Che
cos’è la paura...? Esiste veramente...? Cerchiamo per prima cosa di definire il
suo opposto, che sarebbe forse il coraggio... È così vero che ci sono persone
che hanno coraggio e altre che non ne hanno...? Non sarà forse invece che il
coraggio è una qualità che invece si può sviluppare, invece di essere una sorta
di dote innata inesplicabile...? E così, se non ci spieghiamo l’origine del
coraggio, egualmente nemmeno ci sappiamo spiegare l’origine della paura... Che
cos’è la paura...? È forse un’emozione...? No, non credo sia proprio
un’emozione, e qui si aprirebbe anche un altro capitolo pieno di ulteriori
domande, cioè cosa sono le emozioni... forse nemmeno abbiamo capito questo,
siccome consideriamo le emozioni solitamente in veste positiva, mentre invece
esse sono negative, sono un altro aspetto della nostra schiavitù... ma la paura
non è un’emozione... se ci ricordiamo quando eravamo piccoli, una delle prime
paure, se non proprio la prima, era la paura del buio... potremmo forse dire
che la paura del buio non a caso è la prima paura... la paura e il buio
potrebbero anche essere in un certo senso la stessa “cosa”... comunque subito
dopo la paura del buio arrivano tutte le paure “oggettive”, cioè paure
collegate a qualcosa di concreto, di oggettivo... non intendo fare un discorso
cronologico, perché magari invece le paure più grandi sono proprio quelle che
abbiamo sperimentato da bambini, mentre poi da adulti ce ne dimentichiamo pure,
e siamo invece invasi dalle paure più oggettive... per esempio la paura del
bambino di essere abbandonato non è proprio strettamente una paura “oggettiva”
però è comunque una “paura di”, cioè una paura di qualcosa... invece gli adulti
di solito hanno paure ancora più oggettive, o anche banali, tipo la paura dei
ladri, la paura di perdere il posto di lavoro, paura di perdere la casa, paura
di restare senza cibo, paura della guerra, del dolore, della malattia, della
morte, etc... la paura “semplice”, cioè la paura di qualcosa di oggettivo, di
concreto, la paura con oggetto insomma, più o meno corrisponde al primo ordine
di mondo, quello solito e “normale”, anzi abituale nel quale viviamo, ben
rappresentato dalle nazioni che sono il recinto entro il quale di solito
sperimentiamo le “delizie” di queste nostre paure oggettive “semplici”...
esiste però un altro livello di paura, che potremmo tentare di rappresentarci
attraverso per esempio l’attacco di panico, siccome chi ha sperimentato un attacco
di panico di solito racconta di non sapere di cosa aveva paura... quindi esiste
anche una paura senza oggetto, non proprio la paura del nulla che somiglierebbe
un po’ alla paura del buio, ma più vicina alla paura dell’ignoto, paura di ciò
che non è prevedibile, certo, del dubbio... chi vive tutta la vita soggiogato
da paure oggettive figuriamoci quanto può essere spaventato di fronte a
possibili situazioni che nemmeno può immaginare a priori... questo livello di
paura corrisponde più al secondo ordine di mondo, cioè un mondo che arriva a
manifestarsi come una serie di “altri mondi possibili”, molto più complicati e
vari e che richiederebbero come prerequisito un’umanità che accetta di trovarsi
stabilmente a vivere in situazioni incerte, imprevedibili, e moltepici...
inoltre esiste un terzo livello della paura, il livello più astratto e allo
stesso tempo devastante, cioè la paura della paura, la paura che ha come
“oggetto” se stessa, ma siccome la paura di per sé non è un’oggetto, e nemmeno
un’emozione, e nemmeno un’idea, siccome invece magari potrebbe essere più
considerata come il negativo di un’idea, allora possiamo cercare di capire
meglio come funziona proprio questo terzo livello della paura, che non a caso è
quello che sta sempre più al centro del dibattito... infatti nessuno dice
“paurismo”, invece si parla di terrorismo, e di terroristi... gli antichi greci
parlavano di phobos e deimos, paura e terrore, e deimos ha la stessa radice di
daimon, cioè diavolo... come a dire che il terrore è intrinsecamente demoniaco,
ed in effetti è proprio così... il meccanismo demoniaco del terrore è quello di
mettere la gente nella situazione di avere, da una parte, paura di fare una
cosa, e dall’altra paura di non fare quella stessa cosa... il secondo lato
della paura viene stimolato proprio dall’azione terroristica, cioè per esempio,
mettiamo che la gente ha paura di impegnarsi in prima persona a cercare di
migliorare la propria situazione, il mondo, la società, etc... cioè delega
sempre, rifugiandosi nel “qualcunaltrismo”, cioè io non lo faccio, lo farà
qualcun altro, allora ad un certo punto
la situazione complessiva si tende in un modo tale che a queste stesse persone
viene anche paura di non fare nulla per rimediare proprio al loro atteggiamento
eternamente delegante, e deresponsabilizzante... a questo punto magari può
anche succedere che la gente si impegna per paura delle conseguenza negative
del troppo disimpegno... questo penso avvenga proprio nel doppio meccanismo a
pressione che si verifica nel “vivere a tre puntini”, cioè ti trovi da una
parte un “cane rabbioso” che ti insegue se tenti di andare oltre i tre puntini,
e dall’altra parte un altro “cane rabbioso” uguale al primo, che ti insegue se
non ti impegni a fare qualcosa oltre i tre puntini...
http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/
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