Una prima definizione di gioco sono proprio i cinque
puntini, quindi una giocata in generale è da ritenersi valida se il
partecipante o la partecipante fa i cinque puntini, e invalida se non li fa...
questo però se la situazione consente di fare proprio i cinque puntini,
altrimenti sono possibili e necessarie eccezioni, il caso più facile da
considerare è proprio quello del gioco-gioco, ossia la pratica dell’amore... mi
sembra ovvio che se invito una ragazza qui da me non pretendo affatto che
faccia i cinque puntini, anche perché la “matematica dell’amore” non produce
questo risultato con una semplice coppia... ma andiamo con “ordine”, cioè
intendo dire, qui nemmeno di matematica dell’amore si tratta, ancora, ma di
matematica del gioco, gioco che precede l’amore, quindi cinque puntini... e
anche questo essendo in due ancora non è possibile... prima ancora di questa
esiste una “matematica della felicità” che si “accontenta” di “solo” quattro
puntini, ma anche questo non è realizzabile tramite una coppia... una coppia è
per definizione “triste”, qualora la coppia si unisca, altrimenti nemmeno
quello... insomma il “riassunto” della matematica amorosa conta due “puntini”
per ogni persona, se si considerano in sintesi le due parti del corpo che più
vengono utilizzate per fare all’amore, cioè testa e genitali... il che è
comunque un punto di vista molto “maschile”, siccome la donna ha dalla sua
parte molti “puntini” aggiuntivi, per esempio si consideri che la festa della
donna è l’otto Marzo, e la scelta anche dal punto di vista numerico non credo
sia un caso... comunque prima di mettersi a pensare che io abbia chissà quale
tipo di esigenze amorose “gotiche”, basta dire che la semplice pratica
dell’unione tramite bacio è da considerarsi sufficiente per fare i tre puntini
in due, anche se... anche se poi la coppia è una preparazione per l’amore
quello felice, a quattro puntini, il che è a sua volta la preparazione per
l’amore quello gioioso, cinque puntini, il che poi ancora a sua volta è
preparazione per l’amore quello vero e proprio... la valutazione, di volta in
volta, sarà “oggettiva” e allo stesso tempo anche “pesata” in termini di
verità-autenticità del comportamento del/della partecipante al gioco... per
esempio ancora prima di tutto questo ci potrebbe essere la “pratica amorosa” di
un semplice colloquio, nei casi in cui prima di tentare di spiegare tutto
questo, ci sia bisogno di affrontare temi generali come la vera definizione
dell’amore, oppure la vera natura delle relazioni, che vanno oltre i legami,
anzi perlopiù evitano il legame, che a questo livello è da ritenersi un
errore... poi ci sono molte altre possibili situazioni che si possono venire a
creare, è ovvio che per strada io inizio sempre con la domanda “robotica”
“facciamo l’amore?”, ma questo non esclude affatto tutti i “classici” “rituali
d’accoppiamento” dei cosiddetti esseri umani, come per esempio uscire insieme,
andare a fare una passeggiata, andare al cinema, o andare a mangiare una pizza
insieme... non li esclude affatto a priori, ok, ma questi “contorni” sono
comunque da considerare nel contesto della situazione più generale dei cinque
puntini... cioè la coppia “normale”, quella che di solito punta ad andare a
chiudersi in uno dei tre soliti legami, matrimonio, fidanzamento o
compagnitudine, farà ovviamente un uso peculiare di questi contorni, e per loro
sarà “normale” ciò che per me non è normale affatto, per esempio le classiche
cene costose nelle quali l’uomo è scontato che debba offrire, o cose del
genere... è comunque preferibile “stare bassi”, nel senso che l’ambiente
circostante non è certo favorevole, quindi va tenuto in conto il suo potere
condizionante, e anche il discorso opposto, nemmeno serve l’atteggiamento
estremo opposto, cioè andiamo a chiuderci nello “scannatoio”, nella “garconniere”
e basta... insomma la valutazione può anche essere complicata, e possono
capitare situazioni nelle quali capire cosa sta effettivamente succedendo non è
facile, e anche il/la partecipante può tentare di “giocare” a giochetti
mentali, o a stare sul filo del filo del “fare” e del “non fare”... quello che
poi va valutato è lo spirito, o l’atteggiamento, o l’intenzione, insomma la
parte più sottile, immateriale, invisibile del gioco... è possibile che ci
saranno giocatrici che tenteranno in ogni modo di fare passare per valide
giocate che valide non sono, quindi col tempo serve anche di diventare sempre
più fini per “difendersi”... un tipo di “prevenzione” va fatto anche a priori,
scansando quelle situazioni che già solo fin dalle prime mosse puntano a diventare
delle situazioni di umiliazione sado-masochistica anche solo a livello
psicologico... “condimento” tipico delle classiche “relazioni” di legame, il
che ci dice che solitamente le persone sono più che disposte a subire queste
storture pur di non restare da sole... poi vabbè, c’è la valutazione dei
puntini nel caso del lavoro-gioco, cioè di tutto quel fare che non è fare
all’amore, cioè per esempio la musica, o il gioco del calcio, o il tennis,
etc... anche qui bisogna stare attenti, il “gioco” è più facile da valutare
rispetto a quello relazionale, ma anche qui arrivano i simulatori, per esempio
un aspirante calciatore che dice di voler fare i cinque puntini e poi invece ne
fa due, ma ci vuole poco a “sgamarli”...
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