mercoledì 30 novembre 2016

I giochi di cattiveria politica, il sadismo politico, il gioco di rossi e neri...

Facilmente, parlando di politica in senso, per così dire, “universalistico”, si tende a cadere in labirinti mentali intricatissimi, o anche di più, labirinti esistenziali, con possibili e probabili svolte... uno dei problemi principali del mondo e dello “schiavismo” intrinseco ad esso è proprio la politica, intendo la politica intesa come “cosa seria” o materia “assolutamente importante”... ma l’evidenza dei fatti, specialmente nelle svolte storiche, mostra come poi in realtà le stesse masse, e le stesse élite che “credono” in questa loro serietà politica poi la smentiscono nei fatti, cioè avvengono quei fenomeni che con un certo “disprezzo” vengono bollati come “trasformismo”, “trasformismo di massa”, etc... l’evidenza è dei fatti, nemmeno quelli attuali, basti pensare alla svolta fascista in Europa dell’inizio del ‘900, in Italia e Germania soprattutto, e poi alla seguente svolta democratica a metà del secolo, sempre in questi due paesi, mostra, salvo eccezioni, il ripetersi di questi fenomeni di trasformazione politica, anche se di essi abbiamo comunque giocoforza un’esperienza limitata... si dice che fascismo e democrazia siano entrambi vestiti diversi dello stesso corpo sociale capitalistico, e in effetti fascismo e democrazia non erano presenti nel precedente ordinamento economico-sociale, cioè nel sistema feudale... sono fenomeni nuovi, e il fascismo o una fase comunque dittatoriale di un qualche tipo sembra ripetersi in ognuna delle nazioni moderne... i paesi anglosassoni sembrano fare eccezione, ma a ben guardare anche l’Inghilterra ha avuto questa fase dopo la gloriosa rivoluzione a fine ‘600, con il periodo di Cromwell, che sarebbe quindi il primo dittatore moderno... e anche negli USA, se proprio un dittatore non c’è stato, c’è però stata la guerra civile tra nord e sud, poiché nel sud in effetti perdurava uno schiavismo da intendere forse come forma economico-politica in reale o apparente contrasto con le necessità dello sviluppo storico-sociale... insomma quello che sto cercando di dire è forse che molto di rado appare, nelle svariate concezioni politiche mondane, l’idea che la politica sia un gioco, o che sia anche un gioco... di norma, la politica viene affrontata con atteggiamenti di “rispetto” che il più delle volte sono anche il mascheramento della paura, e allo stesso tempo un tentativo di difendersi da essa... la fase dittatoriale sembra quindi essere collegata alle “nazioni nuove” che emergono dal sistema feudale, anzi che sono già emerse, ma nelle quali per qualche motivo, motivi che non sempre sono tanto chiari, perdurano dei cosiddetti “residui”... ma sappiamo anche quanto sono forti i condizionamenti, e quelli economico-politici sono forse quelli più forti di tutti, e quindi può anche venire il dubbio che questi “residui” proprio residui reali non siano, forse saranno residui “mentali”, ma poi il materialismo ci dice che i residui mentali non sopravvivono senza una base materiale, e quindi...? Eccoci già inoltrati in un discreto labirinto mentale... ma la realtà intesa come labirintica non significa che essa è fatta (solo) di labirinti di tipo mentale, anzi qui sorge un problema che potremmo chiamare il problema della boria, ossia quell’atteggiamento tipico degli intellettuali che sistematicamente sopravvalutano l’importanza del mentale estendendolo a tutto il reale, e di questo fa parte anche il tipico cortocircuitismo mentale che elabora percorsi esclusivamente di tipo mentale, senza verifica dei fatti... e non solo, la boria mi sembra di poter dire che è anche sopravvalutazione dell’importanza della cultura, nel senso che si tende ad estendere la dottrina, qualunque essa sia, all’intera realtà... per esempio “credere” davvero a parole come “rivoluzionario” o “reazionario”, finisce a diventare un auto-inganno perpetrato tramite le parole, anche abitudine mondana a dare delle “valenze” alle parole, valenze che si potrebbero benissimo invertire... basti dire che se per rivoluzione intendiamo cicli, allora il “meaning” della parola rivoluzione si inverte, non è più il progresso sociale lo scopo del ciclo, è il ciclo che si riduce a fine dell’idea (mentale) del progresso sociale... diventa più importante girare la cosiddetta “ruota del criceto” insomma... e questo può apparire in qualsiasi delle tre principali forme politiche, dietro una camicia nera come una bianca, e come anche una rossa... la boria appare nella sua forma più pura come colorata di rosso, ma ciò non significa che anche bianchi e neri non ce la possano avere anche loro... la politica diventa insomma inevitabilmente ridicola quando si tenta di applicare l’hegelismo a tutto, per esempio mi potreste dire quale sarebbe la sintesi dialettica di luce e buio...? Esiste una “giusta via di mezzo”...? Oppure, una domanda che si potrebbe fare a chi dice di credere nel fascismo, cioè a che serve il fascismo, domanda forse difficile, nel senso in cui dicevamo sopra... la risposta potrebbe essere paradossale, cioè serve anche... a fare la democrazia, (che non è uguale a dire che il fascismo è la vera democrazia) e la democrazia serve a fare il socialismo, e il socialismo poi...? Quanta “luce” è rimasta intanto nella democrazia occidentale, siamo capaci di vederla...? E quanta ne rimane nel “socialismo”...? E in me...? Perché, alla fine, siamo tutti collegati... http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/

giovedì 17 novembre 2016

Un po' di gnosi dell'elettronica, con alcuni curiosi paragoni interdisciplinari...

Da qualche tempo seguo un videocorso universitario di elettronica mentre lavoro al computer... e come al solito i corsi universitari hanno la loro classica impostazione, impostazione comune a un po’ tutto il sistema scolastico attualmente in essere, cioè di essere piuttosto noiosi e frettolosi allo stesso tempo... questo per dire anche che ci sono persone che per capire bene una materia hanno bisogno che venga spiegata loro in un certo modo, magari anche più discorsivo del solito, e magari hanno anche bisogno di avere una visione un po’ più allargata, il che è come dire che ogni materia e ogni facoltà universitaria, insieme ad essere occasioni di apprendimento, costituiscono anche inevitabilmente dei recinti all’interno dei quali ci si tende a rinchiudere... è curioso osservare come per esempio l’elettronica abbia in comune con la politica alcuni termini, come “tensione”, “corrente”, “resistenza”... e non solo con la politica... il bipolo resistore, quello che comunemente chiamiamo “resistenza” è un po’ come il bit in informatica, e ad un certo livello la teoria dei circuiti la si può paragonare anche a un programma software... infatti uno dei vantaggi per chi voglia cimentarsi in esperimenti di elettronica consiste ormai nel fatto che non c’è più nemmeno bisogno di acquistare i componenti, i pezzi, e gli strumenti, il tester, o multimetro, siccome tutto questo ormai già da anni esiste a livello software e funziona esattamente come nella realtà fisica, o almeno dovrebbe... dico questo ancora prima di aver dato il via agli esperimenti pratici, siccome sto ancora all’inizio di questi studi, perché l’ho già potuto constatare anche in altre discipline... cioè ciò che viene chiamato lo spirito, diciamo così, una “cosa” esiste prima come concetto, come “idea platonica” ancora prima di realizzarsi nella realtà materiale, quindi non mi stupirei affatto di veder funzionare in modo “anomalo” esperimenti pratici fatti da me, anche se questi esperimenti per il momento saranno soltanto simulati al computer... però questo non esclude affatto futuri sviluppi anche più concreti, solo che per me allestire un laboratorio classico vero e proprio al momento sarebbe un problema, per poi magari scoprire che sarebbe anche poco utile... insomma anche in questo caso il “sistema” ha praticamente già predisposto tutto, nel corso che sto seguendo il professore ha uno strumento virtuale che misura le correnti, le tensioni, e le resistenze, e che può allo stesso tempo, nella versione per Mac, anche costruire circuiti virtuali... e ci sono già pronti sei nodi del circuito, anche se di solito il professore ne usa quattro, e anche in un certo modo suppongo... all’inizio ho faticato un po’, data la solita impostazione scolastica, a entrare nei concetti base, ma adesso sto iniziando a entrarci, anche per vie traverse che mi sono affini come per esempio i paragoni interdisciplinari... in un fumetto di Dylan Dog un tizio aveva inventato una macchina che attirava le ragazze dai quattro punti cardinali, ma non penso che mi dedicherò a questo tipo di esperimenti... per quello prefrisco l’approccio classico anche a costo di fare scorte di due di picche... quello che mi interessa è il solito discorso delle produzioni e dell’energia... per esempio la resistenza per me significa anche la constatazione quotidiana di quanta resistenza incontro io nella gente nel proporre questi volantini e questa attività dei cinque puntini... ricordo che i volantini si limitano a tre puntini però, con leggera facoltà di alludere, ma che la punteggiatura completa arriva via voce quando c’è almeno l’offertina minima di cinquanta cents... insomma si cerca di “elettrizzare” un po’ la situazione, non pretendendo di riuscire a fare alcunché, però almeno ci si prova... per esempio non mi riusciva di capire la differenza tra tensione e corrente finché non ho pensato a un banale paragone con la meccanica... se trascini un sasso in cima a una collinetta quel sasso avrà energia potenziale, anche se poi per “pigrizia” rimarrà in cima alla collinetta, e lo stesso discorso vale per le tensioni elettriche, in certi punti dei percorsi c’è una data tensione già solo per il fatto che il percorso è fatto in un certo modo, con “salite” e “discese”... interessante anche il discorso sulla convenzione dei bipoli... convenzione dell’utilizzatore e del generatore... al punto in cui sono arrivato il professore m’ha spiegato il bipolo resistore, che sembra essere la base di tutto il discorso, un po’ come il bit in informatica, poi questo bipolo produce altre due varianti, che si chiamano bipolo corto circuito e bipolo circuito aperto, e con questi siamo a tre componenti base del circuito (cavi a parte)... poi da tre si passa a cinque con ulteriori bipoli specializzati che si chiamano generatori di tensione e generatori di corrente, e poi ancora si passa da cinque a sette componenti con i bipoli diodi, il diodo tunnel e il diodo a gas... chissà se questo rispecchia la solita “legge del tre” e “legge del sette”, oppure se dopo arriveranno altri tipi di bipoli, per adesso sono arrivato fino a qui... ovviamente quello che poi realmente conta è come si assemblano questi componenti, con quali percorsi, e a quale fine o scopo... perché vi chiederete che senso ha fare esperimenti elettronici oggi quando l’elettronica è ormai sviluppata da più di cento anni...   http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/ 

lunedì 14 novembre 2016

L'abisso della cattiveria, ancora sulla demonprop, l'inganno dei movimenti...

Si dice che talvolta la realtà superi l’immaginazione, ma ormai siamo ben oltre questo... anzi questo ormai sembra quasi scontato... il rifiuto per la vita è quasi totale, sembra assoluto, e il negativo avanza su ogni fronte... o almeno così appare... ma se andiamo indietro negli anni e tentiamo di “analizzare” il secolo trascorso, se cerchiamo di guardare con occhi disillusi e magari anche un po’ “puliti” quello che è stato il questo secolo, riuscendo a intuire, se non proprio a comprendere, le tante, moltissime, innumerevoli occasioni perse, allora forse... ma cosa sarebbero queste occasioni perse...? Più o meno sono tutte le occasioni che invece sono state celebrate come “vittorie”, vittorie della democrazia, per la precisione vittorie della democrazia all’interno della democrazia, e qui già il discorso si fa più netto... il popolo ha un bassissimo grado di discernimento, e anche il popolo si lascia corrompere, e soprattutto illudere, dai politici, nel modo più ovvio e banale, ma anche dai proiezionisti, dai media, dai professori, dai cosiddetti uomini di cultura, da quelli che vengono considerati come gli “intellettuali”, ruolo che già è un implicito dire che il popolo deve delegare a questi già la poca intelligenza che ha... ma il rincoglionimento del popolo raggiunge il suo massimo quando accoglie le arti del perculismo più raffinato, quello somministrato dagli intellettuali di professione, dai professori, maestri, e ancora di più con la demonprop e il condizionamento spirituale... i movimenti politici della “democrazia più” per esempio, che hanno funestato gli anni ’50, ’60, ’70, ’80, ’90, etc, ogni decennio sembra avere le sue tragicomiche illusioni, le sue calate in piazza, i suoi slogan... e non si capisce spesso come tutto questo contribuisca soltanto a far sì che nulla cambi... il popolo scende in piazza sistematicamente contro se stesso, tranne rarissime occasioni, e contribuisce in massimo grado a dare alimento a quella cultura della morte che a cui viene dato il nome di cultura della vita, e a quella cultura dell’odio e del risentimento che vengono spacciate per amore, dignità, giustizia, pace, etc... il giochino del “Marchese del Grillo” il cui motto era “sarta chi zompa”, ha dilagato in lungo e in largo in tutto il secolo, e probabilmente di questo il popolo sarà in parte consapevole e in parte no, comunque il risultato finale è lo stesso... si dice che la democrazia è partecipazione, ok, ma il più delle volte lo è stata a questo tipo di “giochi”... e non mi dilungo in descrizioni, oltretutto anche inutili, dato che come diceva un certo “tizio”, chi vuole intendere intenda, e gli altri... insomma il teatrino del ’68, e l’altro teatrino del ’77, e gli innuerevoli altri teatrini, che hanno convinto popoli interi di “aver fatto qualcosa”, o di “aver vinto qualcosa”, hanno invece affossato loro stessi... insomma i movimenti non possono che essere sempre degli inganni, almeno quando sono celebrati come tali, il che nella propaganda avviene quasi sempre... ma qual era lo scopo, anzi il fine, di quei movimenti, ormai penso che questo sia acquisito, cioè quello di frapporre ostacoli a chi magari tentava di sviluppare una politica extraparlamentare... e invece masse intere si sono accontentate della “droga” che è stata loro somministrata (e che si sono auto-somministrati) e sono andati avanti così, come se nulla fosse, come se la cosa non portasse poi a delle conseguenze... e poi se ben guardiamo i movimenti ci sono anche adesso, solo che per lo più sono movimenti il cui “vento” spira in senso opposto, che strano eh...? E anche quelli che non spirano in senso opposto, attenzione, che scopo avranno mai...? Se l’obiettivo degli anni ’60, ’70, etc era quello di perculare il popolo votante, affinché continuasse a votare, oggi direi che l’obiettivo nel mirino è più il popolo non votante, cioè quello che “rischia” di cercarsi delle vere alternative... e non solo... direi anche che l’obiettivo può anche essere di sedurre quelli che l’alternativa invece l’hanno trovata... oggi direi che l’abisso della stupidità soprattutto occidentale è del tutto scoperto, con opposte situazioni in Usa e in Europa... si dice che negli Usa un terzo partito parlamentare non si possa fare, e invece poi qualche volta ci hanno pure provato, ma di fatto i partiti restano sostanziamente due... vi siete mai chiesti il perché di questo...? Non il perché si possa o non si possa fare, tanto poi non è vero che non si può fare, siccome in teoria tutto si può fare, ma... ma il perché ci sia questa “mentalità” che un terzo partito lì non si può fare... mi sembra ovvio... il retropensiero “negativo” sarà probabilmente che se si fa un terzo partito poi da quel partito possono venire fuori socialismo e comunismo... il che è ovviamente una gran cazzata... ma la stessa cazzata è stata in “vigore” anche qui in Europa, coi movimenti etc, che molto spesso mettevano in scena proprio l’illusione opposta... cioè facciamo un altro partito e ficchiamolo in parlamento così poi lo “useremo” per fare socialismo e comunismo... e ovviamente la catena di inganni è parecchio lunga, e al popolo nemmeno si richiede che capisca tutte queste faccende complicate coi puntini aggiuntivi, anzi... però poi alla fine anche queste cose inevitabilmente, come si dice, “cicciano”... e chiediamoci ancora una volta perché...  http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/