lunedì 3 ottobre 2016

I giochi di cattiveria, la fuga nella "bellezza", e il grande atteggiamento...

Roma città eterna, Roma città dell’amore, Roma città della cosiddetta “grande bellezza”, etc etc... ma è proprio così che funziona...? Questo, ovviamente, potrebbe suonare anche come una critica a me stesso, in tal caso, no problem... in ogni caso la questione è cercare di essere il più possibile adeguati ai tempi che stiamo vivendo, e questo ovviamente vale da entrambe le parti... se io, da una parte, sono stato un po’ “indotto” a provare in anticipo alcune cose che per l’epoca attuale potrebbero anche essere un po’ troppo avanzate o un po’ premature, quale delle due, fa lo stesso, scegliete voi... dall’altra però Roma sta diventando un po’ l’emblema del grande ritardo che l’occidente nel suo complesso ha accumulato e sta continuando ad accumulare, non tanto nei confronti dell’oriente, anzi un po’ anche questo, ma non solo... il ritardo è ritardo complessivo di una civilizzazione nella quale però, va detto, i cosiddetti “esseri umani” hanno appena imparato a camminare, e il cammino è lungo... e insomma quindi per adesso vanno “alla grande” tutta una serie di comportamenti, “pensieri”, e atteggiamenti, che mettono proprio Roma al centro di questa “crisi” dell’occidente, e dell’umanità nel suo complesso... crisi che però può anche essere una crisi di crescita... va da sé che l’occidente pretende di continuare a “fare” come ha sempre fatto, quando ormai ciò è evidentemente non più possibile... è anche comprensibile che da parte mia, dopo un iniziale periodo di “gioco” piuttosto impostato sulla “grande bellezza”, o su quella che in codice viene chiamata “la spiaggia”, stia passando a un’impostazione più orientata al lavoro, così come mi è anche più congeniale, e lo era anche prima nel periodo della mia precedente propaganda... il punto è anche che “gli altri”, cioè la città, cioè insomma tutti coloro che sarebbero il “pubblico” di questi volantini e di questa iniziativa, passato il periodo del giocare alla “grande bellezza”, e trovandosi di fronte a qualcosa che è più adatto a risolvere i loro problemi della situazione attuale, però invece se ne discostano con un fastidio e una irritazione aumentati... insomma la maschera del diamoci le arie dell’essere nella città eterna, la città prescelta, la grande bellezza impostata più che altro su una sorta di nostalgia del passato imperiale romano o qualcosa del genere, insomma nostalgia di che, degli schiavi, e io che sarei poi in questa “vostra” considerazione, e voi che sareste nella mia... specchi che si rimandano le stesse immagini... ma Roma è ormai impestata da tutta una smania di “giocare”, tanto che potremmo inventarci dei (finti) giochi di società per tentare di descrivere l’indescrivibile... ci provo quindi... proviamo a immaginare il “gioco del telefono”... cioè una catena di persone che si passano informazioni su altre persone, le quali però non saranno mai comprese in questa catena di trasmissione... che valore o che veridicità avranno mai queste informazioni...? Oppure il “gioco della colpa”, o gioco “è colpa tua”... alcune persone importanti si divertono ad autoaccusarsi di qualcosa, o a mettersi in situazioni di difficoltà, dando a intendere vagamente che sono costrette a fare ciò per “colpa” di qualcun altro, qualcuno che però non nominano... e che valore può avere questo tipo di “accusa”, e che valore può avere questa “colpa”...? E questi sono solo alcuni degli innumerevoli “giochi” ai quali tocca assistere... poi vorrei tentare di descrivere questa “grande bellezza” o casomai fuga nella bellezza, questa smania di essere giovani a tutti i costi, quando poi nella situazione attuale non si capisce a cosa dovrebbe servire... la vita delle cosiddette gang, oppure passare le giornate a penzolare dentro e fuori un fast food, oppure cosa, ditemelo voi, a parte rare eccezioni di un certo interesse persino gli “artisti di strada” sono in stragrande maggioranza solo un altro tipo di schiavi che perlopiù con la loro “arte” non fanno altro che ribadire che questa è la società migliore possibile, e che questa è una società, tra l’altro... insomma l’inutilità di questa vita, anzi di questi “stili di vita”, che sono poi solo dei piccoli esempi dell’inutilità del mondo e delle sue lusinghe... ma nell’epoca attuale nemmeno credo che valga la pena di allontanarsi troppo da questa “società” ed andarsene su qualche isola deserta e troppo selvaggia, serve per adesso “solo” di lavorare un po’, hai detto niente, insomma di fare un po’ di isola di lavoratori, o anche lavoratori-amici, il che non guasta... infine l’atteggiamento... alla radice di tutti questi fenomeni che cosa c’è, se non un atteggiamento, anzi l’Atteggiamento, nella sua realtà più dura e “metafisica”... pare che l’atteggiamento nelle scienze psicologiche-sociali sia definito come “prodotto dei giudizi di valore per le aspettative”, cioè una moltiplicazione dei due aspetti (peggiori) della cosiddetta “mente umana”, ovvero da una parte quanto si crede che una tal cosa valga, e dall’altro, quanto si crede che una talatra cosa sia possibile che accada... cristalli mentali difficili da sciogliere... e in più ricordiamoci un po’ di cosa diceva Mazzini, per esempio, circa la “teoria e la prassi”, senza l’una non c’è l’altra... non è la stesso, ma ci somiglia, se non fai non capisci, resti nel cristallo sbagliato, nel “grande atteggiamento”... giulioarca.blogspot.it       facebook: giulio.arca.relaxed

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