lunedì 5 dicembre 2016

L'economia pollitica vince la poltica, la cattiveria interna lorda oltre a pil e fil...

La vera religione di questo pianeta è il denaro, scoperta più che ovvia, e gli esperti dei movimenti del denaro di regola si fanno chiamare economisti, il che già da nome farebbe pensare a gente che si impegna nel risparmio, e invece diventano giocoforza degli esperti dello spreco, siccome la battaglia, anzi il “cuore” dell’economia intesa in senso tradizionale batte tutta sullo spreco, ossia non si lotta per contendersi il necessario, si lotta per la spartizione dello spreco... l’indicatore tradizionale di questo “spreco”, altrimenti chiamato “crescita”, sarebbe il cosiddetto pil, cioè prodotto interno lordo, il che a sua volta già dal nome, “lordo”, e “interno”, mi fa pensare a quando (ahimé) mi capita di troneggiare nel bagno, e può darsi che in quei frangenti io sia particolarmente impegnato ad accrescere il... prodotto interno lordo... a questa concezione, non la mia intendo, ma quella classica, del prodotto interno lordo, altri hanno già da un po’ tentato di contrapporre il concetto opposto di “fil”, cioè felicità interna lorda, ma l’occhio critico non può fare a meno di notare che l’aggettivo “lordo” ricorre anche in questo caso, e se gli economisti classici talvolta li senti parlare di “utile netto” (contrapposto al lordo, lordo inteso nel senso di totale, complessivo), a me non è mai capitato di sentir parlare gli economisti “alternativi”, cioè quelli del “fil” e quelli della cosiddetta “decrescita felice” di... felicità interna netta, o di felicità totale, o insomma di un’altra felicità che non sia la felicità quella che intendono loro, insomma... sarà che forse a me, come talvolta mi sento dire, non mi sta bene mai nessuno, e che trovo sempre da ridire su tutti, ma vi assicuro che invece io tengo ben fisso l’occhio sui dati reali per esempio proprio della mia iniziativa per prima cosa, e che li conosco... e in questo caso vedo ogni giorno nei fatti il collegamento tra i vari “mondi”, tra l’economia politica intesa in senso classico, e tra questa e la seguente “economia politica” della felicità o felicità possibile, e tra queste prime due e il terzo ordine di “mondo”, cioè l’economia della... gioia o di come la vogliamo chiamare, ma sì, chiamiamola pure economia della gioia, magari arriverà un giorno qualche altro “fulminato” a dirci che oltre a pil e fil c’è anche il... gil, cioè il misuratore della gioia interna lorda di un popolo... ma nel frattempo a me è toccato il compito, talvolta anche un po’ amaro, di diventare un po’ il misuratore umano della cattiveria interna lorda, e devo dire che il bilancio provvisorio di questo indicatore è piuttosto preoccupante, tanto che mi sento di poter dire che questo “cil” ha travolto per adesso di brutto i tre precedenti indicatori, anche se in qualcuno di loro c’è stata una qualche crescita... ma a me non interessava una crescita “apparente”, mentre invece resto interessato a una crescita di tipo più “sostanziale”, una crescita interna che inizi come interiore, più che... “interna lorda”... e magari poi da interiore ad un certo punto si trasforma anche in esteriore... ma per adesso di questo non v’è traccia... è quantomeno strano, almeno dal mio punto di vista, come le persone si autoingannino circa i bilanci “economici” dei tre “ordini di mondo” di questo sistema, come non li vedano collegati, anzi la regola sembra essere diventata ormai quella di fare le cattiverie il più possibile con la maschera da buono, e questa tipologia rimane la più insidiosa... insidiosa anche perché ad un certo punto l’assurdo travolge tutto, e anche il campo da gioco del bene/male del secondo ordine non riesce a non essere travolto anch’esso dalla forza dirompente del “ridicolo” che erompe dal terzo ordine, quello “spirito”, quel rumore di fondo di risate che mi tocca sentire ormai da circa dieci anni, ovvero la risata tragicomica di un mondo, un pianeta, una intera civilizzazione, che, speriamo di no, si avvia ad andare a rotoli... in questo senso l’economia finisce a diventare “pollitica”, così come l’unico “partito”, che è poi un partito che non esiste nemmeno, il “partito dei polli”, finisce ad essere praticamente l’unico partito, anche se poi partito significa “parte”, e parte significa partizione, s-partire, separare, etc... la solita sofferenza... l’ideologia nasce dallo scoraggiamento, e così nascono i partiti, dalle manine divisorie dei diavoletti, e specialmente dai tanti “giocatori” che vanno appresso ai demonietti... non si riesce a capire come mai questi “giocatori” non mettano in conto le conseguenze delle loro azioni... facendo un’ipotesi... assurda... se capitasse a me tutte le mattine, non appena uscito di casa, di incontrare un tizio che si porta appresso come dei rotoli di banconote e le regala a tutti quelli che passano, inizierei a chiedermi qualcosa, a farmi delle domande... ma davvero questo tizio mi regala valore gratis, o da qualche altra parte c’è una “fregatura”, c’è una postilla, c’è insomma un... bilancio “globale” che così facendo vado ad alterare... sarò un caso strano, un caso disperato forse, ma direi che la normalità sarebbe quella di guadagnarsi il pane col “lavoro”, anche se all’inizio proprio lavoro non è, o col gioco anche perché no, tra l’altro adesso un po’ mi spiego anche perché i giocatori delle squadre di calcio sono così tanto pagati... in economia tradizionale c’è questa specie di “campionato”, la... “ricchezza” delle nazioni...   http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it

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