Tentiamo
di parlare di questioni difficili, ma parecchio difficili eh... siamo liberi o
schiavi...? E che cosa è la libertà...? Insomma la questione può sembrare
banale, talvolta si potrebbe dire sono libero se posso fare un cosa, quindi
libertà uguale possibilità, oppure libertà uguale potere, ma in questo caso il
problema si sposta sul potere... che cosa sono la possibilità e il potere...?
Tra l’altro sono faccende diverse o si tratta delle stessa “cosa”...? Riguardo
la domanda iniziale penso che non sia tanto difficile trovare persone del tutto
convinte di essere libere o di essere schiave... anche perché quando poni le
domande nel senso scegli A o B, li hai già fregati, si dividono in due partiti
di gente egualmente incavolata che sostiene A o B... magari potrebbe capitare
di trovare qualcuno un po’ più critico della media che sostiene di essere un
po’ libero e un po’ schiavo, o non libero... sono tre quarti libero e un quarto
schiavo... oppure sono due terzi libero e un terzo schiavo... ma anche qualora
si arrivasse a ottenere risposte così, che già contengono un minimo barlume di
intelligenza, bisognerebbe poi passare al secondo livello di domanda, cioè
chiedersi se siamo liberi o schiavi di che, o di fare che... perché poi
potrebbe esistere anche la libertà di essere schiavi e la schiavitù della
libertà, e vi posso dire che di questo tipo di paradossi forse io ne so già
qualcosa... insomma, varie domande collocate su più livelli, su un primo
livello “semplice”, banale, ingenuo, ci poniamo la domanda se siamo liberi
oppure no... e qui facilmente trovermo plotoni di gente pronti a sostenere
l’una o l’altra ipotesi, anzi sarebbe più preciso chiamarla opinione... poi
suppongo che ci sia il secondo livello di domanda, cioè ci iniziamo a chiedere
di fare cosa siamo liberi, beh per esempio nella democrazia siamo liberi di
avere e di esprimere delle opinioni, ok... quindi anche in virtù di questa
facoltà potremmo anche fare uno sforzo aggiuntivo e invece di autoproclamarci
stupidamente “liberi” o “schiavi”, cominciamo a intravedere qualcosa oltre...
poi però forse non finisce nemmeno qui, perché a questo livello la nostra
conclusione non potrebbe che essere quello che accennavo sopra, cioè comincerebbe
una sorta di gioco delle frazioni, dei numeri razionali della libertà, insomma
si creerebbero più partiti aggiuntivi, tra chi sosterrebbe che siamo metà
liberi e metà schiavi, poi quelli che direbbero no, siamo due terzi liberi e un
terzo schiavi, tre quarti e un quinto, etc, e altre noiosità di questo
genere... il problema successivo invece è posto su un livello ancora maggiore,
perché potrebbe esistere anche chi, per situazioni complicate e paradossali
difficili da definire e da raccontare in poche righe, è libero di essere
schiavo oppure la situazione opposta, chi è schiavo di una certa “libertà”, e
per “par condicio” bisognerebbe dire che invece quelli del primo paradosso sono
“liberi” di essere schiavi... in questo caso anche la posizione delle
virgolette conta qualcosa... insomma c’è anche un prima e un poi... prima che
iniziasse questa faccenda assurda di questo tizio “strano” che passeggia spesso
in città e tenta di diffondere i suoi volantini ancora più strani, come questo,
c’era la libertà “semplice” contrapposta alla schiavitù “semplice”... adesso
invece ci stanno anche la libertà e la schiavitù “composte”, complesse, come i
numeri complessi... c’è chi mi ha chiesto se io stesso sono libero di fare
quello che sto facendo, cioè di fare i cinque puntini, partito, o movimento, o
movimento/partito, o nessuno dei due, o come volete considerarlo... gli ho
risposto che sì, sono stato libero di fare questa faccenda dei cinque puntini,
cioè è stata una mia scelta, mentre allo stesso tempo gli facevo quel gesto con
la mano che a Roma significa “maddeke”... insomma paradossi, perché quando non
c’è altro modo di raccontare una realtà paradossale tocca per forza diventare
paradossali... del resto, questi altri che girano per la città, e che non
tentano di diffondere volantini assurdi a cinque puntini (che poi sono a tre,
perché proprio a cinque non si possono fare), questi sono liberi...? Mah, a me
sembrano liberi di essere schiavi, cioè “liberi” tra virgolette, e immagino che
la loro situazione sia anche di sofferenza, siccome io stesso vedendoli già
soffro per loro... e io sono libero...? Mah, da come la situazione di questo
“povero” pianeta s’è messa, direi che sono libero, sì, nel senso che io posso
giocare, ma allo stesso tempo sono libero di non giocare...? Mah, mica tanto
direi... Allora sono uno che è stato “incatenato” alla libertà, e a quale
scopo... affinché la controparte si senta libera di essere schiava, cioè
insomma chiusi nel loro piccolo mondo “individualista”, anzi egoista, un
egoismo che sta diventando pure oscuro, estremo... insomma nelle “giornate di
pioggia” si ripropone questo terribile paradosso... un tizio che passeggia
incatenato alla “libertà” da altri 7 miliardi che invece sono “liberi” di
essere schiavi... come si può superare questo terribile paradosso, della serie
“tu devi stare di là, mentre noi rimaniamo di qua”... questo doppio
atteggiamento (negativo) incrociato come gli incroci di Fantozzi... mah, forse
andando in un qualche livello ulteriore nel quale si riuscirà a ridere di
questa palese, evidente, grottesca, situazione...?
http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/
http://www.facebook.com/giulio.arca.relaxed/
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.