martedì 12 luglio 2016

Il ruolo che hanno la cultura, la coscienza, e la consapevolezza...


Esistono tre livelli di “cultura”, che corrispondono ai tre ordini di mondo... il primo è per l’appunto la cultura, senza virgolette... molti probabilmente crederanno questo essere tutto il conoscibile, e il problema cognitivo della nostra epoca non si limita solo a questo, anzi, c’è anche una carenza di cultura, nel senso che la cultura è pure in minoranza, sopraffatta dalla cosiddetta “spazzatura”, spazzatura intellettuale, giornalistica, scolastica, tv spazzatura, e via dicendo... la cultura ha in sé una tendenza all’oggettività, anche se sempre oggettiva non è, e non può esserlo, dato che siamo ancora nel sistema capitalistico, e quindi spesso appare in veste di “cultura”, che in questo caso ha un altro significato ancora rispetto al precedente virgolettato, un significato di cultura diminuita, una cultura con la “c” minuscola... per esempio al tempo del fascio c’era uan sorta di abbecedario, un libro unico che “riassumeva”, ed è il caso di riusare il virgolettato, le principali materie scientifiche che il ragazzino balilla doveva sapere, come a dire meglio non saperne “troppo” di queste cose qua, siccome che poi se ne sai troppo, chissà, magari poi vai in giro a darti arie da intellettuale... ma anche quando si tratta della cultura quella vera, quella con la “c” maiuscola, quella che anche in democrazia è in minoranza, in effetti la si potrebbe usare anche in senso negativo, cioè per darsi arie intellettuali, per darsi importanza in un certo modo, e talvolta forse capita pure... e qui torniamo al discorso che ogni livello in sé non è altro che un livello, un gradino della scala, e che dipende da come lo si usa, e con quale spirito... la cultura “spazzatura”, come una sorta di vino rosso allungato con l’acqua, come quello della canzuncella romanesca sui castelli romani, è un prodotto inevitabile della democrazia e del sistema capitalistico... ce ne è tanta di gente assuefatta a tale cultura, quasi non ne possano fare a meno, altrimenti chissà, forse vanno in crisi d’astinenza, come se fossero dei tossici, cosa che in effetti sono... oltre a dare costante man forte a una visione del mondo perennemente soggettiva, questa cultura da assuefatti sembra anche dover rinforzare una visione “cimiteriale” della vita, e anche in questo caso il virgolettato è d’obbligo, intendo per me... insomma una visione della vita non solo soggettiva, ma anche diminuita, anzi più che diminuita... farebbe parte insomma della cronica assuefazione al sistema capitalistico il fatto che vivere entro tale sistema è già un’illusione ancora prima dell’illusione... ma una cultura oggettiva invece, qualora bene utilizzata, può fare da solida base per i livelli successivi, cioè per la coscienza e la consapevolezza, insomma la “sveglia” coscienziale, e il “risveglio” consapevole, altri due piani del “palazzo” della conoscenza... questi due piani servono proprio necessariamente e subito...? A questa auto-domanda vorrei rispondere, provvisoriamente, con un sì e con un no... Sì e no perché in questa epoca, e in questa fase-situazione, la situazione “francese” intendo, che si è venuta a determinare, anche tali conoscenze sono da valutare, e con una certa attenzione, e caso per caso, se siano positive o negative... il fine complessivo è sempre lo stesso, cioè la scala politico-economico-sociale si dovrebbe sì salire un gradino alla volta, ma in alcuni casi e/o situazioni è necessario percorrere tale scala nel senso dello spirito, e lo spirito talvolta percorre delle “logiche” che ci sono parecchio sconosciute... è lo spirito che de-termina, anche se io stesso fatico a comprendere per adesso “cosa” sia questo “spirito”... ma come ipotesi provvisoria diciamo che forse esiste uno spirito della cultura, uno della coscienza e uno della consapevolezza, e che ad ogni livello vale la “regola” che non è “importante” ciò che fai, ma “come” lo fai, intendo il “perché”, lo “scopo”, o l’“intenzione”, o proprio lo “spirito”, anche se questi termini per il momento non mi sono del tutto chiari... esistono dei rischi, gli eccessi intellettuali provocano la boria, boria intellettuale, per esempio i tipici fenomeni del debunkers, lo “scienziato” che di professione deve smascherare le pseudo-scienze, è un esempio di ciò... ma anche gli eccessi coscienziali in assenza di cultura o di consapevolezza provocano le storture dell’operaismo rozzo e ignorante, o della “cultura” del risentimento... inoltre c’è anche la terza stortura, anche questa ai nostri tempi dilagante su tutto il campo, ossia la “giocoleria cattiva”, l’antioperaismo condito con disprezzo, l’atteggiamento esoterico a fini pseudo-spirituali che già dilagava nell’ottocento, dopo la delusione di massa della caduta di Napoleone... questo atteggiamento non se ne è andato, è inevitabilmente rimasto, e ancora inevitabilmente rimarrà per un bel po’, per via della situazione “francese” entro la quale ci troviamo... insomma l’atteggiamento secondo il quale “certe cose” si fanno, si praticano, si leggono o si scrivono “solo” a fini esoterico-settari, non altro che a questo fine... è raro, per non dire impossibile, incontrare qualcuno che sia davvero equilibrato in questo, in questa costruzione a “livelli” conoscitivi, anche per via della situazione “francese”... allora forse ci si potrebbe accontentare per adesso di formare qualcuno almeno sui primi due, cultura e coscienza, con simpatia...     

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