Sto
per entrare in argomenti dei quali in realtà so molto poco, ma almeno posso far
leva sul quel (poco) di esperienza che si è accumulata in questo anno e
mezzo... a proposito, sì, ho iniziato questa faccenda “assurda” dei cinque
puntini il 13 novembre del 2014, quindi abbiamo da poco passato l’anno e
mezzo... devo dire però che se risalgo indietro noto tracce di questo
cosiddetto “bullismo” anche negli anni precedenti, del resto è un fenomeno del
quale si parla molto, e che sembra diventare sempre più attuale... ma quando si
ascolta coloro che ne parlano non si riesce ad andare oltre le solite ovvietà,
e in finale questo fenomeno rimane piuttosto inesplicabile... se ascoltate con
attenzione le trasmissioni che trattano, o tentano di trattare questo
argomento, vi parrà forse di notare, come pare anche a me, che anche i bulli
intervistati non sappiano dare una spiegazione dei loro stessi comportamenti...
c’è sicuramente qualcosa di “meccanico” in questi comportamenti, ma non solo,
ci deve essere anche dell’altro... ma che non è facile individuare... però io da
un anno e mezzo sperimento questo fenomeno, lo sperimento nel senso che io non
sono una classica vittima del bullismo... nel mio caso, siccome propagando i
cinque puntini, il bullismo appare proprio come una sorta di “sistema” nel
sistema, cioè una sorta di metodo di demolizione controllata, o un tentativo di
esso... dopo i primi mesi nei quali subivo molto e soffrivo questo “pestaggio”
spirituale al contrario, sono riuscito a contrastarlo almeno un po’ proprio
tirando fuori un po’ di... spiritosaggine, cioè quello che faccio è
contro-deridere i derisori cercando di mettere in ridicolo proprio la
meccanicità dei loro tentativi di mettere in ridicolo me e quello che faccio...
poi talvolta noto che qualcuno di loro si mette anche a contro-contro-deridere
le mie contro-derisioni, ma qui siamo già sul raffinato e di solito non
accade... insomma, beh, tanto per cominciare un derisore che cosa vuole, lo
dice la parola stessa, un derisore cerca di... farti smettere di ridere, per l’appunto
de-ridere, cioè in questo senso la definzione di bullismo potrebbe essere che “è
vietato ridere”, o qualcosa del genere... ma lo so che non è vietato ridere,
anzi, soltanto che da questo punto di osservazione si vede che nella nostra
società, in finale si ride solo per questo motivo, cioè si ride per deridere,
non si ride così tanto per ridere... continuando su questo piano ci si potrebbe
chiedere se essere seri è davvero una cosa seria, perché per esempio, quando si
tratta di fare soldi, non importa come, invece lì sono tutti molto seri... e
paradossalmente diventano anche ridicoli per la loro smania meccanica di
arraffare questi soldi... ecco siamo di nuovo tornati al materialismo, che poi
in effetti è vero, perché è sempre la cartina di tornasole per capire i
fenomeni di questo mondo, anche quelli più nascosti... insomma questa faccenda
del bullismo e dei derisori ci trasporta anche nelle diverse concezioni della
realtà, o meglio quella che noi di solito consideriamo realtà, per esempio ci
sono quelli che credono che essa sia soltanto soggettiva, poi ci sono i già citati
materialisti, che credono che la realtà sia anche oggettiva, poi non è finita,
perché ci sono anche quelli che credono che siamo fatti oltre che di materia
anche di “anima”, e poi ci sono quelli come me, che essendo finiti a fare anche
il quinto puntino, hanno capito in pratica che c’è ancora dell’altro, un “oltre”
che potrebbe essere fatto ancora di una pluralità di “cose” sempre più sottili,
che si estendono fino a chissà dove... il derisore, nella sua pratica “lavorativa”
o pratica “giocosa”, sembra suggerire proprio questa idea, cioè che ad un certo
livello, chissà quale, noi siamo fatti di... allegria, o addirittura siamo
fatti di... risate, e quindi quando riesce a colpirci così a fondo, anche se
non sembra, ci fa molto molto molto male... è ancora peggio rispetto a quelli
che alcuni chiamano i “vampiri energetici”, cioè quelli che rubano la nostra
attenzione, per esempio persone che ti inchiodano al telefono o che tendono a
parlare sempre loro in modo ripetitivo, senza dire poi alcunché di
interessante, i logorroici per esempio, o i telefono-dipendenti, quelli che
riescono a parlare con gli altri solo se li tengono a distanza usando il
cellulare... invece i derisori-bulli sono ancora peggio, questi arrivano a
colpire il livello più profondo, quando ci riescono, e comunque ci provano, a
questo mirano... ma il bullo fa leva, nelle sue provocazioni, sul fatto che di
solito la vittima “se la prende” per le sue provocazioni, e si sente appagato
quando centra questo “obiettivo”, cioè farti arrabbiare... ma anche, in un
certo senso il bullo è sì un rovinatore, cioè uno che è capace di arrivare a
studiarsi ogni piccolo dettaglio della tua vita, della tua persona e/o immagine
per poterlo mettere in ridicolo, però così finirà anche a rovinare in parte
anche se stesso... mi direte ma guarda che i bulli non se la prendono per le
loro cattiverie, anzi... anzi più uno è privo di coscienza e consapevolezza e
più “scivola liscio” anche a fare il bullo... oppure spesso si dice anche che i
bullizzati sono “sensibili”, altro aggettivo interessante... per esempio in
musica la settima nota è detta la “sensibile”... e io resterei sensibile...
http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it
http://giulioarca.blogspot.it/ giularca@tiscali.it
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.