giovedì 20 febbraio 2020

L'Informatica dialettica ternaria del professor Nikolay Petrovich Brusentsov...


In Russia, negli anni ’50, sotto la dittatura di Stalin, c’era un professore “eroico” che sviluppava già un’informatica a tre valori invece che a due... 0, 1, e -1 al posto di 0 e 1... e questo professore riuscì anche a costruire il primo computer ternario della storia del mondo e ad andare avanti per alcuni anni... lui otteneva il “trit” usando due bit e sprecando una posizione... e al posto del byte c’era il “tryte”, ovviamente... quello che successe dopo, però, è che gli stalinisti, che l’avevano lasciato fare per un po’ di anni, lo aggredirono togliendogli tutti i fondi statali per la ricerca e gli fecero a pezzi il computer gettandolo in un fosso... e quindi questo primo movimento di informatici “jazzisti” terminò lì... ma sono rimaste delle tracce su internet, infatti se cercate su Google le parole “ternary informatics” troverete un po’ di cose, tra cui un documento, in inglese, scritto dallo stesso Brusentsov, che illustra la filosofia di questo nuovo modo di pensare l’informatica... traduco qui in italiano l’inizio di questo documento, fin dove posso arrivare rimanendo dentro una sola pagina, e il resto potete trovarlo voi, se volete... insomma si potrebbe far ripartire, qui in Italia, questo movimento di informatici “jazzisti”, e siccome non lo fa nessuno per adesso ci toccherà farlo a noi del partito dei cinque puntini... dico anche che io, quando ero assunto come programmatore di computer in una rispettabile ditta di Roma, mettevo già in discussione il sistema binario... ma io addirittura volevo andare già oltre il sistema, pure quello ternario... provate a chiedervi per esempio cosa ci può essere dopo 0, 1 e -1... e mi fermo qui, magari qualcuno capisce... io so già fare per esempio, delle funzioni, che invece di uscire con vero e falso escono con tre “situazioni”... e anche più di tre... qui siamo già a cinque puntini eh... e lavoro ogni giorno sul mio computer a questa informatica anche se sono stato licenziato, licenziato perché programmavo troppo bene... comincio a tradurre il documento di Brusentsov: “La mancanza dell’informatica binaria moderna è dovuta all’inadeguatezza delle sue fondamenta siccome usa una logica binaria. La cosiddetta logica formale “classica”, basata sulla legge trascendentale del valore medio escluso, non mostra il riflesso perfetto della realtà ed è del tutto fuori dal senso comune. E’ così opposta all’aritmetica pratica, per esempio, che non è utile per risolvere problemi comuni. Questa logica binaria è la logica di un mondo artificiale e discreto di computer binari. Non c’è modalità. la possibilità non si può differenziare dalla necessità. Persino le più fondamentali relazioni logiche di conseguenza del contesto hanno espressione per mezzo di una “implicazione materiale”. Questi paradossi sono quelli che numerosi logici di fama hanno cercato per anni di superare invano. E’ chiaro perché la logica non può diventare una materia scolastica. Lo sviluppo del pensiero logico o lo studio della logica, prima come compito scolastico e poi come compito universitario, non conduce a un miglioramento di mentalità. La situazione diventa peggiore con la computerizzazione dell’educazione. Con la generale discussione che concerne l’intellettualizzazione del processo di computerizzazione dell’informazione e la sicurezza informatica, c’è dappetututto una soppressione dell’intelletto con la pomposa logica binaria. La maggioranza concorda nel dire che Aristotele è il fondatore della logica. Egli creò un sistema di dimostrazioni conclusive, i sillogismi che sono ancora uno strumento non superato di mentalità. Il sillogismo è dialettica. non c’è paradosso in esso, ma noi non possiamo trasformarlo in un calcolo logico moderno. Ci sono motivati sospetti che c’era qualcosa di sbagliato nella logica di Aristotele così come la sua negazione di situazioni nulle. Tuttavia, non ci sono solo situazioni nulle nei sillogismi ma anche situazioni “fuzzy”, sfocate, che furono inventate da L. Zadeh nel 1965 e queste non sono ancora governate dalla logica moderna. La principale differenza della logica di Aristotele dalla logica moderna “classica” è che non è binaria; anzi è ternaria. Contrariamente alla “legge del terzo escluso”, con “è necessario” e “non è necessario”, c’è un terzo elemento che afferma “è possibile e non è possibile”. Noi predichiamo la logica a tre valori come relazione di conseguenza che impoverisce ciò che fu determinato da Aristotele in “Prior Analytics” (paragrafo 57, linea 1): “Quando due cose sono in relazione tra di loro, che se una è, l’altra necessariamente è, allora se l’ultima non è, ugualmente la precedente non è nemmeno, ma se l’ultima è, non è necessario che la precedente dovrebbe essere. Ma è impossibile che la stessa cosa dovrebbe essere resa necessaria dall’essere e dal non essere della stessa cosa”.” Etc...                  http://giulioarca.blogspot.it/


Il documento originale continua su https://link.springer.com/content/pdf/10.1007%2F978-3-642-22816-2_11.pdf

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