In
Russia, negli anni ’50, sotto la dittatura di Stalin, c’era un professore “eroico”
che sviluppava già un’informatica a tre valori invece che a due... 0, 1, e -1
al posto di 0 e 1... e questo professore riuscì anche a costruire il primo
computer ternario della storia del mondo e ad andare avanti per alcuni anni...
lui otteneva il “trit” usando due bit e sprecando una posizione... e al posto
del byte c’era il “tryte”, ovviamente... quello che successe dopo, però, è che
gli stalinisti, che l’avevano lasciato fare per un po’ di anni, lo aggredirono
togliendogli tutti i fondi statali per la ricerca e gli fecero a pezzi il
computer gettandolo in un fosso... e quindi questo primo movimento di
informatici “jazzisti” terminò lì... ma sono rimaste delle tracce su internet,
infatti se cercate su Google le parole “ternary informatics” troverete un po’
di cose, tra cui un documento, in inglese, scritto dallo stesso Brusentsov, che
illustra la filosofia di questo nuovo modo di pensare l’informatica... traduco
qui in italiano l’inizio di questo documento, fin dove posso arrivare rimanendo
dentro una sola pagina, e il resto potete trovarlo voi, se volete... insomma si
potrebbe far ripartire, qui in Italia, questo movimento di informatici “jazzisti”,
e siccome non lo fa nessuno per adesso ci toccherà farlo a noi del partito dei
cinque puntini... dico anche che io, quando ero assunto come programmatore di
computer in una rispettabile ditta di Roma, mettevo già in discussione il
sistema binario... ma io addirittura volevo andare già oltre il sistema, pure
quello ternario... provate a chiedervi per esempio cosa ci può essere dopo 0, 1
e -1... e mi fermo qui, magari qualcuno capisce... io so già fare per esempio,
delle funzioni, che invece di uscire con vero e falso escono con tre “situazioni”...
e anche più di tre... qui siamo già a cinque puntini eh... e lavoro ogni giorno
sul mio computer a questa informatica anche se sono stato licenziato,
licenziato perché programmavo troppo bene... comincio a tradurre il documento
di Brusentsov: “La mancanza dell’informatica binaria moderna è dovuta all’inadeguatezza
delle sue fondamenta siccome usa una logica binaria. La cosiddetta logica
formale “classica”, basata sulla legge trascendentale del valore medio escluso,
non mostra il riflesso perfetto della realtà ed è del tutto fuori dal senso
comune. E’ così opposta all’aritmetica pratica, per esempio, che non è utile
per risolvere problemi comuni. Questa logica binaria è la logica di un mondo artificiale
e discreto di computer binari. Non c’è modalità. la possibilità non si può
differenziare dalla necessità. Persino le più fondamentali relazioni logiche di
conseguenza del contesto hanno espressione per mezzo di una “implicazione
materiale”. Questi paradossi sono quelli che numerosi logici di fama hanno cercato
per anni di superare invano. E’ chiaro perché la logica non può diventare una
materia scolastica. Lo sviluppo del pensiero logico o lo studio della logica,
prima come compito scolastico e poi come compito universitario, non conduce a
un miglioramento di mentalità. La situazione diventa peggiore con la
computerizzazione dell’educazione. Con la generale discussione che concerne l’intellettualizzazione
del processo di computerizzazione dell’informazione e la sicurezza informatica,
c’è dappetututto una soppressione dell’intelletto con la pomposa logica
binaria. La maggioranza concorda nel dire che Aristotele è il fondatore della
logica. Egli creò un sistema di dimostrazioni conclusive, i sillogismi che sono
ancora uno strumento non superato di mentalità. Il sillogismo è dialettica. non
c’è paradosso in esso, ma noi non possiamo trasformarlo in un calcolo logico
moderno. Ci sono motivati sospetti che c’era qualcosa di sbagliato nella logica
di Aristotele così come la sua negazione di situazioni nulle. Tuttavia, non ci
sono solo situazioni nulle nei sillogismi ma anche situazioni “fuzzy”, sfocate,
che furono inventate da L. Zadeh nel 1965 e queste non sono ancora governate
dalla logica moderna. La principale differenza della logica di Aristotele dalla
logica moderna “classica” è che non è binaria; anzi è ternaria. Contrariamente
alla “legge del terzo escluso”, con “è necessario” e “non è necessario”, c’è un
terzo elemento che afferma “è possibile e non è possibile”. Noi predichiamo la
logica a tre valori come relazione di conseguenza che impoverisce ciò che fu
determinato da Aristotele in “Prior Analytics” (paragrafo 57, linea 1): “Quando
due cose sono in relazione tra di loro, che se una è, l’altra necessariamente
è, allora se l’ultima non è, ugualmente la precedente non è nemmeno, ma se l’ultima
è, non è necessario che la precedente dovrebbe essere. Ma è impossibile che la
stessa cosa dovrebbe essere resa necessaria dall’essere e dal non essere della
stessa cosa”.” Etc... http://giulioarca.blogspot.it/
Il documento originale continua su https://link.springer.com/content/pdf/10.1007%2F978-3-642-22816-2_11.pdf
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