giovedì 24 marzo 2016

La paura, il panico, e il terrore, i tre livelli negativi dei tre ordini di mondo...



Che cos’è la paura...? Esiste veramente...? Cerchiamo per prima cosa di definire il suo opposto, che sarebbe forse il coraggio... È così vero che ci sono persone che hanno coraggio e altre che non ne hanno...? Non sarà forse invece che il coraggio è una qualità che invece si può sviluppare, invece di essere una sorta di dote innata inesplicabile...? E così, se non ci spieghiamo l’origine del coraggio, egualmente nemmeno ci sappiamo spiegare l’origine della paura... Che cos’è la paura...? È forse un’emozione...? No, non credo sia proprio un’emozione, e qui si aprirebbe anche un altro capitolo pieno di ulteriori domande, cioè cosa sono le emozioni... forse nemmeno abbiamo capito questo, siccome consideriamo le emozioni solitamente in veste positiva, mentre invece esse sono negative, sono un altro aspetto della nostra schiavitù... ma la paura non è un’emozione... se ci ricordiamo quando eravamo piccoli, una delle prime paure, se non proprio la prima, era la paura del buio... potremmo forse dire che la paura del buio non a caso è la prima paura... la paura e il buio potrebbero anche essere in un certo senso la stessa “cosa”... comunque subito dopo la paura del buio arrivano tutte le paure “oggettive”, cioè paure collegate a qualcosa di concreto, di oggettivo... non intendo fare un discorso cronologico, perché magari invece le paure più grandi sono proprio quelle che abbiamo sperimentato da bambini, mentre poi da adulti ce ne dimentichiamo pure, e siamo invece invasi dalle paure più oggettive... per esempio la paura del bambino di essere abbandonato non è proprio strettamente una paura “oggettiva” però è comunque una “paura di”, cioè una paura di qualcosa... invece gli adulti di solito hanno paure ancora più oggettive, o anche banali, tipo la paura dei ladri, la paura di perdere il posto di lavoro, paura di perdere la casa, paura di restare senza cibo, paura della guerra, del dolore, della malattia, della morte, etc... la paura “semplice”, cioè la paura di qualcosa di oggettivo, di concreto, la paura con oggetto insomma, più o meno corrisponde al primo ordine di mondo, quello solito e “normale”, anzi abituale nel quale viviamo, ben rappresentato dalle nazioni che sono il recinto entro il quale di solito sperimentiamo le “delizie” di queste nostre paure oggettive “semplici”... esiste però un altro livello di paura, che potremmo tentare di rappresentarci attraverso per esempio l’attacco di panico, siccome chi ha sperimentato un attacco di panico di solito racconta di non sapere di cosa aveva paura... quindi esiste anche una paura senza oggetto, non proprio la paura del nulla che somiglierebbe un po’ alla paura del buio, ma più vicina alla paura dell’ignoto, paura di ciò che non è prevedibile, certo, del dubbio... chi vive tutta la vita soggiogato da paure oggettive figuriamoci quanto può essere spaventato di fronte a possibili situazioni che nemmeno può immaginare a priori... questo livello di paura corrisponde più al secondo ordine di mondo, cioè un mondo che arriva a manifestarsi come una serie di “altri mondi possibili”, molto più complicati e vari e che richiederebbero come prerequisito un’umanità che accetta di trovarsi stabilmente a vivere in situazioni incerte, imprevedibili, e moltepici... inoltre esiste un terzo livello della paura, il livello più astratto e allo stesso tempo devastante, cioè la paura della paura, la paura che ha come “oggetto” se stessa, ma siccome la paura di per sé non è un’oggetto, e nemmeno un’emozione, e nemmeno un’idea, siccome invece magari potrebbe essere più considerata come il negativo di un’idea, allora possiamo cercare di capire meglio come funziona proprio questo terzo livello della paura, che non a caso è quello che sta sempre più al centro del dibattito... infatti nessuno dice “paurismo”, invece si parla di terrorismo, e di terroristi... gli antichi greci parlavano di phobos e deimos, paura e terrore, e deimos ha la stessa radice di daimon, cioè diavolo... come a dire che il terrore è intrinsecamente demoniaco, ed in effetti è proprio così... il meccanismo demoniaco del terrore è quello di mettere la gente nella situazione di avere, da una parte, paura di fare una cosa, e dall’altra paura di non fare quella stessa cosa... il secondo lato della paura viene stimolato proprio dall’azione terroristica, cioè per esempio, mettiamo che la gente ha paura di impegnarsi in prima persona a cercare di migliorare la propria situazione, il mondo, la società, etc... cioè delega sempre, rifugiandosi nel “qualcunaltrismo”, cioè io non lo faccio, lo farà qualcun altro, allora  ad un certo punto la situazione complessiva si tende in un modo tale che a queste stesse persone viene anche paura di non fare nulla per rimediare proprio al loro atteggiamento eternamente delegante, e deresponsabilizzante... a questo punto magari può anche succedere che la gente si impegna per paura delle conseguenza negative del troppo disimpegno... questo penso avvenga proprio nel doppio meccanismo a pressione che si verifica nel “vivere a tre puntini”, cioè ti trovi da una parte un “cane rabbioso” che ti insegue se tenti di andare oltre i tre puntini, e dall’altra parte un altro “cane rabbioso” uguale al primo, che ti insegue se non ti impegni a fare qualcosa oltre i tre puntini...
http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/

venerdì 18 marzo 2016

Che cos'è la libertà, e che cos'è la schiavitù, siamo liberi o schiavi...



Tentiamo di parlare di questioni difficili, ma parecchio difficili eh... siamo liberi o schiavi...? E che cosa è la libertà...? Insomma la questione può sembrare banale, talvolta si potrebbe dire sono libero se posso fare un cosa, quindi libertà uguale possibilità, oppure libertà uguale potere, ma in questo caso il problema si sposta sul potere... che cosa sono la possibilità e il potere...? Tra l’altro sono faccende diverse o si tratta delle stessa “cosa”...? Riguardo la domanda iniziale penso che non sia tanto difficile trovare persone del tutto convinte di essere libere o di essere schiave... anche perché quando poni le domande nel senso scegli A o B, li hai già fregati, si dividono in due partiti di gente egualmente incavolata che sostiene A o B... magari potrebbe capitare di trovare qualcuno un po’ più critico della media che sostiene di essere un po’ libero e un po’ schiavo, o non libero... sono tre quarti libero e un quarto schiavo... oppure sono due terzi libero e un terzo schiavo... ma anche qualora si arrivasse a ottenere risposte così, che già contengono un minimo barlume di intelligenza, bisognerebbe poi passare al secondo livello di domanda, cioè chiedersi se siamo liberi o schiavi di che, o di fare che... perché poi potrebbe esistere anche la libertà di essere schiavi e la schiavitù della libertà, e vi posso dire che di questo tipo di paradossi forse io ne so già qualcosa... insomma, varie domande collocate su più livelli, su un primo livello “semplice”, banale, ingenuo, ci poniamo la domanda se siamo liberi oppure no... e qui facilmente trovermo plotoni di gente pronti a sostenere l’una o l’altra ipotesi, anzi sarebbe più preciso chiamarla opinione... poi suppongo che ci sia il secondo livello di domanda, cioè ci iniziamo a chiedere di fare cosa siamo liberi, beh per esempio nella democrazia siamo liberi di avere e di esprimere delle opinioni, ok... quindi anche in virtù di questa facoltà potremmo anche fare uno sforzo aggiuntivo e invece di autoproclamarci stupidamente “liberi” o “schiavi”, cominciamo a intravedere qualcosa oltre... poi però forse non finisce nemmeno qui, perché a questo livello la nostra conclusione non potrebbe che essere quello che accennavo sopra, cioè comincerebbe una sorta di gioco delle frazioni, dei numeri razionali della libertà, insomma si creerebbero più partiti aggiuntivi, tra chi sosterrebbe che siamo metà liberi e metà schiavi, poi quelli che direbbero no, siamo due terzi liberi e un terzo schiavi, tre quarti e un quinto, etc, e altre noiosità di questo genere... il problema successivo invece è posto su un livello ancora maggiore, perché potrebbe esistere anche chi, per situazioni complicate e paradossali difficili da definire e da raccontare in poche righe, è libero di essere schiavo oppure la situazione opposta, chi è schiavo di una certa “libertà”, e per “par condicio” bisognerebbe dire che invece quelli del primo paradosso sono “liberi” di essere schiavi... in questo caso anche la posizione delle virgolette conta qualcosa... insomma c’è anche un prima e un poi... prima che iniziasse questa faccenda assurda di questo tizio “strano” che passeggia spesso in città e tenta di diffondere i suoi volantini ancora più strani, come questo, c’era la libertà “semplice” contrapposta alla schiavitù “semplice”... adesso invece ci stanno anche la libertà e la schiavitù “composte”, complesse, come i numeri complessi... c’è chi mi ha chiesto se io stesso sono libero di fare quello che sto facendo, cioè di fare i cinque puntini, partito, o movimento, o movimento/partito, o nessuno dei due, o come volete considerarlo... gli ho risposto che sì, sono stato libero di fare questa faccenda dei cinque puntini, cioè è stata una mia scelta, mentre allo stesso tempo gli facevo quel gesto con la mano che a Roma significa “maddeke”... insomma paradossi, perché quando non c’è altro modo di raccontare una realtà paradossale tocca per forza diventare paradossali... del resto, questi altri che girano per la città, e che non tentano di diffondere volantini assurdi a cinque puntini (che poi sono a tre, perché proprio a cinque non si possono fare), questi sono liberi...? Mah, a me sembrano liberi di essere schiavi, cioè “liberi” tra virgolette, e immagino che la loro situazione sia anche di sofferenza, siccome io stesso vedendoli già soffro per loro... e io sono libero...? Mah, da come la situazione di questo “povero” pianeta s’è messa, direi che sono libero, sì, nel senso che io posso giocare, ma allo stesso tempo sono libero di non giocare...? Mah, mica tanto direi... Allora sono uno che è stato “incatenato” alla libertà, e a quale scopo... affinché la controparte si senta libera di essere schiava, cioè insomma chiusi nel loro piccolo mondo “individualista”, anzi egoista, un egoismo che sta diventando pure oscuro, estremo... insomma nelle “giornate di pioggia” si ripropone questo terribile paradosso... un tizio che passeggia incatenato alla “libertà” da altri 7 miliardi che invece sono “liberi” di essere schiavi... come si può superare questo terribile paradosso, della serie “tu devi stare di là, mentre noi rimaniamo di qua”... questo doppio atteggiamento (negativo) incrociato come gli incroci di Fantozzi... mah, forse andando in un qualche livello ulteriore nel quale si riuscirà a ridere di questa palese, evidente, grottesca, situazione...?
http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/

martedì 8 marzo 2016

Che cos'è l'amore, cosa sono le relazioni, e cosa sono i legami...


Salve, sono quel tizio “scemo”, ma se vogliamo anche senza le virgolette, che passeggia spesso per la città, e pone alle ragazze la domanda “robotica” “facciamo l’amore?”... esiste qualche rara variante, che consiste in “ciao, facciamo l’amore?” o “sorella, facciamo l’amore?” o anche “diavoletta, facciamo l’amore?” etc, ma la prima domanda è quella più frequente, siccome la domanda la pongo come passante alle ragazze passanti e insomma c’è poco tempo e occorre essere “sintetici”, ma anche di meno eh... Che succede quando pongo questa annosa domanda, beh quasi assolutamente niente, eccetto rari micromovimenti, bisognerebbe aprire anche una finestra su quella che io chiamerei la “scienza dei passanti” o “passantologia”, una scienza da me “inventata” che si basa sull’ipotesi che in realtà siamo tutti passanti, tranne per il fatto che la maggior parte sono per adesso dei passanti fermi... beh, questa scienza dei passanti per prima cosa si basa sull’osservazione, insomma questi passanti che passano, quindi non quelli fermi eh, di solito sono anche piuttosto negativi, ma anche più di piuttosto, insomma facce tristi, ma anche più che tristi, facce appese, sguardo spesso al pavimento, anzi marciapiede, vestiti scuri, occhiali neri, cuffie alle orecchie, sigarette malinconiche quando va meglio, barbe, baffi, barbacce, tatuaggi, piercing, etc etc etc, insomma in una parola: schiavi, e quindi anche schiave... ma schiavi e schiave di che...? Insomma succede che talvolta in risposta alla mia domanda una ragazza alza leggermente la testa, poi ce ne sta qualcuna che sembra dirsi “ma ho sentito bene?”, come se faticasse a credere a ciò che ha sentito, poi ce ne sta qualcuna che ogni tanto risponde cortesemente “no”, e in questi casi mi sembra quasi di esistere, poi però mi ricordo che no, tanto io non esisto... e d’altronde se non esisto, che problema c’è... che è successo...? È successo che un tale, un nessuno, mi ha chiesto forse qualcosa, anzi no, non mi ha chiesto nulla, quindi non è successo niente... voi direte ma allora perché non provi un altro approccio, beh perché l’ho già provato, e non funziona... chiedere subito “facciamo l’amore?” crea la situazione, e pare che le donne siano ancora più situazioniste degli uomini, quindi se chiedi loro qualsiasi altra cosa poi si innescano situazioni diverse, e poi boh... non pretendo certo di dare lezioni a nessuno, ci capisco così poco già io... però mi ricordo come la penso in merito a tutto questo, e siccome per adesso succede ben poco, cogliamo l’occasione di parlare di questo, tornando al titolo di questo volantino, cosa è l’amore...? Perché in effetti il problema poi è anche che quello che io sto proponendo può non essere affatto la stessa cosa di ciò che viene recepito... cosa intende la gente con “amore” o “relazione”...? Mah, qui nel volantino non darò le definizioni, siccome mi tocca stare a tre puntini dentro il volantino, però quello che vi posso dire è che la gente su questo pianeta chiama relazione quella “cosa” che è solo un legame, e ci sono anche tre tipi di legame “sentimentale”, il primo lo chiamano matrimonio, io farei prima a chiamarlo patrimonio, il secondo tipo di legame lo chiamano fidanzamento, che già viene frainteso spesso, in quanto lo intendono come un prologo del matrimonio... e in merito a questo fidanzamento mi sembra piuttosto valida la “battuta” di una mia nipotina di pochi anni di età che diceva “finzionati” al posto di “fidanzati”... poi c’è il terzo tipo di legame, la “compagnitudine” tra uomo e donna, anzi tra maschi e femmine, termine che talvolta viene usato come sinonimo del fidanzamento, ma non è la verità, quelli che dicono così, tranne rari casi veri, di solito sono solo dei fidanzati... almeno per adesso è così... chiaramente, siccome c’è la democrazia, sarebbe il fidanzamento il tipo di “relazione” più in sintonia con il sistema economico-politico-sociale nel quale viviamo... comunque resta la domanda iniziale... matrimonio, fidanzamento, e compagnitudine, sono relazioni...? No, no, e no... matrimonio, fidanzamento, e compagnitudine, sono già amore...? No, no, e no... Saranno forse culture, sistemi, preparazioni alle vere relazioni e al vero amore, ma queste tre forme di “relazioni” non sono ancora amore e sono in finale solo dei legami... già solo il fatto di mettersi in testa l’idea di possedere un’altra persona, oltre l’illusione intrinseca dell’idea stessa, come fai a possedere un’altra persona se non possiedi nemmeno te stesso/a...? E come fai a entrare in relazione con qualcuno/a se non riesci a fare a meno di quello che potremmo chiamare “impulso al possesso”... e il sesso viene spesso considerato come un opposto dell’amore, ma non è affatto così... a parte il fatto che di amore su questo pianeta non v’è traccia, poi per quanto riguarda il sesso (la parola viene dal latino secare, dividere), nemmeno è vero che gli abitanti di questo pianeta riescono a entrare in relazione congiungendosi carnalmente, anzi, quel “secare” suggerisce l’idea che siamo da soli anche in quel frangente, quando pensiamo e ci illudiamo di trovare una qualche consolazione alla nostra solitudine esistenziale assoluta dando sfogo alla nostra parte animale, insomma schiavi anche lì... 

giovedì 3 marzo 2016

Oltre l’inganno della cosiddetta politica, c’è la vera... pollitica...


Volete un volantino politico...? Siete cascati male, vi devo deludere, nel senso che sarebbe anche possibile fare dei volantini politici, ma ci tocca esaminare la situazione nella sua cruda realtà, e la realtà della nostra situazione è che siamo ben lontani proprio dalla realtà, ci siamo persi, mi sono perso anche io che assurdamente produco questi volantini e poi “pretendo” anche di diffonderli per strada... Sì, questo sarebbe il partito o movimento, o sia partito che movimento, o nessuno dei due, dei cinque puntini, five points, e in questo senso sarebbe anche questo “politica”... ma allo stesso tempo questa faccenda dei cinque puntini è così assurdamente lontana dalla politica che conosciamo che ci tocca chiederci in effetti da che parte sta poi l’assurdo vero e proprio... per tentare di spiegare questo, cioè di spiegare l’inspiegabile, ho pensato di estendere una storiella, la famosa storia del pollo in politica, e volevo per l’appunto farne l’oggetto principale di questo volantino... io personalmente prima di arrivare a fare questa cosa assurda dei cinque puntini conoscevo varie forme politiche e ho anche fatto attività politica in minoranze come quella dei leninisti o “tre puntini” come li vogliamo chiamare e poi per un periodo ho tentato da solo di fare anche il partito dei quattro puntini... rispettivamente otto anni a tre puntini e cinque a quattro, questa magari non sarà un’esperienza così estesa però è un’esperienza... adesso non posso fare proprio dei volantini a cinque puntini, se mi lasciate un’offerta posso aggiungere dei contenuti a voce a cinque puntini, però qui intanto posso raccontarvi la famosa storia del pollo in politica estesa alle prime quattro forme politiche più una... ok, eccola, diciamo che un papà, per spiegare la politica ai suoi figli usa la metafora del pollo... il figlio gli chiede papà che cos’è la dittatura...? Il papà risponde, figliolo, tu hai un pollo... arriva il dittatore e ti dice dammi il tuo pollo, e tu glielo dai... questa è la dittatura... Ok, e che cos’è la democrazia...? La democrazia è che tu, figliolo, hai un pollo... poi arriva il capo del partito di destra, proveniente da destra come agli incroci, e ti dice, caro elettore dammi il tuo pollo ma prima annusalo con la narice destra, poi votami, e vedrai che dopo le elezioni mangeremo insieme molti polli... poi ti arriva anche il capo del partito di sinistra, proveniente da sinistra, e stessa scena con annusamento dalla narice sinistra... poi ci sono le elezioni e chiunque vinca tu non rivedrai mai il tuo pollo... ah, sì papà, adesso ho capito... e che cos’è il socialismo...? Caro figliolo, il socialismo è un po’ più complicato ma interessante... tu hai un pollo... arrivano quelli del partito socialista e ti dicono compagno, devi condividere il tuo pollo con noi... tu gli dici ok, ve lo do’, ce lo mangeremo insieme...? Sì compagno, tu daccelo e poi insieme mangeremo tantissimii polli, poi si prendono gran parte del pollo e ti lasciano da solo con un pezzetto di coscia... ah, va bene papà, e il comunismo...? Figliolo, il comunismo è ancora più complicato del socialismo, però è ancora più interessante... tu hai un pollo, poi arrivano gli operai comunisti e ti dicono compagno, dividi il pollo con noi, e sarai dei nostri, verrai anche a vivere con noi, e saremo felici... tu gli dai il pollo e loro gli tirano un’accettata, poi però iniziano a guardarti male e a farti domande strane, tipo perché ti sei preso proprio quel pezzo e non quell’altro, o mica pensi di mangiartelo davvero, o non è che ti sei preso il pezzo più buono e a noi ci lasci quello meno buono, etc etc... ah papà, adesso ho capito cosa è la politica, finalmente, mi ci voleva qualcuno che me ne desse una spiegazione chiara... sì figliolo, la politica è in finale tutta una grande cacata e tutta una serie di inganni e inganni su inganni su inganni, etc, però piano piano almeno quel pollo te lo potrai mangiare, se andremo avanti oltre che nello sviluppo tecnologico anche nello sviluppo sociale, coscienziale, etc, insomma staremo sempre meglio, non sei contento...? E invece il figliolo inizia a piangere... no, papà, vedi dalla tua spiegazione così chiara e veritiera io ho capito che invece l’unica cosa da fare, cioè non è proprio esatto dire che è l’unica cosa da fare, ma poi diventerà l’unica cosa che toccherà fare a me, è invece di fare dittature, democrazie, socialismi e comunismi, mi toccherà fare un’altra cosa ancora, siccome a me non va di mangiare il pollo... No? Dice il papà, e perché figliolo tu non vuoi mangiare il tuo pollo, anche tu hai un “pollo”, nel senso che il pollo magari non rappresenta solo la materia, cioè le cose, ma anche altre “cose”... e quindi ti spetta, cioè anche tu potrai mangiarlo... no papà, vedi, dal tuo discorso con la chiarissima metafora del pollo in esso contenuta, come si esprime forbito questo bimbo eh, ho capito semplicemente che il pollo sono io... quindi invece di aspirare a mangiare questo pollo a me invece toccherà fare una specie di partito dei polli, e la mia quindi non sarà più nemmeno politica, ma “pollitica”, cioè la politica dei polli, polli che a un certo punto si stufano di essere mangiati sempre da qui soliti quattro e si decidono a farsi un partito loro, così male che vada ci mangeremo tra di noi, noi polli in libertà, e saremo liberi di giocare in questo cortile d’universo autenticamente felici...
http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/

mercoledì 2 marzo 2016

FAQ del Blog dei Cinque Puntini

N.B. Queste FAQ vanno aggiornate... Io non posso più usare facebook, quindi l'unico modo che avete per contattarmi via internet è la email: giularca@tiscali.it


Questo "blog" è in realtà una semplice raccolta dei volantini diffusi per strada, i commenti non sono attivati e non si cerca "amici" del blog allo scopo di commentare i post, ma lo scopo è di dare un mezzo alternativo a chi per qualche ragione rilevante non può o non vuole stare su facebook, inoltre per entrare in comunicazione con me l'unico modo per adesso rimane la messaggistica di facebook, quindi se non avete motivi rilevanti per non stare su facebook e volete comunicare con me vi serve di aprire un profilo facebook, con nome cognome e faccia veri, e poi mi contattate tramite la messaggistica... qui non metto la email altrimenti arrivano i soliti messaggi pieni di cazzate demoniache, e ricordo che lo scopo della messaggistica facebook è quello di partecipare a qualcuna delle attività che propongo, la prima e principale è la faccenda del calcio coi puntini, con prima fase di selezione tramite videogioco, e poi ogni altra attività è possibile, matematica, letteratura, informatica, musica, fisica, filosofia, arte, sport, astronomia, astrologia, etc etc etc... il gioco puro ovviamente non ha bisogno nemmeno di volantini e di blog o profili, per quello faccio già ampia propaganda stradale, con la mia domanda iniziale alle ragazze "ironico-robotica" "facciamo l'amore?"... qui si "parla" del secondo fare, il non-amore, che comunque non è affatto poco, riguarda comunque un campo vastissimo di attività possibili e variate che possiamo definire lavoro-gioco... e che comunque propone già un "pensiero", un pensiero non già a cinque puntini, siccome per regole sistemiche devo ricevere almeno l'offerta minima di 50 cents per poter passare in modalità cinque puntini (.../.....), e ci deve essere una comunicazione dal vivo, non solo vera ma anche autentica, relazionale, cioè almeno in situazione di presenza e amicizia... intendo dire che esiste un approccio "essoterico" a tre puntini e "esoterico" a cinque... ma comunque potete anche trarre un qualche "giovamento" dalla semplice lettura gratuita dei volantini, però non aspettatevi chissà che, si tratterà comunque di un "pensiero" a tre puntini che conterrà al massimo degli accenni, delle allusioni, ai contenuti a cinque puntini, ma non conterrà proprio i contenuti a cinque puntini... infatti quando per strada vi lascio un volantino gratuito vi dico sempre che è gratuito, ma allo stesso tempo chiedo sempre se volete dare un'offerta, e in questo secondo caso posso fermarmi un po' sul posto a parlare con voi, o possiamo un po' passeggiare insieme e parlare, intendo parlare in modo vero e autentico...
Inoltre mi è stato chiesto perché propongo una cosa "volgare" come il calcio, e la risposta è che siamo in questa complessa "situazione", c'è un mezzo precedente storico, la partita a pallone tra soldati francesi e tedeschi durante la prima guerra mondiale, inoltre il gioco puro sarebbe (in teoria) la "cosa" più facile da fare, in pratica siccome si tratta del massimo tabù, il tabù dei tabù dei tabù, è invece molto meno facile metterlo in pratica; inoltre potrei anche, in teoria, organizzare situazioni di "lavoro vero", associazioni di lavoro insomma, ma date le mie vicende precedenti con relativi fraintendimenti e incomprensioni reciproche, non posso fare proprio quel tipo di propaganda, però magari posso aiutare qualcuno che sia veramente motivato e benintenzionato, con la precisazione che per quel livello di conoscenze lì io posso adottare un atteggiamento "propedeutico", cioè il quarto gradino qui lo usiamo come preparazione del quinto... poi se capita uno che è molto interessato a quel livello di conoscenze e applicazioni pratiche può anche iniziare a partecipare con me, poi se vuole fare quel tipo di propaganda dovrà fare da solo, perché io non posso più farla... però poi si potrà magari anche fare uno scambio di partecipazioni, chissà... quello che vorrei evitare è di avere pseudo-partecipanti che vengono a fare le solite "demoniate" allo scopo di "correggermi" o di ostacolarmi... insomma propongo il calcio come prima attività per queste ragioni, la prima fase poi è facilissima da fare, possono farla tutti/e, anche giovani, donne, anziani etc, perché tanto consiste solo nel giocare al calcio in due, uno contro uno, tramite un comune videogioco... si tratta al limite solo di imparare a pigiare tre pulsanti, uno per passare il pallone, uno per tirare in porta e un altro per crossare (tiro a parabola o "palombella"), e inoltre bisogna giocare applicando i quattro o cinque puntini (altrimenti che lo facciamo a fare?), e che probabilmente la partita viene anche videoregistrata, così poi anche a posteriori posso rendermi conto se un partecipante gioca veramente a quattro o cinque puntini oppure è venuto a fare la partecipazione a "scherzo"... poi c'è un salario per giocatori occasionali, pagabile il mese successivo tramite bonfico bancario, (quindi i giocatori occasionali devono anche lasciare l'iban se vogliono lo stipendio da giocatore occasionale) perché mi devo organizzare prima siccome io stesso vivo di un piccolo "stipendio" mensile del cui do' una cospicua parte in offerta subito appena ricevuto lo "stipendio" (ragion per cui posso pagarvi solo il mese dopo)... inoltre riguardo i giocatori occasionali ci sono le tre opzioni base, più eventuali altre, cioè ci può essere il giocatore occasionale che vuole essere pagato, e la tariffa per adesso è uguale per tutti/e, 15 euro l'ora, poi ci può anche essere quello che non vuole essere pagato, che quindi offre la sua partecipazione anche come aiuto ai cinque puntini, poi anche ci può essere il giocatore occasionale che partecipa e vuole anche lasciare una quota di offerta-sostegno... inoltre sarebbe possibile "pagare" anche in lavoro e/o gioco, ma all'inizio penso che le prime tre opzioni basteranno...