Esistono tre livelli di “cultura”, che corrispondono
ai tre ordini di mondo... il primo è per l’appunto la cultura, senza
virgolette... molti probabilmente crederanno questo essere tutto il
conoscibile, e il problema cognitivo della nostra epoca non si limita solo a
questo, anzi, c’è anche una carenza di cultura, nel senso che la cultura è pure
in minoranza, sopraffatta dalla cosiddetta “spazzatura”, spazzatura
intellettuale, giornalistica, scolastica, tv spazzatura, e via dicendo... la
cultura ha in sé una tendenza all’oggettività, anche se sempre oggettiva non è,
e non può esserlo, dato che siamo ancora nel sistema capitalistico, e quindi
spesso appare in veste di “cultura”, che in questo caso ha un altro significato
ancora rispetto al precedente virgolettato, un significato di cultura
diminuita, una cultura con la “c” minuscola... per esempio al tempo del fascio
c’era uan sorta di abbecedario, un libro unico che “riassumeva”, ed è il caso
di riusare il virgolettato, le principali materie scientifiche che il ragazzino
balilla doveva sapere, come a dire meglio non saperne “troppo” di queste cose
qua, siccome che poi se ne sai troppo, chissà, magari poi vai in giro a darti
arie da intellettuale... ma anche quando si tratta della cultura quella vera,
quella con la “c” maiuscola, quella che anche in democrazia è in minoranza, in
effetti la si potrebbe usare anche in senso negativo, cioè per darsi arie
intellettuali, per darsi importanza in un certo modo, e talvolta forse capita
pure... e qui torniamo al discorso che ogni livello in sé non è altro che un
livello, un gradino della scala, e che dipende da come lo si usa, e con quale
spirito... la cultura “spazzatura”, come una sorta di vino rosso allungato con
l’acqua, come quello della canzuncella romanesca sui castelli romani, è un
prodotto inevitabile della democrazia e del sistema capitalistico... ce ne è
tanta di gente assuefatta a tale cultura, quasi non ne possano fare a meno,
altrimenti chissà, forse vanno in crisi d’astinenza, come se fossero dei
tossici, cosa che in effetti sono... oltre a dare costante man forte a una
visione del mondo perennemente soggettiva, questa cultura da assuefatti sembra
anche dover rinforzare una visione “cimiteriale” della vita, e anche in questo
caso il virgolettato è d’obbligo, intendo per me... insomma una visione della
vita non solo soggettiva, ma anche diminuita, anzi più che diminuita... farebbe
parte insomma della cronica assuefazione al sistema capitalistico il fatto che
vivere entro tale sistema è già un’illusione ancora prima dell’illusione... ma
una cultura oggettiva invece, qualora bene utilizzata, può fare da solida base
per i livelli successivi, cioè per la coscienza e la consapevolezza, insomma la
“sveglia” coscienziale, e il “risveglio” consapevole, altri due piani del
“palazzo” della conoscenza... questi due piani servono proprio necessariamente
e subito...? A questa auto-domanda vorrei rispondere, provvisoriamente, con un
sì e con un no... Sì e no perché in questa epoca, e in questa fase-situazione,
la situazione “francese” intendo, che si è venuta a determinare, anche tali
conoscenze sono da valutare, e con una certa attenzione, e caso per caso, se
siano positive o negative... il fine complessivo è sempre lo stesso, cioè la
scala politico-economico-sociale si dovrebbe sì salire un gradino alla volta,
ma in alcuni casi e/o situazioni è necessario percorrere tale scala nel senso
dello spirito, e lo spirito talvolta percorre delle “logiche” che ci sono
parecchio sconosciute... è lo spirito che de-termina, anche se io stesso fatico
a comprendere per adesso “cosa” sia questo “spirito”... ma come ipotesi
provvisoria diciamo che forse esiste uno spirito della cultura, uno della
coscienza e uno della consapevolezza, e che ad ogni livello vale la “regola”
che non è “importante” ciò che fai, ma “come” lo fai, intendo il “perché”, lo
“scopo”, o l’“intenzione”, o proprio lo “spirito”, anche se questi termini per
il momento non mi sono del tutto chiari... esistono dei rischi, gli eccessi
intellettuali provocano la boria, boria intellettuale, per esempio i tipici
fenomeni del debunkers, lo “scienziato” che di professione deve smascherare le
pseudo-scienze, è un esempio di ciò... ma anche gli eccessi coscienziali in
assenza di cultura o di consapevolezza provocano le storture dell’operaismo
rozzo e ignorante, o della “cultura” del risentimento... inoltre c’è anche la
terza stortura, anche questa ai nostri tempi dilagante su tutto il campo, ossia
la “giocoleria cattiva”, l’antioperaismo condito con disprezzo, l’atteggiamento
esoterico a fini pseudo-spirituali che già dilagava nell’ottocento, dopo la
delusione di massa della caduta di Napoleone... questo atteggiamento non se ne
è andato, è inevitabilmente rimasto, e ancora inevitabilmente rimarrà per un
bel po’, per via della situazione “francese” entro la quale ci troviamo...
insomma l’atteggiamento secondo il quale “certe cose” si fanno, si praticano,
si leggono o si scrivono “solo” a fini esoterico-settari, non altro che a questo
fine... è raro, per non dire impossibile, incontrare qualcuno che sia davvero
equilibrato in questo, in questa costruzione a “livelli” conoscitivi, anche per
via della situazione “francese”... allora forse ci si potrebbe accontentare per
adesso di formare qualcuno almeno sui primi due, cultura e coscienza, con simpatia...
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