrarci, anche per vie traverse che mi sono affini come per esempio i paragoni interdisciplinari... in un fumetto di Dylan Dog un tizio aveva inventato una macchina che attirava le ragazze dai quattro punti cardinali, ma non penso che mi dedicherò a questo tipo di esperimenti... per quello prefrisco l’approccio classico anche a costo di fare scorte di due di picche... quello che mi interessa è il solito discorso delle produzioni e dell’energia... per esempio la resistenza per me significa anche la constatazione quotidiana di quanta resistenza incontro io nella gente nel proporre questi volantini e questa attività dei cinque puntini... ricordo che i volantini si limitano a tre puntini però, con leggera facoltà di alludere, ma che la punteggiatura completa arriva via voce quando c’è almeno l’offertina minima di cinquanta cents... insomma si cerca di “elettrizzare” un po’ la situazione, non pretendendo di riuscire a fare alcunché, però almeno ci si prova... per esempio non mi riusciva di capire la differenza tra tensione e corrente finché non ho pensato a un banale paragone con la meccanica... se trascini un sasso in cima a una collinetta quel sasso avrà energia potenziale, anche se poi per “pigrizia” rimarrà in cima alla collinetta, e lo stesso discorso vale per le tensioni elettriche, in certi punti dei percorsi c’è una data tensione già solo per il fatto che il percorso è fatto in un certo modo, con “salite” e “discese”... interessante anche il discorso sulla convenzione dei bipoli... convenzione dell’utilizzatore e del generatore... al punto in cui sono arrivato il professore m’ha spiegato il bipolo resistore, che sembra essere la base di tutto il discorso, un po’ come il bit in informatica, poi questo bipolo produce altre due varianti, che si chiamano bipolo corto circuito e bipolo circuito aperto, e con questi siamo a tre componenti base del circuito (cavi a parte)... poi da tre si passa a cinque con ulteriori bipoli specializzati che si chiamano generatori di tensione e generatori di corrente, e poi ancora si passa da cinque a sette componenti con i bipoli diodi, il diodo tunnel e il diodo a gas... chissà se questo rispecchia la solita “legge del tre” e “legge del sette”, oppure se dopo arriveranno altri tipi di bipoli, per adesso sono arrivato fino a qui... ovviamente quello che poi realmente conta è come si assemblano questi componenti, con quali percorsi, e a quale fine o scopo... perché vi chiederete che senso ha fare esperimenti elettronici oggi quando l’elettronica è ormai sviluppata da più di cento anni...   http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/ 

lunedì 14 novembre 2016

L'abisso della cattiveria, ancora sulla demonprop, l'inganno dei movimenti...

Si dice che talvolta la realtà superi l’immaginazione, ma ormai siamo ben oltre questo... anzi questo ormai sembra quasi scontato... il rifiuto per la vita è quasi totale, sembra assoluto, e il negativo avanza su ogni fronte... o almeno così appare... ma se andiamo indietro negli anni e tentiamo di “analizzare” il secolo trascorso, se cerchiamo di guardare con occhi disillusi e magari anche un po’ “puliti” quello che è stato il questo secolo, riuscendo a intuire, se non proprio a comprendere, le tante, moltissime, innumerevoli occasioni perse, allora forse... ma cosa sarebbero queste occasioni perse...? Più o meno sono tutte le occasioni che invece sono state celebrate come “vittorie”, vittorie della democrazia, per la precisione vittorie della democrazia all’interno della democrazia, e qui già il discorso si fa più netto... il popolo ha un bassissimo grado di discernimento, e anche il popolo si lascia corrompere, e soprattutto illudere, dai politici, nel modo più ovvio e banale, ma anche dai proiezionisti, dai media, dai professori, dai cosiddetti uomini di cultura, da quelli che vengono considerati come gli “intellettuali”, ruolo che già è un implicito dire che il popolo deve delegare a questi già la poca intelligenza che ha... ma il rincoglionimento del popolo raggiunge il suo massimo quando accoglie le arti del perculismo più raffinato, quello somministrato dagli intellettuali di professione, dai professori, maestri, e ancora di più con la demonprop e il condizionamento spirituale... i movimenti politici della “democrazia più” per esempio, che hanno funestato gli anni ’50, ’60, ’70, ’80, ’90, etc, ogni decennio sembra avere le sue tragicomiche illusioni, le sue calate in piazza, i suoi slogan... e non si capisce spesso come tutto questo contribuisca soltanto a far sì che nulla cambi... il popolo scende in piazza sistematicamente contro se stesso, tranne rarissime occasioni, e contribuisce in massimo grado a dare alimento a quella cultura della morte che a cui viene dato il nome di cultura della vita, e a quella cultura dell’odio e del risentimento che vengono spacciate per amore, dignità, giustizia, pace, etc... il giochino del “Marchese del Grillo” il cui motto era “sarta chi zompa”, ha dilagato in lungo e in largo in tutto il secolo, e probabilmente di questo il popolo sarà in parte consapevole e in parte no, comunque il risultato finale è lo stesso... si dice che la democrazia è partecipazione, ok, ma il più delle volte lo è stata a questo tipo di “giochi”... e non mi dilungo in descrizioni, oltretutto anche inutili, dato che come diceva un certo “tizio”, chi vuole intendere intenda, e gli altri... insomma il teatrino del ’68, e l’altro teatrino del ’77, e gli innuerevoli altri teatrini, che hanno convinto popoli interi di “aver fatto qualcosa”, o di “aver vinto qualcosa”, hanno invece affossato loro stessi... insomma i movimenti non possono che essere sempre degli inganni, almeno quando sono celebrati come tali, il che nella propaganda avviene quasi sempre... ma qual era lo scopo, anzi il fine, di quei movimenti, ormai penso che questo sia acquisito, cioè quello di frapporre ostacoli a chi magari tentava di sviluppare una politica extraparlamentare... e invece masse intere si sono accontentate della “droga” che è stata loro somministrata (e che si sono auto-somministrati) e sono andati avanti così, come se nulla fosse, come se la cosa non portasse poi a delle conseguenze... e poi se ben guardiamo i movimenti ci sono anche adesso, solo che per lo più sono movimenti il cui “vento” spira in senso opposto, che strano eh...? E anche quelli che non spirano in senso opposto, attenzione, che scopo avranno mai...? Se l’obiettivo degli anni ’60, ’70, etc era quello di perculare il popolo votante, affinché continuasse a votare, oggi direi che l’obiettivo nel mirino è più il popolo non votante, cioè quello che “rischia” di cercarsi delle vere alternative... e non solo... direi anche che l’obiettivo può anche essere di sedurre quelli che l’alternativa invece l’hanno trovata... oggi direi che l’abisso della stupidità soprattutto occidentale è del tutto scoperto, con opposte situazioni in Usa e in Europa... si dice che negli Usa un terzo partito parlamentare non si possa fare, e invece poi qualche volta ci hanno pure provato, ma di fatto i partiti restano sostanziamente due... vi siete mai chiesti il perché di questo...? Non il perché si possa o non si possa fare, tanto poi non è vero che non si può fare, siccome in teoria tutto si può fare, ma... ma il perché ci sia questa “mentalità” che un terzo partito lì non si può fare... mi sembra ovvio... il retropensiero “negativo” sarà probabilmente che se si fa un terzo partito poi da quel partito possono venire fuori socialismo e comunismo... il che è ovviamente una gran cazzata... ma la stessa cazzata è stata in “vigore” anche qui in Europa, coi movimenti etc, che molto spesso mettevano in scena proprio l’illusione opposta... cioè facciamo un altro partito e ficchiamolo in parlamento così poi lo “useremo” per fare socialismo e comunismo... e ovviamente la catena di inganni è parecchio lunga, e al popolo nemmeno si richiede che capisca tutte queste faccende complicate coi puntini aggiuntivi, anzi... però poi alla fine anche queste cose inevitabilmente, come si dice, “cicciano”... e chiediamoci ancora una volta perché...  http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/

mercoledì 19 ottobre 2016

La via del guerriero, dalla gnosi della musica alla gnosi delle arti marziali...

Che relazione ci può essere tra... Ken Shiro, Bruce Lee, e l’arte della musica...? A prima vista, direi poca... Poca relazione in un “oceano” culturale popolato per lo più di isole scollegate tra di loro... ma via via i collegamenti si iniziano a trovare... intanto direi che il cartone animato “Ken Shiro”, che ha popolato la mia adolescenza, ha qualcosa di “numerologico” in comune con i film di Bruce Lee, forse una sorta di codice tre/cinque, o cinque/tre, rispettivamente per Ken e Bruce... che faceva poi questo Ken, oltre ad aggirarsi nei deserti postatomici giapponesi... emanava una sorta di aura blu, ed era contrapposto al guerriero cattivo Raoul, o forse Raul (probabile che il codice sia a quattro lettere, come al solito)... il quale Raul invece, cicondato da una “minacciosa” aura rossa, e in sella ad un ancora più minaccioso cavallone nero, dichiarava di voler dominare il mondo... poi c’era una bambina Lyn, a sua volta circondata da una tenue aura giallina, che ogni tanto diceva a quei due basta con le violenze... e inoltre sia Ken che Raul stavano costantemente alla ricerca di una certa Giulia, che oltre a scappare da Raul doveva guardarsi anche da tutta una serie infinita di altri guerrieri cattivi... che può significare tutto questo...? Mah, tanto per cominciare direi che ci sono in ballo le “solite” parti interne, i personaggi, insomma è già un buon punto di partenza ipotizzare che Ken, Raul, Lyn e Giulia sono tutti un po’ la stessa persona, o come si dice sono archetipi... il guerriero stesso sarebbe secondo alcune scuole esoteriche un archetipo, uno dei dodici archetipi che “popolano” ognuno di noi... tuttavia esiste anche una gnosi specifica, nel senso che anche in questo il nostro corpo è sempre la “tecnologia” più potente, e dopo anni di “esaltazione televisiva” per il guerriero che fa fuori tutti i cattivoni con i suoi “uatatatata”, mi sembra che sto iniziando a vedere questa gnosi... e questo a partire dalla gnosi della musica nel mio caso... il detto comune, in nautica o anche aeronautica, attenzione a ore sei, occhio a ore dodici, etc, può dare qualche suggerimento iniziale in proposito... e anche la classica immagine di Leonardo da Vinci dell’Uomo Vitruviano... insomma anche l’arte marziale può essere concepita come una musica, una serie di note e/o di accordi... per esempio non mi spiegavo l’origine dell’eleganza dei movimenti del guerriro Neo nella trilogia Matrix, mentre adesso comincio a vederne l’origine... il discorso è più che ovvio, non è importante, soprattutto in questo caso, imparare per applicare, ma più che altro il contrario, cioè applicare per imparare... il mondo già trabocca di violenza, di stupidi guerrieri e di stupidissime guerre... e ovviamente qui non siamo nemmeno pronti, e nemmeno intendiamo, per adesso, cominciare una scuola tipo quella delle “sette stelle di Hokuto”, dato che al momento siamo ancora a cinque puntini e non a sette, e non solo per questo... anche i cinque hanno, e probabilmente avranno ancora per lungo tempo, quella loro “provvisorietà”, anzi quel loro carattere di “work in progress”, incompletezza, etc... inoltre mi sa che una via del guerriero avanzata richieda un bel po’ di puntini, anche più di sette... ma versioni ridotte della gnosi si possono avere anche a tre, quattro e cinque puntini... il guerriero spirituale con le sette stelle per adesso non credo che serva granché, qui serve di riuscire a dare questi volantini e servirebbe di trovare un po’ di partecipanti intanto ai lavori “santi-santissimi” generati da questo “scemo” qui, in versione italiana... comunque queste versioni ridotte di auto-addestramento che ogni tanto sto provando da solo sono anche esercizi carini... così come con gli esercizi musicali quello che queste pratiche possono dare è una certa “centratura”, cioè all’inizio si cerca di ottenere come minimo un certo “riequilibrio” di quei tre/sette/dodici elementi che caratterizzano per esempio anche la musica... nella musica gli accordi sono inizialmente fatti di tre note, la scala di sette, e la scala cromatica di dodici... genericamente accade, che più una musica è ricca di note, di accordi, e di varianti, e più si ottiene questa riequilibratura... per esempio il jazz, coi suoi giri armonici così carichi di accordi secondari, ti costringe a provare, nell’ambito di una canzone un po’ tutte e dodici le note però tenendo le sette della scala principale come base di partenza... il rock talvolta in questo riesce meno, però  col sistema del rock diventa più facile... “alimentare anima”, cioè usando giri armonici più strettamente tonali si riesce più facilmente a inserire alcune variazioni di quel tipo o “colore” lì... ma  questo all’inizio accade, anzi è inevitabile, per via del fatto che è difficile, ai limiti dell’impossibile, di sommare più di due ragionamenti, e quindi il “lavoro” si costruisce solo sulla base di precedente altro “lavoro”, finché poi le virgolette iniziano anche a cadere... ma hai detto niente in un mondo, soprattutto quello occidentale quale io mi vedo intorno, che ostinatamente si sforza di... evitare qualsiasi sforzo e/o coinvolgimento, proprio nel momento in cui è ormai evidente che non si può andare avanti così come si è fatto per secoli, per millenni, con le solite “certezze”, la solita “prosopopea”, e le... solite cose insomma...    http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it

giovedì 13 ottobre 2016

Ancora sui giochi cattivi, i rovinatori, gli arrivatori, il condizionamento...

Mi sembra ormai evidente che il bullismo sia l’aspetto fondamentale, anzi il rumore di fondo, che “governa” questo pianeta... ormai siamo in una frenesia, in un parossismo di bullismo demoniaco davvero mai visto prima, senza precedenti... precedenti dei quali io abbia esperienza, ovviamente... Si dice che non sia consentito né opportuno avere opinioni sull’universo, e che quindi bisogna “solo” (il solito avverbio “solitario” che impesta ogni pseudo-ragionamento pseudo-umano...) conformarsi a ciò, a “questo”, a questo dato di fatto, qualunque esso sia, senza nemmeno conoscerne la ragione o le ragioni... e non c’è mai tempo per fare niente, perché il grande bullo cosmico incalza sempre, e dietro ogni inganno ce ne sono subito pronti degli altri... prima ti fanno credere una cosa, e due secondi dopo sono già pronti a smentirla, e non gli basta mai... non gli basta più nemmeno il pollo comsico, dopo già iniziano a pretendere la catena di pollerie, poi anche universi interi di polli cosmici allo spiedo che devono “solo” dare a loro tutto quello che pretendono, così, senza alcun contraccambio... e intanto il Perepè suona ai passanti, e ormai è quasi l’unica cosa che si riesce a fare, siccome questi passanti che passano ma che non passano, alla fine non sono altro che questo, spremitori di perepè... tanto se poi da qualche parte esiste, cheneso, un sistema di equazioni, un calcolo del dare-avere, così poi come è anche ovvio aspettarsi che sia, a loro che gli frega, basta giocare a... “bingo” e non porsi problemi, domande (naaaaah!), tanto quello lì “è nu ‘sciem”, e tanto i terricoli vivacchiano in base alla regola del “più furbo”, ovvero sii furbo, e se incontri un altro furbo, fatti più furbo di lui... come funziona il giochetto...? “Bisogna essere insignificanti” dice il coprotagonista nel film l’Avvocato del Diavolo, così “loro” si accorgeranno di te solo quando sarà troppo tardi... e questo è un aspetto del gioco, anzi del “gioco”... perché pare che lorsignori/e sappiano fare il “gioco” soltanto quando è ben circondato da virgolette... e così poi te li vedi arrivare, al momento giusto, quando ormai è troppo tardi per scansare i loro agguati, col sorriso in bella mostra sulle loro facce (grasse), della serie t’ho ingannato, t’ho fregato, t’ho rifregato, ci sei cascato un’altra volta... ma davvero credevi che ti avremmo lasciato fare quello che vuoi, che vuoi fare tu, lavorare...? Vuoi applicare cosa, la tua fantasia-creatività, al tuo lavoro...? Vuoi essere alternativo e vuoi che questo tuo “altro mondo possibile” contagi o inquini il nostro...? Nossignore, noi ci difendiamo da te, e ci difendiamo “preventivamente”... per questo, se necessario, approntiamo degli inganni bell’è pronti magari anche prima che tu nasca, se ci riesce... se questo è troppo e se non ci riesce, ci “industrieremo” dopo, siccome la nostra vera e più fiorente industria è quella dell’inganno... e poi noi siamo come te, a noi non ce ne frega nulla di pianeti, stelle, lune, universi... a noi importa “solo” di fregarti, di evitare te e di evitare qualsiasi cosa, financo l’inevitabile... per questo “noi” arriviamo, arriba arriba, e roviniamo tutti i tuoi tentativi... noi ti roviniamo e poi accusiamo te di aver rovinato noi e anche te stesso... riscrivere la storia...? Ma quale storia, non esiste la storia, e qualora esistesse non va raccontata, non c’è nessuna storia da raccontare... si dice che un tempo esistessero popoli pacifici, i gilanici, i giganti, e chissà cos’altro... ma poi siamo arrivati noi, gli arrivatori, i rovinatori... ma anche questa è un’altra storia, una storiella così, e scemo chi ci crede... nella seconda serie del “Dr. Who”, il dottore insomma, il dottore incontra Satana nell’episodio “l’Abisso di Satana”, e Satana gli dice che lui sta lì “da prima che fu stabilito l’universo”... ma che significa “da prima che fu stabilito l’universo”...? Gli risponde (giustamente) il dottore... che è, un’altra dittatura o poco ci manca questo vostro “universo”... della serie qui c’è un solo verso, ok... non si accettano di-versi, e qui già siamo meno d’accordo... come dire non si gioca, non ci si diverte qui... e poi si finisce a dire che il “verso” sarebbero “loro”, quei “noi” che si op-pongono al me, noi, loro, tutti, e tutte... e poi ovviamente il dottore davanti a Satana che gli propone due vasi uguali, glieli rompe entrambi... scegli a o scegli b, tanto sono entrambi sbagliati... e come potremmo parlare del gioco più demoniaco di tutti, il gioco dello “zumpa”... e per la propaganda lo “zumpatore” sarei io, che finisco a fare i cinque puntini (il già quinto...) per tentare (anche) di recuperare i quattro in un qualche modo... mentre loro non appena il “target” supera in un modo qualunque i tre puntini, scatenano le loro orde dappertutto... e la morale è sempre quella... fai merenda con... (no)... la morale dell’inganno è sempre la stessa... se (quello lì) cade nei nostri inganni significa che è lecito ingannarlo... e come si combina questo col gioco dello zumpa...? Approntano i loro inganni in modo tale che poi ci devi cadere per forza... e così i loro inganni diventano anche “leciti”... e così ti condizionano... giorno dopo giorno alzano le loro pressioni, col gioco della rana bollita, e da te pretendono sempre di più, sempre di più, tu devi “fare”, mentre loro sono giustificati, hanno “già dato”, e questo è il loro “dare”, solo inganni...   http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it

lunedì 3 ottobre 2016

I giochi di cattiveria, la fuga nella "bellezza", e il grande atteggiamento...

Roma città eterna, Roma città dell’amore, Roma città della cosiddetta “grande bellezza”, etc etc... ma è proprio così che funziona...? Questo, ovviamente, potrebbe suonare anche come una critica a me stesso, in tal caso, no problem... in ogni caso la questione è cercare di essere il più possibile adeguati ai tempi che stiamo vivendo, e questo ovviamente vale da entrambe le parti... se io, da una parte, sono stato un po’ “indotto” a provare in anticipo alcune cose che per l’epoca attuale potrebbero anche essere un po’ troppo avanzate o un po’ premature, quale delle due, fa lo stesso, scegliete voi... dall’altra però Roma sta diventando un po’ l’emblema del grande ritardo che l’occidente nel suo complesso ha accumulato e sta continuando ad accumulare, non tanto nei confronti dell’oriente, anzi un po’ anche questo, ma non solo... il ritardo è ritardo complessivo di una civilizzazione nella quale però, va detto, i cosiddetti “esseri umani” hanno appena imparato a camminare, e il cammino è lungo... e insomma quindi per adesso vanno “alla grande” tutta una serie di comportamenti, “pensieri”, e atteggiamenti, che mettono proprio Roma al centro di questa “crisi” dell’occidente, e dell’umanità nel suo complesso... crisi che però può anche essere una crisi di crescita... va da sé che l’occidente pretende di continuare a “fare” come ha sempre fatto, quando ormai ciò è evidentemente non più possibile... è anche comprensibile che da parte mia, dopo un iniziale periodo di “gioco” piuttosto impostato sulla “grande bellezza”, o su quella che in codice viene chiamata “la spiaggia”, stia passando a un’impostazione più orientata al lavoro, così come mi è anche più congeniale, e lo era anche prima nel periodo della mia precedente propaganda... il punto è anche che “gli altri”, cioè la città, cioè insomma tutti coloro che sarebbero il “pubblico” di questi volantini e di questa iniziativa, passato il periodo del giocare alla “grande bellezza”, e trovandosi di fronte a qualcosa che è più adatto a risolvere i loro problemi della situazione attuale, però invece se ne discostano con un fastidio e una irritazione aumentati... insomma la maschera del diamoci le arie dell’essere nella città eterna, la città prescelta, la grande bellezza impostata più che altro su una sorta di nostalgia del passato imperiale romano o qualcosa del genere, insomma nostalgia di che, degli schiavi, e io che sarei poi in questa “vostra” considerazione, e voi che sareste nella mia... specchi che si rimandano le stesse immagini... ma Roma è ormai impestata da tutta una smania di “giocare”, tanto che potremmo inventarci dei (finti) giochi di società per tentare di descrivere l’indescrivibile... ci provo quindi... proviamo a immaginare il “gioco del telefono”... cioè una catena di persone che si passano informazioni su altre persone, le quali però non saranno mai comprese in questa catena di trasmissione... che valore o che veridicità avranno mai queste informazioni...? Oppure il “gioco della colpa”, o gioco “è colpa tua”... alcune persone importanti si divertono ad autoaccusarsi di qualcosa, o a mettersi in situazioni di difficoltà, dando a intendere vagamente che sono costrette a fare ciò per “colpa” di qualcun altro, qualcuno che però non nominano... e che valore può avere questo tipo di “accusa”, e che valore può avere questa “colpa”...? E questi sono solo alcuni degli innumerevoli “giochi” ai quali tocca assistere... poi vorrei tentare di descrivere questa “grande bellezza” o casomai fuga nella bellezza, questa smania di essere giovani a tutti i costi, quando poi nella situazione attuale non si capisce a cosa dovrebbe servire... la vita delle cosiddette gang, oppure passare le giornate a penzolare dentro e fuori un fast food, oppure cosa, ditemelo voi, a parte rare eccezioni di un certo interesse persino gli “artisti di strada” sono in stragrande maggioranza solo un altro tipo di schiavi che perlopiù con la loro “arte” non fanno altro che ribadire che questa è la società migliore possibile, e che questa è una società, tra l’altro... insomma l’inutilità di questa vita, anzi di questi “stili di vita”, che sono poi solo dei piccoli esempi dell’inutilità del mondo e delle sue lusinghe... ma nell’epoca attuale nemmeno credo che valga la pena di allontanarsi troppo da questa “società” ed andarsene su qualche isola deserta e troppo selvaggia, serve per adesso “solo” di lavorare un po’, hai detto niente, insomma di fare un po’ di isola di lavoratori, o anche lavoratori-amici, il che non guasta... infine l’atteggiamento... alla radice di tutti questi fenomeni che cosa c’è, se non un atteggiamento, anzi l’Atteggiamento, nella sua realtà più dura e “metafisica”... pare che l’atteggiamento nelle scienze psicologiche-sociali sia definito come “prodotto dei giudizi di valore per le aspettative”, cioè una moltiplicazione dei due aspetti (peggiori) della cosiddetta “mente umana”, ovvero da una parte quanto si crede che una tal cosa valga, e dall’altro, quanto si crede che una talatra cosa sia possibile che accada... cristalli mentali difficili da sciogliere... e in più ricordiamoci un po’ di cosa diceva Mazzini, per esempio, circa la “teoria e la prassi”, senza l’una non c’è l’altra... non è la stesso, ma ci somiglia, se non fai non capisci, resti nel cristallo sbagliato, nel “grande atteggiamento”... giulioarca.blogspot.it       facebook: giulio.arca.relaxed

lunedì 19 settembre 2016

La gnosi della matematica, ovvero più o meno la "regina" delle scienze...

Si dice che la matematica sia la regina delle scienze, e in effetti pare proprio che sia così... riguardo poi le varie “materie”, per anni mi sono chiesto se per caso esistesse una “materia” superiore, o sovraordinata alle altre, il che equivale a chiedersi anche il perché esistano più “materie” scientifiche, o discipline, etc, e se magari anche questo non sia altro che apparenza, cioè campi “diversi” dello scibile che appaiono separati e/o scollegati, mentre in realtà potrebbero essere né l’uno né l’altro... e forse non sono l’unico a porsi certe domande “sceme”, mi ricordo di aver passato periodi nei quali credevo che una “materia” fosse superiore alle altre, a volte così è stato per la filosofia, come fecero gli antichi greci, altre volte per la logica, come alcuni teorici matematici che cercano con alterni successi di fondare la matematica sulla logica, altre volte ho messo la politica al primo posto, ritenendo che il tipo di società in cui viviamo sia il principale fattore condizionante, cosa peraltro che non mi sento di smentire un granché... adesso forse potrei dire che la “materia regina” potrebbe essere la matematica, oppure potrei anche ipotizzare che una vera e propria “materia regina” non c’è, oppure c’è, ma non ci riesce di individuarla, forse proprio perché siamo limitati e condizionati, limitati nelle nostre piccole mentalità ristrette, e anche condizionati dalla società, che in questa fase sembra quasi eclusivamente proiettata al conseguimento del profitto, il solito capitalismo insomma... insomma questa domanda su quale sia la “materia regina” o materia originaria resta un po’ sospesa, mentre affiora qualche idea iniziale circa la gnosi o coscienza-consapevolezza della matematica... cerco di descrivere un po’ questa gnosi matematica iniziale, anche se con la solita regola/limitazione che concerne questi volantini, cioè che sono a tre puntini, mentre il “partito/movimento” è a cinque... chi lascia almeno l’offerta minima però avrà anche a voce le risposte a cinque puntini dal “filosofo passeggiatore”... a scuola per esempio ci insegnano che le operazioni sono quattro, addizione, sottrazione, moltplicazione e divisione... ma siamo proprio certi che siano quattro, e che siano solo quattro...? Quello che intendo dire sono due cose... da una parte ritengo invece che le operazioni si possono “ridurre” a due, addizione e sottrazione, e dall’altra invece basta osservare un po’ la matematica moderna/contemporanea per accorgersi che le operazioni sono più di quattro... per quanto riguarda la moltiplicazione, essa è “semplicemente ma non solo” un algoritmo dell’addizione... e la stessa cosa si potrebbe dire per la divisione... e dopo ci sono anche l’elevamento a potenza e la radice... poi l’esponenziale e il logaritmo... poi arrivano anche integrali e derivate... curiosamente questa serie di operazioni si presenta sempre come un più e un meno, cioè una coppia di operazioni delle quali la seconda è grosso modo l’inverso della prima, e non solo... curiosamente anche, c’è sempre un problema che un’operazione non può risolvere, e che porta proprio alla genesi di una nuova coppia di operazioni... e chissà se questo non prosegue all’infinito... poi la matematica universitaria insegna che ci sono cinque “regni” di numeri, i numeri naturali, o insieme N, cioè gli interi come 1,2,3 o 0,1,2,3, etc... poi ci sono i numeri  Z, che sono come i naturali però col segno + o – davanti... poi ci sono i numeri razionali o frazioni, insieme Q... poi ci sono i numeri reali o insieme R che comprende i razionali più gli irrazionali come per esempio radice di due... poi il quinto e “ultimo” regno sarebbe quello dei numeri complessi, o insieme C, regno che inizia ad esistere quando ci si inizia a porre domande “assurde” del tipo quanto fa radice di meno uno... in tutto questo il numero “re” sembra essere il pi greco, numero irrazionale e trascendente, cioè con cifre infinite dopo la virgola e non ricavabile da alcuna formula algebrica... un problema antico, che concerne il rapporto che c’è tra cerchio e quadrato, quadrato e cerchio... insomma pare che da un lato la matematica sia la disciplina/scienza più adatta a dare delle risposte, però poi ci si accorge ben presto che anche in questo ambito abbondano le domande alle quali nessuno, ma proprio nessuno eh, riesce a dare una risposta... ci sono anche dei problemi “insolubili” sui quali intere generazioni di matematici hanno letteralmente perso la testa, per esempio c’è chi cerca una specie di “santo graal” della matematica sperando di trovare la formula che produce i numeri primi... c’è la famosa ipotesi di Riemann, fatta a fine ‘800, che individuava una qualche regolarità nella distribuzione dei numeri primi senza però arrivare a trovare una formula... che si sappia nessuno è riuscito mai a risolvere questo problema plurisecolare... e se ci si pensa è un classico problema impossibile, siccome per trovare un numero primo devo fare un’operazione o una serie di operazioni, un algoritmo insomma, e poi dovrei trovare un altro algoritmo, o una formula insomma, che a sua volta produca qualcosa che è stato già prodotto da un algoritmo... cioè come dire che dati e istruzioni si confondono, si mischiano, diventano gli uni parte degli altri, e viceversa... come un intreccio... http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it

giovedì 15 settembre 2016

La propaganda del cinema, i proiezionisti, l'importanza personale e animica...

In questa epoca lo strumento di propaganda più utilizzato a certi scopi è il cinema... non è un argomento facile facile, ma vorrei tentare lo stesso di cercare di descrivere questi scopi, anzi questi fini, e i vari modus operandi... da quando è iniziata questa attività dei cinque puntini il cinema si è rivelato, o trasformato, in un veicolo di propaganda davvero di dimensioni cospicue... il fenomeno era già presente nel periodo precedente, quello di quattro puntini, ma con l’aggiunta del puntino “ulteriore” la “macchina cinematografica” ha “aperto il fuoco” in maniera davvero massiccia... ma non sempre la propaganda è negativa, anzi, la mia passione per il cinema rimane viva nonostante tutto questo, siccome c’è sempre del positivo anche nel negativo e viceversa... o ombra e luce, yin e yang, etc... poi se vogliamo questa... “arma di intrattenimento di massa” vestita in modo moderno è però piuttosto antica, siccome già Platone col mito della caverna descriveva esattamente la situazione nella quale siamo ancora oggi... l’uomo, e la donna, insomma l’umanità nel senso più generale, è come se vivesse rinchiusa dentro una caverna, caverna che possiamo intendere in senso moderno anche come case, condomini, villette, uffici, etc... e cosa accade dentro questa caverna...? Accade che “qualcuno”, utilizzando i giochi di ombra-luce che si formano tra il focolare acceso e la parete di fondo della caverna, proietta delle ombre sul fondo della caverna... e cosa accade agli altri che stanno dentro la caverna, cioè la maggioranza (passiva)...? Accade che restano “incantati” dalla proiezione di queste “ombre animate”, proiettate dal proiezionista, e accade che la maggioranza finisce col credere a queste ombre, ombre della realtà, e anche lo stesso proiezionista finisce col crederci, anche se... anche se il proiezionista è pur sempre il proiezionista e ha una certa “posizione di vantaggio”, cioè si trova inevitabilmente vicino all’uscita della caverna, mentre tiene lontani gli altri da essa... e fuori cosa c’è...? Beh, fuori ci può essere il sole che splende, una bella giornata insomma, oppure ci può essere un fronte nuvoloso con pioggia, ma poco importa questo, il fatto determinante è questo atteggiamento, o questa “sindrome dello spettatore” che colpisce l’umanità, o anzi l’embrione di umanità presente in ciascuno di noi, e lo tiene vincolato alle “ombre”, ombre nel senso della realtà “diminuita”, o realtà “politicamente corretta”, e lo tiene dentro casa, nella paura, e alla fine ci si dimentica anche di cosa si ha paura... insomma il solito gioco... ma non c’è nulla di male anche nell’accontentatrsi di una realtà diminuita, quello che conta è l’atteggiamento... e viceversa, non c’è nulla di male nel cercare di arrivare a una realtà più completa, ma vale anche in questo caso di farlo in un certo modo, altrimenti vale la pena di restarsene a casa... cosa fa la propaganda non è difficile da immaginare, già in italiano di dice “mettere in cattiva luce”, e non solo... sono anche tentativi di condizionare la realtà, siccome poi alla fine credere a delle immagini favorisce il fatto che quelle immagini poi si realizzino... e anche forse di condizionare un po’ gli eventi, ma questo è più complicato... il gioco comunque anche in questo caso è il solito, cercare di “saltare” i puntini ulteriori, per mantenere in catene l’umanità... poi in mezzo alla propaganda ci possono essere anche degli elementi utili, delle informazioni che qualcuno può utilizzare, però alla fine il gioco dei proiezionisti ha facile vittoria, siccome la passività della maggioranza è davvero qualcosa di mostruoso, che tra l’altro sta anche peggiorando... nel periodo dei quattro puntini avevo già individuato una delle possibili “tecniche” di “psicologia cattiva” che si celava dietro a questo uso demoniaco del cinema, e lo chiamavo il pompa-eroismo... quello che fanno è che cercano sempre di “raffigurare in effigie” qualcuno, senza mai nominarlo veramente, siccome non possono farlo, e cercano di fare leva su tutta una serie di aspetti della personalità di questo “qualcuno”, e anche del pubblico... come dice anche qualche corrente di insegnamento spirituale, per esempio il transurfing, noi abbiamo due tipi di importanza, l’importanza personale o ego che è una sorta di “corazza esterna”, e poi abbiamo anche una seconda importanza che chiamano importanza interna o che potremmo chiamare anche importanza di tipo animico... insomma ci sono due tipi di “drogati”, che talvolta coincidono e talvolta no, quelli del tipo “uno” per esempio sono proprio i grandi attori di Hollywood e derivati, che si prestano a questo gioco in cambio della fama, cioè per essere visti e riconosciuti, e poi però ci sono anche dei casi più complicati, come potrei essere anche io per esempio, cioè persone alle quali non interessa essere visti, notati e riconosciuti, essere famosi insomma, però ci potrebbe essere una tendenza a dare importanza invece che al proprio ego alla propria anima... della serie io non sono importante, ma la mia anima invece sì... e questa seconda importanza è più insidiosa e più difficile da combattere, ammesso che si debba combatterla... non a caso forse, la droga pesante la chiamano eroina, cioè come a dire la droga degli “eroi”, mentre il grande attore si fa... le “canne”... http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it

domenica 28 agosto 2016

Il delirio informatico tra serendipity, transurfing, labirinti, sistemi assortiti...


Questo volantino sarebbe un tentativo di aggiornarvi circa i miei esperimenti informatici, e allo stesso tempo un tentativo di chiarirmi un poco le idee... seconda cosa non tanto facile eh, almeno in questa fase... è poco più di un anno e mezzo che gioco, o “gioco”, e da pochissimo sono in fase “cubica”, con una notevole pressione addosso anche... ma cerco di espandere i miei esperimenti informatici facendo ricorso a vari procedimenti “gnostici”, tra i quali spicca il cosiddetto “trans-surfing”, una sorta di concezione “labirintica” della vita, che devo dire mi ha influenzato non poco... per esempio un po’ applico questa “concezione” quando passeggio... nel senso che non c’è proprio un percorso deciso a priori, ci sono sì dei tempi grosso modo di partenza e di arrivo, ma lascio che il percorso si “sviluppi” da solo, mentre cammino... i “punti di svolta” in questo caso sono gli incroci delle vie... ma esistono anche punti di svolta e “incroci” di tipo lavorativo... per esempio quando sei chiuso in un ufficio non sei tanto libero di passare improvvisamente e senza una vera ragione da una cosa all’altra... i tasks lavorativi tendono ad essere svolti sequenzialmente... e l’impiegato tende sempre più alla specializzazione... così, evitando il mare magnum, anzi il mare immenso delle varianti lavorative, l’impiegato diventa in breve tempo da triste a “tristissimo”... e per non fare inutili “complimenti” anche meno che tristissimo, ci siamo capiti... qui invece, pur nella più completa, almeno per adesso “soledad” informatica, funziona tutto all’opposto... tendo, tendenza che comunque avevo già quando ero impiegato “normale” pure io, a passare da una materia all’altra, e a passare anche da un compito all’altro... e ovviamente non c’è qualcuno che mi assegna questi compiti lavorativi, me li assegno da solo... ma in realtà nemmeno me li assegno da solo, mi capitano davanti, così come mi capita di svoltare di qua e di là quando passeggio senza una ragione apparente... o a volta “scelgo” di andare a destra o a sinistra o al centro, etc, basandomi su microscopici “indizi”, cheneso, un semaforo che diventa verde, un passante più simpatico della media, un raggio di sole ben posizionato, o l’opposto, un cono d’ombra quando fa troppo caldo, o una fontanella, etc... insomma “serendipity”, cioè una sorta di leggerezza che non è superficialità, è un passare da una cosa all’altra che però ha un senso, siccome il tipo di idee e di intuizioni che io... vo cercando non stanno scritte da nessuna parte, alla fine nemmeno proprio su questi volantini, che come forse già sapete si limitano ai tre “soliti” puntini... e allora vo cercando, girando, passando da un task all’altro, da un codice all’altro, mentre anche ascolto delle videolezioni univeristarie di varie materie, soprattutto ingegneria... una mia “fissa” particolare, recentemente, è questa faccenda dei labirinti, e adesso vi racconto la storia di questa “fissa”, nel senso che dopo alcune esperienze con i classici strumenti di Office, avevo già alcuni anni fa sviluppato una sorta di... non fastidio, non è la parola giusta, diciamo una sensazione di scomodità, a vedere i dati “ingabbiati” in tabelle o “imprigionati” all’interno di complicati e assurdi database... in un certo senso l’espressione grafica dei dati mi sembrava più “umana” quando era agli albori dell’informatica, quando ancora tabelle e finestre non esistevano, quando gli smanettoni dell’informatica si dovevano costruire le loro tabelle “a mano” usando alcuni caratteri ASCII, la cosiddetta arte ASCII, insomma facevano le “cornicette” attorno ai loro dati usando dei caratteri che magari nemmeno erano stati pensati per svolgere un tale ruolo, e taluni andavano anche oltre e usavano i caratteri per “disegnare” in una sorta di “impressionismo informatico”, e questa più propriamente sarebbe quella che chiamavano l’arte ASCII, arte che comunque non è scomparsa, anzi... Ho sempre trovato vagamente interessante questa faccenda, forse ci vedevo qualcosa di vagamente “spirituale” anche quando non credevo affatto all’esistenza dello spirito... e di recente questa cosa è diventata un po’ un “delirio”, nel senso che è tornata a galla questa esigenza delle “cornicette”, ma in un altro modo e con altri scopi... scopi che ovviamente per il momento fatico anche io ad immaginare... diciamo che forse questi scopi vanno ben oltre il problema, problema comunque non affatto stupido e non affatto facile da risolvere, del racchiudere i dati dentro dei recinti, recinti però flessibili, che non finiscano per “imprigionare” i dati stessi... e questo riconduce anche un volantino precedente, nel quale accennavo a curiose (pseudo) apparizioni gesùcristiche dentro il blocco note... è un problema simile, come fa una riga a sapere quando deve terminare, se non glielo dici...? Lo deve sapere per forza, siccome con l’invio inserisci dei caratteri, caratteri di controllo invisibili, che però ci sono... e un problema simile è questo: come fa un dato a sapere di essere un dato, e un’istruzione a sapere di essere tale...? Mica sono autocoscienti, anzi... lo sono ben poco, direi, nel sistema binario... e allora torna anche la fissa del gioco del tetris, intesa anche questa come un “codice”, un gioco-codice, che usata in certi modi, potrebbe portare a...     
I Cinque Puntini   giularca@tiscali.it     http://giulioarca.blogspot.it/

giovedì 18 agosto 2016

Il codice Matrix, al di là di interpretazioni banali e cosiddette coscienti...


Il codice principale della nostra epoca, circa il quale fin adesso non mi sono cimentato a scrivere, è la trilogia cinematografica “Matrix”... non è facile scrivere di questo codice, siccome oltre a essere sommersi dalla propaganda, propaganda della quale fanno parte ovviamente anche i codici stessi, siamo oramai quasi in ginocchio di fronte a coloro che ci forniscono anche le (loro) interpretazioni... e non è facile avere un pensiero indipendente in merito a queste questioni... ma alla fine lo scopo della propaganda lo riconosci, siccome è sempre lo stesso... la propaganda, anche quella più raffinata, in ultima analisi cerca sempre di far passare lo stesso messaggio, cioè che l’essere umano deve essere scansato, a favore dei consueti, tipi di rinuncia... ciò è scontato insomma... e la propaganda più insidiosa ovviamente è proprio quella che indossa una maschera “umanitaria”... inoltre ogni propaganda si affanna sempre a indicarci la via del bene contrapposta alla via del male, e così insomma Neo, un nome a tre lettere, sarebbe il buono, e Smith, guarda un po’, un nome a cinque lettere, sarebbe il cattivo... e con questo abbiamo già praticamente detto tutto circa i vari tipi di propaganda... ma adesso che lo abbiamo detto, cerchiamo di vedere meglio... le interpretazioni banali sono così ovvie che forse non varrebbe nemmeno la pena di dire che un certo “complottismo”, che vorrebbe darci a bere che c’è qualche piano segreto per rendere l’umanità schiava, è solo un’altra patetica maschera rinunciataria e oltretutto anche un po’ ridicola... ovviamente però questi si guardano bene dal dirci che schiavi lo siamo già, anzi di solito per il “complottista” la libertà è la democrazia parlamentare... e così, prendendo alla lettera il codice, sarebbe che davvero qualcuno complotta per inserirci microchips o chiuderci dentro capsule stagne, o cose del genere... insomma complottismo e anticomplottismo, livelli molto bassi di “intendere” i codici del mondo... l’anticomplottismo sarebbe quelli che dicono che “Matrix” è solo un film di fantascienza... e così viene venduto, tra l’altro... ma andando oltre, mi pare ovvio che Smith non sia un personaggio positivo, ma pare meno ovvio dire che non lo è nemmeno Neo, e ancora meno ovvio è dire che Neo e Smith sono entrambi la stessa persona, parti interne della stessa persona, e allo stesso tempo parti di ognuno di noi, parti esterne anche, parti in conflitto tra loro che si combattono... in effetti proprio una spiegazione facile non c’è, e non ci può essere... possiamo vedere in Smith un bambino arrabbiato che si incattivisce, e in Neo un adulto “buono” che si incaponisce nel suo “buonismo”... ma la propaganda, che ormai dilaga da tutte le parti, ha anche lo scopo di indicarci il “colpevole”, anche senza nominarlo, e anzi quella più insidiosa funziona proprio così, il “colpevole” non lo si nomina nemmeno... ma come fa un’ “accusa” ad essere tale se non può nemmeno nominare il colpevole...? Insomma c’è in ballo la solita posta in gioco, cioè il massimo, il destino, o se vogliamo stare un pochino più bassi, la continuazione dell’umanità, o se vogliamo stare ancora un pochettino più bassi, aderenti all’oggi, la continuazione di quella che chiamiamo la “nostra” “civiltà”... civiltà? Quale civiltà? Vabbè... Insomma, siamo arrivati ormai quasi alla frutta, siamo ormai quasi alla disperazione più totale, ma la propaganda non molla la presa, ah no, ci vuole un salvatore che ci redima, e allo stesso tempo, ci vuole un salvatore che fallisca la sua missione così da affibbiargli anche tutte le colpe... ed ecco quindi Neo e Smith... l’eroe e il codardo, o il santo e il mostro... insomma sarebbe “sveglio” chi dice che aspetta che Neo lo venga a salvare...? Non vi pare la versione “moderna” di un’altra storia già sentita? E poi che succede a questi “attendisti”, una volta che il “Neo” di turno appare, si manifesta...? Succede l’ovvio, cioè che essi si tramutano in persecutori del “nuovo” incarnato, siccome non corrisponde al loro ideale, o già come dicevo prima siccome non corrisponde proprio alle tre letterine, ma la giustificazione alla fine è sempre la stessa, quello che arriva “dopo”, che del mondo non sa nulla, è troppo “imperfetto” per ricoprire il suo ruolo, quindi si passa da un estremo all’altro, prima lo si esalta e poi lo si distrugge... quando Smith va dall’Oracolo e rompe un vaso di fiori, e dice all’Oracolo tu sapevi che avrei fatto così, come sapevi che sarei venuto, perché non hai fatto nulla per impedirlo...? E in effetti questo Smith, o questo bambino arrabbiato se vogliamo, che per fretta di esprimere se stesso finisce a distruggere l’Uomo e il mondo, è l’esatta controparte di Neo, che per smania di essere “completamente buono”, per smania di essere il “Salvatore”, l’“Eletto”, e per smania di salvare il mondo, finisce a fare la stessa cosa che fa Smith, cioè distrugge sia l’Uomo che il mondo... ma questo è meno evidente eh...? Come è forse anche meno evidente che tutti gli “altri”, gli “inconsapevoli”, in apparenza esclusi, sono “equilibrati” così come lo sono Neo & Smith... può sembrare che il film parli “solo” di una persona e delle sue varie parti interne... in queste c’è anche Trinity, il femminile, Morpheus, il maestro, Cypher, il traditore, Epoch, lo spirito dell’epoca, etc, gli archetipi... 
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lunedì 15 agosto 2016

Alcune teorie avanzate del gioco del calcio, ovvero l'allenatore nel pallone...


Il calcio è qualcosa di cui non vale la pena occuparsi...? Non credo... Anche perché non credo che esista davvero qualcosa di cui non valga la pena occuparsi... ed ecco allora, che anche dai miei momenti di “svago”, di “staccare la spina”, diciamo così, vengono fuori nuove idee e nuovi pezzetti di idea... sarà un caso che il gioco del calcio, quello classico che ha preso piede a livello di massa all’inizio del ‘900, prevede proprio undici giocatori per squadra...? Sì, lo so che esistono anche il calcetto o calcio a cinque, il calciotto, e altre varianti, comunque proprio questo intendevo dire, la spiegazione storica è che durante la prima guerra mondiale le camerate dei soldati erano fatte di undici soldati, e così vennero fuori le squadre a undici giocatori... ma come tutte le spiegazioni storiche, ha proprio lo svantaggio delle spiegazioni storiche, cioè di mettere sullo stesso piano questioni universalmente vere e dettagli-varianti che potrebbero essere veramente solo frutto del caso e delle coincidenze... questa è ovviamente una questione che non pretendo affatto di risolvere, anzi... comunque siccome all’inizio del ‘900 c’era un periodo in cui le squadre di calcio venivano schierate in campo con formazioni che oggi sono chiamate “antiquate”, come per esempio il “WM”, e invece poi si è passati per svariati decenni a mettere le squadre in campo con i giocatori su tre linee, rispettando una sorta di legge del tre... cioè della serie esistono “solo” i difensori, i centrocampisti e gli attaccanti, e quindi gli esperimenti iniziali coi vari “WM”, “MW” etc, sono stati accantonati bollandoli come “antichi”, e si è passati a celebrare per molto tempo solo le formazioni a tre linee orizzontali, cioè i ben noti 4-4-2, 4-3-3, 5-3-2, etc... insomma ogni modo possibile di mettere la squadra in campo però solo su tre linee, rispettando questa implicita “legge del tre”, legge del tre che comunque resta “vera”, nel senso che la si ritrova praticamente in ogni disciplina... poi però in anni più recenti, grosso modo a partire dagli anni ’90 del ‘900 o qualcosa del genere, sono iniziate ad apparire le formazioni basate su quattro linee orizzontali, cioè i vari 4-2-3-1, 4-3-1-2, etc, insomma senza che nessuno lo dicesse apertamente gli allenatori sono andati oltre lo schieramento su tre linee, e si è cominciato a parlare di ruoli come il “tre-quartista”, il “falso 9”, etc... insomma nell’uso pratico, se non proprio nella teoria, è entrato un quarto elemento che mette un po’ in dubbio la rigidità dello schieramento su tre linee... grosso modo questi ragionano ancora con lo schema dei tre ruoli fondamentali, però poi nella pratica lasciano che esista un calcio potenzialmente un poco più fantasioso, e meno prevedibile... ma il grosso della questione , come già ho scritto in precedenti volantini, riguarda l’uso dei passaggi, il motore vero della “fantasia calcistica” sarebbe quello... ma anche il tipo di posizionamento in campo fa parte di questo discorso, siccome mi sono accorto che proprio gli schieramenti “moderni”, a quattro linee, sono più adatti di quelli a tre per un calcio più fantasioso... io per adesso non riesco a mettere su una squadra di calcio-calcetto etc, però faccio i miei esperimenti coi videogiochi, alcuni davvero ben fatti, e ogni tanto riesco a trovare qualche giocatore/trice occasionale per fare una partita in due ai videogiochi... di recente, sempre per quanto riguarda i videogiochi sul calcio, ho manifestato dell’interesse per un gioco di football manager che ho installato nel mio smartphone... in questo gioco non si gioca direttamente la partita, che viene giocata dal computer, ma si mette la squadra in campo, e a questo proposito, ho riscontrato che questo giochetto “real football manager” è ancora più moderno rispetto agli allenatori contemporanei “moderni”, cioè prevede schieramenti su tre, quattro e addirittura anche cinque linee... oltre alle posizioni intermedie tra centrocampo e attacco, sono possibili anche le posizioni intermedie tra difesa e centrocampo... inoltre, le posizioni possibili delle prime quattro linee sono cinque per linea, mentre il portiere ha ovviamente solo una possibile posizione,  e gli attaccanti hanno solo tre possibili posizioni, perché ovviamente non vai a schierare una punta quasi vicino al calcio d’angolo... ed è interessante che la somma di tutte le possibili posizioni fa 24, che è “esotericamente” un numero interessante... facendo un semplice calcolo combinatorio, con 11 giocatori da piazzare in 24 possibili posizioni, abbiamo ben 1.144.066 modi di mettere una squadra in campo, altro che 4-4-2 e 4-4-1-1... si va ben oltre... e inoltre stavo osservando che sarebbe il caso di notare anche le linee verticali, non solo quelle orizzontali, per “classificare” una tale ricchezza di formazioni-posizionamenti... poi è iniziato anche un po’ di “delirium tremens” del tipo i film intitolati “l’allenatore nel pallone”, cioè intendo dire, ho provato anche a fare degli esperimenti di tipo astro-planetario con questo gioco, usando le posizioni degli undici corpi celesti del sistema solare, che sono undici proprio come il numero dei giocatori in campo... e il campo potrebbe essere usato anche come una metafora degli assi x e y con la quale dal punto di vista terrestre vengono osservati i corpi celesti... e il pianeta Terra lo faccio giocare in porta...
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mercoledì 27 luglio 2016

Le tre “caste” dei robots, i terminators, i cyborg, e i sistemi di controllo...


Come già altrove abbiam detto, siamo ben poco umani, molto poco... e anche circa la classi sociali, ci siamo detti, sì ci sono le classi sociali, ma anche allo stesso tempo esse esistono e non esistono... più che classi sociali quello che ormai mi trovo di fronte è una sorta di strutturazione a “caste” di... robots... tre tipi di robots, dai peggiori della lista, quelli che “impazziscono”, con o senza virgolette, fate vobis, fa poca differenza, e ammazzano gente a caso, più che dirli angeli della morte direi demoni della morte, insomma dei terminators neri che probabilmente sono il livello più basso di qualcosa che comunque di solito funziona a impostazione “elitaria”, infatti quello che si sa è che spesso questi soggetti sono figli della “buona borghesia cittadina”, eccetera eccetera... anche se proprio la buona borghesia cittadina non sono, dato quello che fanno, e dato anche il fatto che c’è probabilmente qualcun altro a pigiare i loro “bottoni”... ma questi per fortuna, o almeno si spera, sono una minoranza nel vasto panorama degli uomini-macchina (anzi solo macchine, possiamo anche togliere il prefisso “uomini”)... la maggioranza delle “macchine” sono “cyborg”, col pulsante “ipocrisia” bello in evidenza, e piuttosto ben funzionante... per questi probabilmente l’istruzione “vai e uccidi” non può funzionare, allora si usano mezzi un pochino più raffinati, dati-istruzioni in entrata, dati del tutto falsi insomma, propaganda... per esempio mi viene in mente il cartellone pubblicitario della serie tv “house of cards”, che raffigurava un noto attore americano seduto in un certo modo con le mani lorde di sangue... insomma, dati in ingresso, quello lì è cattivo, è anti-democratico, è forse un dittatore mascherato, etc etc, e quindi se lo merita, fagli così e fagli colà... propaganda semplice per menti semplici, della serie, lo vedi quello, è antipatico... anche brutto, va’... della serie vai e deridi, e anche oggi non avrai bisogno di sudarti o lavorarti la pagnotta, sei uno dei “nostri”, i cosiddetti “professionisti”... poi c’è il terzo tipo di uomo-macchina, l’intellettuale, a questo non gli puoi rifilare “House of Cards”, “Ray Donovan”, “Twilight”, etc, non gli puoi certo dare istruzioni becere come “goto kill”, ma qui entreranno in gioco algoritmi un pochino più complessi... il pulsante alla fine è però l’ego o importanza personale, siccome la “minaccia implicita” che funziona è quella di dire tra-le-righe, guarda che se vai appresso a quello lì poi non esisterai più, ti facciamo “sparire”, cosa comunque non vera... il pulsante è di tipo raffinato, “tu sei importante”, quello no, laddove il “meaning” della parola è volutamente ovvio... a proposito noi occidentali siamo “condannati” anche dalla nostra lingua, molto basata sull’auditivo-concettuale e pochissimo basata sul visivo-spirituale, come per esempio fanno i cinesi... noi per significato intendiamo il “meaning”, mentre loro per significato hanno già in dotazione il “signum facere”... anzi partono dal signum facere, mentre noi pensiamo di averlo già, e invece ci possiamo arrivare solo a costo di grandi sforzi ed evoluzioni di coscienza... insomma la tecnica per non farsi agganciare sarebbe, anzi è semplice: non avere pulsanti schiacciabili, così non te li possono schiacciare... hai detto niente, mi direte, e in effetti i pulsanti sono tanti, ma è anche vero che una volta che ti sei liberato dei primi tre, poi non sei più tanto facilmente agganciabile... il terzo tipo di robot, l’intellettuale, è agganciabile sul piano mentale... lui ha il “problemino” di considerare i valori di verità solo qualora essi siano di tipo mentale... non ha bisogno quindi di fare verifiche “sul campo”, o di sperimentare il signum facere, siccome pensa già di avere entrambi... la sua programmazione è un poco più complessa, fatta di dati e istruzioni, ma comunque alla fine la riconosci come programmazione di tipo mentale... è il suo modo di essere meccanico... è tuttavia forse un poco agganciabile proprio per tramite di volantini come questo... qual è il sintomo del fatto che potresti essere anche tu un HAL 9000...? È il fatto che non vai mai a verificare, di fatto e sul campo, col “facere” e col gioco, se i tuoi input sono veri, sia che siano dati o istruzioni o programmi, cioè dati e istruzioni allo stesso tempo... a questo proposito usano molto il cinema e le serie tv, magari in altri volantini ne parlerò, ma il “fine ultimo” è sempre la derisione... poi, parlando della leggenda degli uomini-macchina, c’è la classica trilogia dei film “Matrix”, nella quale gli abitanti di “Zion” vengono periodicamente attaccati dalle “macchine”, le sentinelle, che tentano di distruggere la loro comunità di “resistenza umana”... questo va ovviamente visto molto sul piano simbolico, siccome non esiste una città sotterranea proprio nel vero senso della parola, è che noi siamo “sotterranei” a noi stessi, cioè non ci conosciamo... quindi se conosci te stesso rischi di diventare anche un po’ “sotterraneo”, diciamo così... non è mia intenzione analizzare la trilogia Matrix in questo volantino, magari ne farò proprio uno apposito in futuro, però intanto una cosa vorrei dirla... i personaggi, così come le situazioni descritte, sono allegorici, metafisici e archetipici... non esistono proprio un “Neo” e uno “Smith” puri, sono anche aspetti diversi della stessa persona, sei anche te...  
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sabato 16 luglio 2016

Il male concreto e il male astratto, le classi sociali e le classi asociali...


I tre ordini di mondo dell’umanità hanno entrambi, anzi con uno strambo neologismo potremmo dire “entrantri” i loro scopi, o ragioni d’essere, o collocazioni sistemiche, etc... sistemi dentro sistemi dentro sistemi, etc... tutte cose delle quali la stragrande maggioranza è “bellamente inconsapevole” o fa la parte di esserlo... si dice che di ciò che “lavora sotto” quando lavora bene, ossia la maggior parte delle volte, non te ne accorgi... perché non puoi accorgertene, o perché anche non ti fa comodo... ma non sempre il lavorìo silenzioso di questi sistemi può essere tale, prima o poi arrivano situazioni e/o crisi storiche, crisi di civiltà, crisi di umanità, crisi di civilizzazione, crisi sistemiche in ultima istanza, che fanno per forza venire alla luce anche ciò che stava “sotto”... insomma nodi, più o meno gordiani, che vengono al pettine... e il pettine è già messo sotto pressione dai nodi “normali”, figuriamoci poi quando si aggiungono anche quelli “complessi”, per non dire nodi inestricabili, oppure viene fuori che i nodi “normali” erano in realtà nodi complessi mascherati... insomma le maschere, maschere di ogni tipo, vengono giù, eppure bellamente si pretende di proseguire il tran-tran, il carrozzone di una cosiddetta civiltà, che in effetti civile non è ancora mai stata... perché ogni volta che si tocca il vero cuore del problema, sembra venire giù anche tutto il resto, e insomma sembra essere sempre la solita vecchia commedia che si ripete... ma qual è il problema dell’umanità...? Umanità? Quale umanità...? Insomma umanità o non umanità, qual è il problema...? Problema? Se sottolinei che c’è un problema, sei già un portatore di problemi... se poi lo vuoi anche risolvere, allora non sei solo un portatore di problemi, sei anche un porta-soluzioni... quindi non solo è colpa tua, è doppiamente, triplamente o più, colpa tua... e poi siccome il problema è la soluzione, e la soluzione è il problema, sei tu che porti problemi, sei tu che porti soluzioni, sei tu che porti soluzioni per risolvere problemi che hai portato tu, e sei tu che porti problemi per riportare soluzioni che avevi già portato tu... un, due, tre e quattro, e i chiodi son fissati... noialtri così ce ne laviamo le mani (e anche i piedi!)... ma noialtri chi...? Perché sì, esistono le classi sociali, ma ad un certo punto sembra quasi svuotarsi anche il classico discorso delle classi sociali... tu saresti un rappresentante di una classe... sociale...? Ma io non vedo nulla di socievole in te, così come non vedo nulla di umano, non vedo nulla che non sia meccanico, e allora...? Ma gli scopi poi quali sarebbero...? perché lo scopo, in ultima analisi, non può che essere presente in ognuno di noi, o voi, o “noialtri” o “voialtri”... è lo scopo che de-termina, ma allora, se gli ordini di mondo sono tre, ciascuno di noi ha in cima lo scopo, poi ha dei fini, e poi ancora ha degli obiettivi... e lo scopo che de-termina dovrebbe significare, suppongo, che solo quando sei consapevole e attivo riguardo lo scopo anche fini e obiettivi acquistano un senso, o insomma diventano veri, e non tragiche e goliardiche facciate... quindi alla fine il male esiste nemmeno per una questione di soldi, perché il soldi sarebbero un obiettivo, ma un obiettivo fine a sé stesso è privo di senso, e un obiettivo per un obiettivo è ancora peggio di uno fine a sé stesso, e alla lunga o alla breve un tale obiettivo nemmeno riesce ad essere un obiettivo... quindi il più delle volte diamo dignità e ragion d’essere a situazioni assurde che hanno ormai perso ogni scopo, fine e obiettivo... gente senza senso, senza anima e anche senza fini di lucro che però pratica il male, un male che ormai sta diventando sempre più astratto e sempre meno concreto... ok alla fine manca l’amore, e probabilmente ciò causa a catena tutto il resto, questo ormai mi sembra di poter dire che è parecchio evidente, ammesso che si sappia che cos’è l’amore... ma di surrogato in surrogato la catena delle cause oggettive-karmiche-dharmiche etc non può fare a meno di rovesciare in basso i suoi effetti... esistono le classi sociali...? Sì, e anche parecchie... Ma davvero esistono le classi sociali quando si arriva al punto da palesare il male astratto...? Perché, come dicevo, già dirle “sociali” è fare un complimento inutile... esiste forse quell’astrazione del concetto di “classe” o “categoria”, nel “senso” di poter dire che, anche a prescindere dalla cosidetta classe sociale, “quelli” devono stare lì, e “quegli altri” devono stare là, distinzione, separazione, “privilegio” del poter fare a meno dell’amore... e anche così a catena, della chiarezza, della verità, della giustizia, etc... ma anche se questa collettiva e progressiva perdita di senso, di fine, e di obiettivi sta trascinando tutti gli abitanti di questo pianeta verso il baratro, diciamo ancora con un tenue filo di speranza nella speranza nella speranza, che forse sì, è un “doppio problema”, cioè che esistono le classi sociali, ma esistono allo stesso tempo anche le classi a-sociali, esiste il male concreto e il male astratto, per non parlare del malanimo, che anch’esso dilaga da tutte la parti... È il gioco del male, sempre più evidente, che si palesa, il gioco a provocare e ad aumentare sempre di più la posta delle provocazioni... e tutto quello che di brutto succede nel mondo ha sì, cause oggettive, ma sotto queste cause ce ne sono altre, forse anche più potenti...
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martedì 12 luglio 2016

Il ruolo che hanno la cultura, la coscienza, e la consapevolezza...


Esistono tre livelli di “cultura”, che corrispondono ai tre ordini di mondo... il primo è per l’appunto la cultura, senza virgolette... molti probabilmente crederanno questo essere tutto il conoscibile, e il problema cognitivo della nostra epoca non si limita solo a questo, anzi, c’è anche una carenza di cultura, nel senso che la cultura è pure in minoranza, sopraffatta dalla cosiddetta “spazzatura”, spazzatura intellettuale, giornalistica, scolastica, tv spazzatura, e via dicendo... la cultura ha in sé una tendenza all’oggettività, anche se sempre oggettiva non è, e non può esserlo, dato che siamo ancora nel sistema capitalistico, e quindi spesso appare in veste di “cultura”, che in questo caso ha un altro significato ancora rispetto al precedente virgolettato, un significato di cultura diminuita, una cultura con la “c” minuscola... per esempio al tempo del fascio c’era uan sorta di abbecedario, un libro unico che “riassumeva”, ed è il caso di riusare il virgolettato, le principali materie scientifiche che il ragazzino balilla doveva sapere, come a dire meglio non saperne “troppo” di queste cose qua, siccome che poi se ne sai troppo, chissà, magari poi vai in giro a darti arie da intellettuale... ma anche quando si tratta della cultura quella vera, quella con la “c” maiuscola, quella che anche in democrazia è in minoranza, in effetti la si potrebbe usare anche in senso negativo, cioè per darsi arie intellettuali, per darsi importanza in un certo modo, e talvolta forse capita pure... e qui torniamo al discorso che ogni livello in sé non è altro che un livello, un gradino della scala, e che dipende da come lo si usa, e con quale spirito... la cultura “spazzatura”, come una sorta di vino rosso allungato con l’acqua, come quello della canzuncella romanesca sui castelli romani, è un prodotto inevitabile della democrazia e del sistema capitalistico... ce ne è tanta di gente assuefatta a tale cultura, quasi non ne possano fare a meno, altrimenti chissà, forse vanno in crisi d’astinenza, come se fossero dei tossici, cosa che in effetti sono... oltre a dare costante man forte a una visione del mondo perennemente soggettiva, questa cultura da assuefatti sembra anche dover rinforzare una visione “cimiteriale” della vita, e anche in questo caso il virgolettato è d’obbligo, intendo per me... insomma una visione della vita non solo soggettiva, ma anche diminuita, anzi più che diminuita... farebbe parte insomma della cronica assuefazione al sistema capitalistico il fatto che vivere entro tale sistema è già un’illusione ancora prima dell’illusione... ma una cultura oggettiva invece, qualora bene utilizzata, può fare da solida base per i livelli successivi, cioè per la coscienza e la consapevolezza, insomma la “sveglia” coscienziale, e il “risveglio” consapevole, altri due piani del “palazzo” della conoscenza... questi due piani servono proprio necessariamente e subito...? A questa auto-domanda vorrei rispondere, provvisoriamente, con un sì e con un no... Sì e no perché in questa epoca, e in questa fase-situazione, la situazione “francese” intendo, che si è venuta a determinare, anche tali conoscenze sono da valutare, e con una certa attenzione, e caso per caso, se siano positive o negative... il fine complessivo è sempre lo stesso, cioè la scala politico-economico-sociale si dovrebbe sì salire un gradino alla volta, ma in alcuni casi e/o situazioni è necessario percorrere tale scala nel senso dello spirito, e lo spirito talvolta percorre delle “logiche” che ci sono parecchio sconosciute... è lo spirito che de-termina, anche se io stesso fatico a comprendere per adesso “cosa” sia questo “spirito”... ma come ipotesi provvisoria diciamo che forse esiste uno spirito della cultura, uno della coscienza e uno della consapevolezza, e che ad ogni livello vale la “regola” che non è “importante” ciò che fai, ma “come” lo fai, intendo il “perché”, lo “scopo”, o l’“intenzione”, o proprio lo “spirito”, anche se questi termini per il momento non mi sono del tutto chiari... esistono dei rischi, gli eccessi intellettuali provocano la boria, boria intellettuale, per esempio i tipici fenomeni del debunkers, lo “scienziato” che di professione deve smascherare le pseudo-scienze, è un esempio di ciò... ma anche gli eccessi coscienziali in assenza di cultura o di consapevolezza provocano le storture dell’operaismo rozzo e ignorante, o della “cultura” del risentimento... inoltre c’è anche la terza stortura, anche questa ai nostri tempi dilagante su tutto il campo, ossia la “giocoleria cattiva”, l’antioperaismo condito con disprezzo, l’atteggiamento esoterico a fini pseudo-spirituali che già dilagava nell’ottocento, dopo la delusione di massa della caduta di Napoleone... questo atteggiamento non se ne è andato, è inevitabilmente rimasto, e ancora inevitabilmente rimarrà per un bel po’, per via della situazione “francese” entro la quale ci troviamo... insomma l’atteggiamento secondo il quale “certe cose” si fanno, si praticano, si leggono o si scrivono “solo” a fini esoterico-settari, non altro che a questo fine... è raro, per non dire impossibile, incontrare qualcuno che sia davvero equilibrato in questo, in questa costruzione a “livelli” conoscitivi, anche per via della situazione “francese”... allora forse ci si potrebbe accontentare per adesso di formare qualcuno almeno sui primi due, cultura e coscienza, con simpatia...     

sabato 2 luglio 2016

I solitari deliri informatici da ufficio di un impiegato spiaggiato sulla Luna...


C’era una volta un re diesis minore... ok, ma questa è un’altra storia... diciamo allora che c’era una volta un impiegato, un impiegato poco soddisfatto che vaneggiava circa strane idee informatiche... e aveva strane visioni, per esempio di recente Gesù Cristo gli appariva dentro il blocco note, e al posto della scritta “INRI” c’era stranamente una sorta di mezzo byte, tipo 1001 o 1010, qualcosa del genere...  epiche furono le battaglie in solitaria di codesto impiegatuccio impiegatino contro le perverse stringhe, non le stringhe delle scarpe beninteso, ma le stringhe quelle come questo volantino, che è tutto contenuto in una stringa, non fate caso ai ritorni a capo, anche quelli sono fatti con un carattere speciale, che dice al computer “vai a capo”, pare un’eredità delle telescriventi... insomma siccome questo impiegato veniva lasciato solo da tutti, colleghi e superiori, si metteva a delirare in solitaria di nuove idee informatiche, e lo abbaandonavano perché delirava, e lui dal canto suo delirava perché lo abbandonavano, così adesso vai a capirci qualcosa... comunque sia, Gesù Cristo appariva dentro il blocco note, che è in finale lo strumento principale di ogni programmatore di computer, e gli diceva cose del tipo “credi sia proprio un caso che ti appaio proprio qui?” Infatti, rispondeva l’impiegato, noto che non mi appari mai dentro una finestra di windows o dentro una tabella di Access, ma insisti sempre co’ ‘sto blocco note... ma davvero lo trovi così interessante...? Ma veramente sei tu, caro impiegato, che finisci sempre dentro il blocco note, non te ne rendi conto? Ah sì, può darsi, in effetti hai ragione... E inoltre considera che, continuava paziente Gesù, che a stare crocefisso qui dentro nel blocco note di windows sto anche parecchio scomodo, perché posso aggrapparmi solo ai terminatori di riga, tutto il resto non è saldo e... scivola... Ma poi, chiedeva curioso l’impiegato, perché mi appari anche con scritte sopra la tua testa come 1001, 1100, 1101, etc... sempre mezzo byte, ma non c’era scritto INRI una volta sopra la tua croce, cos’è un elemento di modernizzazione nella solita vecchia dottrina...? Comunque un po’ mi ci riconosco, anche io mentre lavoro all’informatica mi sento un po’ crocifisso, e non capisco bene perché... poi ci sono queste stringhe incazzate, l’altra notte le ho pure sognate, che mi dicevano pure delle male parole... che ti dicevano, chiedeva Gesù, nonostante la sua scomoda posizione dentro il blocco note... dicevano sei uno stupidino, tu dai troppa considerazione a quel tipo borioso Object, o oggetto, che si crede di comandare lui su tutti i tipi di dati, chi si crede di essere quello, il re dei tipi di dati...? Invece siamo noi stringhe che ci facciamo il c... ehm scusaci la volgarità, non si è mai vista una stringa al bagno in effetti, però tu stai sempre lì a combattere con noi stringhe, ci cambi, ci ricambi, non ti va mai bene come siamo messe, manco fossimo delle donne nude...! No...! Non saremo donne nude però siamo noi che possiamo contenere qualsiasi altro tipo di dato, mica quel tizio antipatico, l’Oggetto... ma che ti è mai capitato di vedere degli oggetti dentro il computer...? Ma che se apri il computer trovi degli oggetti a caso parcheggiati dentro gli slot della scheda madre...? No! E allora dove sta di casa st’oggetto, questo soggettone di Oggetto...? Ma tutto il blocco note è una stringa, tutto un file di word è una stringa, dentro una stringa ci puoi mettere di tutto, una tabella, un database, un’immagine, un programma intero per computer, numeri... i numeri quelli con le cifre infinite dopo la virgola non ce li puoi mettere, ma tanto non li puoi mettere nemmeno dentro i tipi numerici, perché saranno sempre approssimati, e allora significa che dentro una stringa ci puoi mettere proprio tutto, anche i numeri... sì è vero che ti conviene metterli dentro i tipi numerici perché se li metti dentro i tipi stringa occupano più memoria, ok, ma non ti stiamo dicendo che devi usare solo le stringhe, ti stiamo dicendo solo che noi “povere” stringhe siamo forse il vero tipo generico, o forse no, ma comunque sia quel tizio che si da’ così tante arie di tipo generico, il cosiddetto tipo Oggetto, proprio non lo sopportiamo più... e insomma così parlavano le stringhe, un po’ risentite a dire il vero, negli strani sogni dell’impiegato, mentre da sveglio gli appariva il caro Gesù nel blocco note... un attimo, disse l’impiegato, anche per non dire un attimino, che è una frase insopportabile anch’essa, un attimo un attimo, qui mi fate lavorare anche in sogno, anche mentre dormo mi tocca pensare all’informatica, e pure agratis...!!! Non sarebbe stato meglio che fosse state stringhe femmine nude a questo punto...? Oh, ma tu sei il classico impiegato frustrato, gli rispondevano le stringhe, e guarda che noi stringhe mica siamo un film porno... beh, è anche vero che se guardi i caratteri orientali dentro Unicode sembra quasi di vedere una sequenza di fotogrammi in effetti, mentre qui in occidente si usano i 26 caratteri alfabetici... ma questo è un altro discorso, adesso non invitarci a venire a vedere la tua collezione di slash e backslash mosci però... qui tocca da esse seri... see, rispondeva l’impiegato, sogno di notte stringhe arrabbiate e di giorno parlo con Gesù nel blocco note, e lui mi invita pure a giocare a Tetris...!     
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