domenica 10 aprile 2016

I tre desideri illusori del corto circuito morale, potere, denaro, sesso...


Salve, sono di nuovo quel tizio “scemo” che vaga per la città e chiede con poco risultato alle ragazze il quesito “facciamo l’amore?”... non ho ottenuto molte risposte, ma in compenso, siccome passeggiare stimola il pensiero, mi sono chiesto perché la gente tenda a dare così importanza a qualcosa che in finale è solo un gioco, ossia la libera espressione anche fisica dell’amore, lo stare insieme fino in fondo, il darsi completamente e allo stesso tempo l’essere veramente disponibili a entrare in contatto con gli altri/e... la separazione genera paura, invece la solitudine no, siccome la solitudine (in spagnolo “soledad” per esempio) è cosa ben diversa dalla separazione... eccoci piombati in un altro paradosso, gente che ha la “compagnia” degli altri al prezzo di esserne in realtà separata, separata da barriere invisibili, fatte di paura e di ignoranza, in ultima analisi barriere mentali... e invece l’isolato, data la sua situazione più libera e meno condizionata, ha la mente più libera dalle illusioni, non cerca la finta sicurezza mentale contenuta nei legami, quella triade fatta di matrimonio, fidanzamento e compagnitudine, che sono in finale più che altro solo allo stesso tempo l’antidoto e il vaccino per rispramiarsi la “fatica” di cercare l’amore... le chiamerei operazioni di sicurezza, come se fossimo degli tristissimi impiegati del “ministero dell’amore”, quello che facciamo quando ci prendiamo in giro da soli chiamando amore i legami di matrimonio, fidanzamento e compagnitudine, è praticamente disegnare due trattini che uniscono tre puntini, tre puntini che oltretutto stanno anche sempre fermi nella stessa posizione... così, come “operai” o “impiegati” del cosiddetto amore, continuiamo a ricalcare quei percorsi già tracciati e già conosciuti, e ci teniamo saldamente al riparo dall’ardua fatica di poter giocare liberamente con i puntini e con i trattini, rimescolandoli in quantità e qualità... ma per chi è  “eretico” rispetto al cosiddetto “amore” praticato dai “very normal people” in finale la condizione è anche quella di non poter godere nemmeno di quel minimo di contentezza che talvolta si genera in quella situazione che chiamano “coppia”... e intanto il povero Ponte Mollo si accascia sotto il peso dei lucchetti, lucchetti “orgiasticamente” aggrovigliati tra di loro, quasi che soltanto loro, esseri di metallo pesante, abbiano il permesso di stare insieme ammuchiati in quelle matasse “gotiche” di “amore metal”... sarà banale a questo punto osservare che la gente è chiusa all’interno di barriere mentali che formano probabilmente dei veri e propri corti circuiti mentali, o magari anche cerebrali... cosa vuole la gente...? Soldi, mi pare e evidente... non ho molta occasione di chiedere alla gente cosa vuole, ma tanto me ne accorgo lo stesso dal comportamento... e se avessi più occasione di entrare in dialogo, la domanda successiva sarebbe, più o meno, la seguente: “e che ci devi fare, con i soldi...?” In finale, suppongo che i soldi servono, quasi sempre, per acquistarsi il cosidetto “amore”, cioè quel sesso che viene elargito come “service” d’ordinanza, o come prestazione “regolare” da veri “operai” e “operaie” del cosiddetto amore, all’interno di quelle cose lì che chiamano matrimonio, fidanzamento, e compagnia... insomma, almeno questo vale per i “poveri” maschi, che sono, per così dire, i “trattini doc” della situazione... insomma soldi per avere sesso, mentre dall’altra parte sarà più o meno il contrario, cioè sesso per avere soldi, siccome, diciamocelo pure, mentre le femmine di questa società non possono riuscire, per quanti sforzi facciano, a sopprimere del tutto la loro natura “paradisiaca”, i maschi tanto belli di solito non sono, insomma le donne sono più belle di natura, e i maschi che già sono bruttarelli, pelosetti e anche un po’ “storti”, fanno anche sforzi per accrescere il loro look “padronale”... ma poi il corto circuito è anche triplice, cioè potere, denaro e sesso, tre neuroni bruciati che si inseguono a vicenda... per fare un  “complimento” si potrebbe dire “c’hai in testa due bacarozzi, uno gira la corda e l’altro salta”, è un altro modo di dire più o meno la stessa cosa... il potere in origine non sarebbe né bene né male, il potere è possibilità, cioè se tu puoi fare una cosa, se sei nella situazione di poterla fare senza subire conseguenze negative (apparentemente, ma questo è un altro discorso, vedi alla voce karma), allora la fai, per ricavarne un vantaggio (soldi), poi se facendo ciò fai del male ad un altro, gli causi dolore, sofferenza, gli rubi anche delle possibilità con la tua derisione, chisseneimporta, tanto è tutto “nascosto” e tanto “nessuno” se ne accorge... poi che ci devi fare con questi soldi, ah sesso, cioè ti devi comprare la tua fetta di consolazione emotiva nel poter godere del “privilegio” di poter stare da solo e separato anche quando stai in compagnia e in contatto, anzi in unione... e quindi il corto circuito gira tutto al negativo, il potere, usato solo come potere di fare del male, per avere cosa, soldi, per poi farci cosa, sesso, che equivale a una “unione” carnale che è un atto di separazione all’interno dell’unione, e che anche se dentro di te lo neghi, lo sai che ti farà soffrire... eppure il circuito lo percorri e lo ripercorri siccome quello conosci e sei convinto che sia anche amore...      

I Cinque Puntini        http://giulioarca.blogspot.it/ 

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