lunedì 6 giugno 2016

La vera storia (eeh) di Adamo ed Eva e del perduto paradiso terrestre...


Questo è un volantino molto, ma molto serio... eeh... vabbé, comunque lo vogliate prendere, io direi che a questo punto mi sono già fatto una mia prima opinione, anzi ipotesi, o se vogliamo dirla supposizione, parola che un po’ ricorda qualcosa di farmacologico, vabbé, insomma, vi racconto come sono andati i fatti a quei tempi, secondo me, e quindi perché oggidì siamo di conseguenza in questa nostra tristanzuola situazione... insomma a quei tempi c’era Adamo, che girovagava per i boschi e per i villaggi, e incontrava numerose fanciulle, e tra questa c’era una certa Eva, che tra le altre cose veniva talvolta apostrofata in modi poco simpatici, chissà perché, e quindi Adamo vedendola si incuriosì e tentò di attaccar discorso con Ella... e vi riporto il dialogo più probabile che si era svolto a quei tempi... ma prima va detto che sì in effetti, e sono serio eh, c’era stato in un tempo lontano sulla Terra il famoso Paradiso Terrestre, ma poi era sopraggiunta una certa crisi che aveva svalutato di brutto suddetto paradiso, e insomma quello che in un tempo lontano era un paradiso era ormai stato tutto lottizzato, erano arrivati dei bruti che calavano giù dalle montagne e parlavano lingue incomprensibili, e si toccavano di continuo il naso e si grattavano la testa dicendo “boh”... e intanto il paradiso terrestre era decaduto, ormai regnava la sporcizia, la gente buttava i rifiuti per terra, si era messa a fumare, e anche a raccontare barzellette sconcie... poi quando passava Eva, questi bruti facevano pure dei commenti pesanti, e dicevano frasi del tipo “porca Eva” o “puttana Eva”, e via dicendo... e poi giravano anche tutta una serie di storie secondo le quali era colpa di Eva che distribuiva mele a tutti gli Adami, sobillata da un tizio che chiamavano il Serpente... ad Adamo non piaceva questa situazione, e nemmeno però capiva Eva, che passava di continuo silenziosa senza mai rispondere alle sue richieste d’amore... allora si decise a tentare di intrattenere con lei una conversazione, così per tentare di capire cosa si agitava nell’animo di questa misteriosa Eva... e un giorno riuscì a catturare la sua attenzione, almeno per un po’, e le chiese perché non diceva mai di sì alle sue proposte d’amore... Eva disse ma tu Adamo chiedi a tutte le ragazze che passano facciamo l’amore, o come dici tu talvolta, facciamo l’ammore, con due “M”, e credi di essere una persona seria...? E Adamo disse che essere seri spesso era una cosa tutt’altro che seria, e che comunque non era vero che chiedeva a tutte le ragazze di fare l’amore, ma che aveva preso esempio da un certo Napoleone... e lì Eva si bloccò, disse ma adesso che c’entra ‘sto tizio Napoleone... no, intendo, non lo chiedo proprio a tutte, ma Buonaparte... Ah, capisco disse Eva, adesso mi è più chiaro, vabbè... ma senti, Adamo, ma perché ti dovevi chiamare proprio Adamo, non potevi chiamarti, cheneso, Ugo...? Se ti chiamassi Ugo non farei all’amore con te, però se tu fossi almeno un po’ ricco, forse mi farei sposare da te... ah grazie Eva, disse Adamo, però se ci fai caso Adamo è una parola a cinque lettere, e Ugo invece è un nome che ha solo tre lettere, così come Eva... ah, capisco, disse Eva... e in quanto al matrimonio, disse Adamo, che io sappia un certo Ugo famoso è sposato con la Pina, che ha quattro lettere, e chissà se anche lei gli da’ da mangiare le mele, che sono altre parole a quattro lettere... ma è vero, Eva, che tu vuoi dare a tutti gli Adamo questi Pomi, queste mele, così come dicono di te, e perché faresti ciò...? Ed Eva rise, ma no, disse, non è vero niente, solo che talvolta io per togliermi di mezzo alcuni fastidiosi molestatori gli dico ma vai a farti un tramezzino, una pizza, ma mangiati le patatine, ma fatti una biretta, ma che vuoi da me...? Sei brutto, anzi bruto, peloso, non ti lavi, ti vesti malissimo, sei tutto peloso e stortignaccolo, ma che vuoi da me, vorresti fare all’amore con me...? Ma de che, diciamo da queste parti, noi Eve... e Adamo disse ma che forse è vero che io sono un po’ bruttarello, ma che forse ciò un po’ di gozzo, dicono che anche io ho il Pomo, o Pomo d’Adamo, ma che d’è ‘sto Pomo, sarà forse che Eva ti sei messa a fare business con la coltivazione di mele, e poi metti in giro la voce che sono io che mi ingozzo di mele e poi mi viene anche il famoso Pomo...? Ma no, Adamo, ti conoscono tutti, tu passeggi e poi ti vai a comprare pizza, patatine, marmellate, ti caffetti, ti marmelli, ti nutelli, ti bevi il lattuccio, eh povero Adamo, e poi pretendi che le ragazze vengano a fare all’amore con te... ma io inevitabilmente faccio così, cara Eva, proprio perché le ragazze nun mi si filano, anzi quando passo si toccano sempre i capelli, si ravvivano le chiome... e vabbè che sarà mai, e tu che fai Adamo, vai in giro sempre con quel tuo coso, come lo chiami, il Perepè, e lo suoni alla gente, e pretendi che le ragazze ti dicano di sì... no, Eva, io non pretendo niente, io passeggio e basta, tra tante altre ragazze passeriere a passeggio passeggiato... ma che sei scemo, disse Eva ad un tratto... no, anzi sì, rispose Adamo, pare che un tempo c’era un tizio che si chiamava proprio Scemo, o qualcosa del genere, e che così è nata la parola... insomma Eva, noi dobbiamo da fa’ zum zum, cippi cioppi, l’ammore, perché sennò poi se non si fa l’amore, o l’ammore....

I Cinque Puntini        http://giulioarca.blogspot.it/

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